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Bando MACCHINARI INNOVATIVI: chiude il secondo Sportello, boom di domande agevolative

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Il Ministero dello Sviluppo Economico con DECRETO 27 aprile 2021, chiude formalmente anche il Secondo sportello agevolativo del Bando MACCHINARI INNOVATIVI, iniziativa finanziaria per agevolare la trasformazione tecnologica e digitale nelle regioni del Sud Italia.

Lo Sportello era stato aperto il 27 aprile 2021, con Decreto del Ministro dello sviluppo economico  30  ottobre 2019, ma le risorse sono andate presto esaurite a causa del gran numero di domande.

Il Ministero ha dovuto anche chiarire che le domande presentate tra le ore 10,00 e le ore 17,00 del 27 aprile 2021, risultano come pervenute nello stesso istante, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione e sono ammesse all’istruttoria in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito.

Le risorse del Secondo Sportello, così come il Primo (aperto il 30 luglio 2020) ammontavano a 132.500.000,00.

Erano state aumentate di 93 milioni grazie al DECRETO 26 febbraio 2021: la dotazione originaria del piano Impresa 4.0 e della transizione verso l’economia circolare ammonta a circa 360 milioni.

Facciamo allora il punto sul Bando Macchinari e sui due Sportelli agevolativi predisposti dal Mise.

Bando Macchinari innovativi: gli sportelli agevolativi 2020-2021

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico  30  ottobre 2019 disciplina termini, modalità e procedure per la concessione e  l’erogazione  delle  agevolazioni  in favore  di  programmi  di  investimento  innovativi   finalizzati   a consentire la trasformazione tecnologica e digitale delle  piccole  e medie  imprese  mediante  l’utilizzo  delle   tecnologie   abilitanti afferenti al piano Impresa 4.0 ovvero a favorire la loro  transizione verso il paradigma dell’economia circolare.
L’art. 3, comma 2, del decreto stabilisce che le risorse siano rese  disponibili   tramite   l’apertura   di   due   sportelli agevolativi, per ciascuno dei quali è destinato un ammontare pari  a euro.

Primo Sportello del Bando Macchinari: il DM 23/6/2020

Con decreto del direttore generale per gli incentivi alle imprese 23 giugno 2020 (annunciato con Comunicato in Gazzetta) sono state definite le modalità e i termini di apertura del primo dei due sportelli agevolativi previsti dal decreto ministeriale 30 ottobre 2019.
In base al DM 26 febbraio 2021, le risorse a copertura delle domande del Primo Sportello del Bando Macchinari vengono incrementate di ulteriori 93 milioni di euro (93.485.676,43 euro) di cui:

  • 34.900.000,00 euro derivanti dalla restituzione delle rate delle sovvenzioni parzialmente rimborsabili concesse ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 29 luglio 2013, per i progetti di ricerca e sviluppo nelle regioni ex «Obiettivo convergenza» (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia);
  • 29.529.278,65 euro derivanti dalla restituzione delle rate dei finanziamenti agevolati erogati a valere sugli strumenti di ingegneria finanziaria attivati nell’ambito dei Programmi operativi «Energie rinnovabili e risparmio energetico», «Ricerca e competitività» e «Attrattori culturali, naturali e turismo», finanziati con risorse del ciclo di programmazione 2007-2013.
  • 29.056.397,78 euro a valere sulle risorse del Piano di azione e coesione 2007-2013.

Ulteriori informazioni sulla pagina dedicata al Primo Sportello del Bando Macchinari sul sito del MISE.

Secondo Sportello del Bando Macchinari: il DM 26/3/2021

Con decreto direttoriale 26 marzo 2021 (annunciato in Gazzetta Ufficiale GU n.85 del 9-4-2021) il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito i termini di apertura del secondo sportello per la richiesta di agevolazioni da parte di PMI, reti di imprese e professionisti.
La misura è finanziata con 132,5 milioni di euro , una cifra pari a quella già messa a disposizione lo scorso anno dal Ministero con l’apertura del primo sportello del bando. Si tratta di risorse a valere sul Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR.


L’invio della richiesta potrà avvenire dalle ore 10 del 27 aprile 2021.

Le domande di agevolazione pervenute sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le istanze presentate nello stesso giorno sono, a tal fine, considerate come pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.
Il 10 aprile si è chiusa la fase di accreditamento delle reti non dotate di personalità giuridica.

Ulteriori informazioni sulla pagina dedicata al Secondo Sportello del Bando Macchinari sul sito del MISE.

Bando MACCHINARI INNOVATIVI: in cosa consiste?

Il Banco Macchinari Innovativi intende sostenere investimenti innovativi finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale e la transizione verso l’ economia circolare delle attività d’impresa. A disposizione oltre 265 milioni per investimenti innovativi di PMI e reti d’impresa nelle regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Puglia
  • Sicilia.

Un investimento inferiore a quello del 2019 che arrivava a 340 milioni di euro.

I 265 milioni di euro serviranno per sostenere la competitività e la trasformazione tecnologica dei sistemi produttivi nei territori interessati, attraverso l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature innovative.

Le risorse per gli investimenti agevolativi sono finanziati dal Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR e saranno rese disponibili alle imprese attraverso l’apertura di due distinti sportelli, a ciascuno dei quali sarà destinato un ammontare pari a euro 132.500.000,00.

Le domande relative al primo sportello, valutate e gestite da Invitalia, potevano essere compilate a partire dalle ore 10.00 del 23 luglio 2020 mentre l’invio è stato possibile a partire dalle ore 10.00 del 30 luglio 2020.

Bando Macchinari: la normativa di riferimento

Il Bando è stato pubblicato con Comunicato del Ministero dello Sviluppo economico di annuncio del decreto direttoriale 23 giugno 2020.

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico  30  ottobre 2019 sul Banco Macchinari Innovativi: riporta le modalità di presentazione delle domande e i termini per l’accesso alle agevolazioni.

Le imprese beneficiarie del Bando Macchinari

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
  • che non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali individuate nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata in ottemperanza alla medesima legge
  • le imprese, fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa che aderiscono ad un contratto di rete a condizione che tale contratto configuri una collaborazione effettiva, stabile e coerente con gli obiettivi di rafforzamento della competitività e di sviluppo tecnologico connessi alla realizzazione dei programmi proposti.

Settori esclusi dal Bando Macchinari

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ai seguenti settori:

  • siderurgia;
  • estrazione del carbone;
  • costruzione navale;
  • fabbricazione delle fibre sintetiche;
  • trasporti e relative infrastrutture;
  • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 3 del decreto ministeriale 30 ottobre 2019.

Programmi di investimento ammissibili

  • I programmi di investimento ammissibili devono:
  • prevedere spese non inferiori a euro 400.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00. Nel caso di programmi presentati da reti d’impresa, la soglia minima può essere raggiunta mediante la sommatoria delle spese dei singoli programmi di investimento proposti dai soggetti aderenti alla rete. Ma ciascun programma deve prevedere comunque spese ammissibili non inferiori a euro 200.000,00;
  • essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
  • prevedere l’acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.
  • I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 del codice civile. Riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.
  • Le spese correlate ai programmi di investimento devono essere:
  • relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, nuove di fabbrica acquistate da terzi;
  • per beni ammortizzabili e capitalizzati: devono figurare nell’attivo patrimoniale dell’impresa e mantenere la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
  • rivolte a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del programma di investimento;
  • pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni;
  • conformi alla normativa comunitaria in merito all’ammissibilità delle spese nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020;
  • ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.