Parapetto anticaduta permanente su copertura in cantiere edile

Parapetti anticaduta permanenti: cosa prevede la UNI 11996:2025

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È disponibile sul sito dell’Ente Italiano di Normazione, la UNI 11996:2025, “Parapetti anticaduta permanenti – Requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo”, documento tecnico che fornisce indicazioni operative per la realizzazione e l’impiego di questi dispositivi di protezione collettiva, in contesti in cui ci sia il pericolo di caduta dall’alto.
La norma è stata elaborata dal gruppo di lavoro GL 15 “Attrezzature provvisionali”, con il contributo tecnico di Inail, nell’ambito della Commissione Sicurezza UNI.

Cadute dall’alto: rischio prioritario nei cantieri edili

Nel settore dell’edilizia, le cadute dall’alto rappresentano storicamente la principale causa di infortunio mortale. I dati del Rapporto Inail-Regioni del settembre 2025 realizzato nell’ambito del sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO, evidenziano come una quota significativa degli eventi gravi e mortali sia riconducibile a lavori svolti su:

  • ponteggi, scale portatili e trabattelli;
  • coperture e tetti durante attività di manutenzione o rifacimento;

Nel quadro del D.Lgs. 81/08, il legislatore ha voluto privilegiare le misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali, già nelle misure generali di tutela di cui all’art. 15, lett. i.

UNI 11996: ambito di applicazione e finalità

La norma UNI 11996:2025 si applica ai parapetti anticaduta permanenti, fornendo a fabbricanti, progettisti, professionisti, installatori e utilizzatori, indicazioni su:

  • requisiti di sicurezza;
  • metodi di prova;
  • condizioni di utilizzo;

Il documento tiene conto delle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 17 gennaio 2018), integrando gli aspetti strutturali con quelli specificamente connessi alla prevenzione del rischio di caduta.

Classi di parapetti: differenze tra Classe A e Classe B

La UNI 11996:2025 distingue due classi principali:

  • Classe A: parapetti in grado di resistere a carichi statici;
  • Classe B: parapetti idonei a sopportare anche azioni dinamiche moderate.

La classificazione non è meramente formale, ma incide direttamente sulla scelta progettuale in funzione delle condizioni operative, dell’altezza di caduta e delle caratteristiche dell’edificio o della copertura.

Tipologie costruttive: “a correre” e “a moduli”

Il documento individua inoltre due tipologie di parapetti permanenti:

  • Parapetto “a correre”, costituito da una sequenza continua di montanti e correnti, quest’ultimi giuntati a correre;
  • Parapetto “a moduli”, formato da elementi modulari posti in sequenza ma generalmente non collegati tra loro.

La scelta tra le due configurazioni dipende da fattori progettuali, strutturali e funzionali, inclusa la necessità di manutenzione e accesso alla copertura.

Documentazione, marcatura e istruzioni per l’uso

La UNI 11996 dedica infine specifica attenzione a:

  • manuale di istruzioni;
  • marcatura e cartellonistica;
  • indicazioni relative a inclinazioni e altezze di caduta;
  • criteri di determinazione del fissaggio;
  • aspetti connessi al salvataggio.

La norma non fornisce i requisiti per i parapetti anticaduta permanenti destinati alla protezione contro gli urti di veicoli o di altre attrezzature mobili, o alla protezione contro lo scivolamento di materiali sfusi (ad es. inerti), neve, ecc.

Dove consultare la norma

Il testo ufficiale della UNI 11996:2025 è disponibile sul sito UNI per l’acquisto:
👉 https://store.uni.com/uni-11996-2025

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