BIM e mondo delle costruzioni: dalla nuova UNI alle applicazioni in cantiere

64 0
Torniamo a parlare di BIM e modellazione elettronica delle informazioni edili: dopo che in aprile è stato adottato lo standard internazionale aperto ISO 1070303 “Industry Foundation Classes (IFC)” per la condivisione dei dati nell’industria delle costruzioni e del facility management
Ora l’UNI produce la UNI EN ISO 23387:2020 “Modelli di dati per oggetti da costruzione utilizzati nel ciclo di vita dei beni edilizi – Concetti e principi” in vigore dall’8 ottobre 2020.
Ne approfittiamo per approfondire, grazie a EPC Editore sui contenuti del BIM e sulle possibili applicazioni nel settore dell’industria delle costruzioni ed in cantiere.

INDICE ARGOMENTI
UNI EN ISO 23387:2020: i contenuti
BIM e utilizzi nell’industria delle costruzioni
BIM in cantiere: quali applicazioni sono possibili?
Approfondisci con EPC Editore!

UNI EN ISO 23387:2020: i contenuti

La norma stabilisce i principi e la struttura dei modelli di dati per oggetti da costruzione: è stata sviluppata per supportare i processi digitali utilizzando formati leggibili dalla macchina attraverso una struttura dati di riferimento per scambiare informazioni su qualsiasi tipo di oggetto da costruzione, ad esempio prodotto, sistema, assemblaggio, spazio, edificio, ecc., utilizzati per le fasi di lavoro.
Fornisce le specifiche di un modello di tassonomia che definisce i concetti dalla ISO 12006-3, e le specifiche EXPRESS con estensioni delle notazioni EXPRESS-G. Inoltre, la norma fornisce le regole per la connessione tra i modelli di dati e le classi IFC nei dizionari dati basati sulla ISO 12006-3 (che specifica un modello di informazione indipendente dal linguaggio che può essere impiegato per lo sviluppo di dizionari impiegati per memorizzare o fornire informazioni riferite a lavori di costruzione).

BIM e utilizzi nell’industria delle costruzioni

L’impiego del BIM lungo la filiera dell’industria delle costruzioni ha subito delle ampie trasformazioni negli ultimi anni, dovuta sia a quadri normativi che impongono questo approccio metodologico (Ciribini, 2013), sia ad una maggiore consapevolezza dei professionisti del settore (Garagnani, 2017).
È interessante perciò osservare come sia cambiato l’approccio delle imprese di costruzione verso l’impiego degli strumenti digitali. In luogo della consolidata abitudine di impiegare gli stessi software impiegati nelle fasi progettuali per limitare la perdita di dati durante gli scambi di file, l’approccio BIM consente, grazie alla possibilità di arricchire il modello con informazioni provenienti da fonti diverse, di poter dotare le imprese di soluzioni informatiche specifiche (Hardin, McCool, 2015), mantenendo il necessario tasso di interoperabilità con i tecnici degli altri settori.

BIM in cantiere: quali applicazioni sono possibili?


Sulla scorta delle esperienze maturate negli Stati Uniti, che possiamo definire un contesto “maturo” per quanto concerne l’impiego di queste metodologie, è possiamo osservare come vi siano delle buone opportunità per legare il BIM al cantiere (cd. BIM to field) e coordinare questi modelli con l’effettiva costruzione del bene edilizio.

In cantiere difatti, i modelli BIM possono essere impiegati per:
• confrontare le schede tecniche dei materiali approvvigionati con le specifiche di progetto;
• governare le interferenze geometriche tra componenti edilizie;
• gestire i tempi (4D) di approvvigionamento e posa e conseguentemente monitorare i costi (5D) sulla base dei quali liquidare gli Stati di Avanzamento dei Lavori (SAL);
• gestire la logistica di cantiere, soprattutto per quanto riguarda le aree destinate a magazzino (tema cruciale per l’intervento sul patrimonio esistente);
• monitorare l’effettivo impiego degli apprestamenti per la sicurezza in cantiere;
• aggiornare gli elaborati “as-built” a seconda delle varianti e della loro effettiva realizzazione;
• rendicontazione delle attività rimanenti (punch-list) associate alle relative aree di cantiere.
Quindi, il dato di fatto che emerge da questa analisi è che la gestione del modello informativo dell’edificio, associata alle valutazioni sulla costruibilità (ovvero sul rispetto delle caratteristiche progettuali, delle somme assegnate e dei parametri di sicurezza dei lavoratori, degli occupanti temporanei e dei successivi utenti) dei relativi componenti, diventano gestibili su una piattaforma unica (BIM) che accresce la sua affidabilità nella misura in cui i vari attori del processo ne arricchiscono il modello

Approfondisci con EPC Editore!

Building Information Modelling – Dalla metodologia alla pratica
Edizione: marzo 2020
EPC Editore

Articoli correlati