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Convenzione di Stoccolma: la ratifica e le regole UE sugli Inquinanti organici persistenti (POP) – Piano di Monitoraggio nazionale in vista

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In Gazzetta ufficiale è stata pubblicata la LEGGE 12 luglio 2022, n. 93 di Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP – Persistent Organic Pollutants) del 22 maggio 2001, in vigore dal 19 luglio 2022.

Aderendo alla Convenzione di Stoccolma gli Stati si sono impegnati a ridurre al minimo le emissioni in atmosfera dei POPs, intenzionali e non intenzionali, e i loro rilasci nelle acque e nei suoli.

Il Ministero della Transizione ecologica ha annuncia che entro due anni è previsto un Piano nazionale di Monitoraggio per la riduzione delle emissioni di POPs.

Cosa sono gli inquinanti organici persistenti? Quali sono le regole fissate dalla Convenzione di Stoccolma e cosa prevede la Ratifica italiana? 

Convenzione di Stoccolma: cosa prevede la Legge di ratifica italiana

La Legge individua il Ministero della transizione ecologica quale autorità nazionale competente per l’attuazione delle disposizioni stabilite dalla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e punto di contatto nazionale per lo scambio delle informazioni (ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3, della Convenzione stessa). Nel futuro Piano di attuazione verranno stabilite le modalità per assicurare il coordinamento delle attività di raccolta dei dati di monitoraggio, ai fini della piena ed efficace attuazione della Convenzione.

Inoltre, le Parti della Convenzione si sono impegnate a

  • ridurre al minimo le emissioni in atmosfera dei POPs, intenzionali e non intenzionali ed i loro rilasci nei suoli, mediante una serie di azioni che vanno dal divieto di produzione ed uso, al divieto di esportazione e importazione, con particolare riferimento alle sostanze elencate negli allegati A e B della Convenzione.
  • monitorare e ridurre progressivamente le emissioni non intenzionali dei POPs che si generano nei processi di combustione di attività industriali e civili, tra cui Diossine, Furani e Bifenili policlorurati. Naftaleni, Bifenili policlorurati, Esaclorobenzene, Esaclorobutadiene e Pentaclorobenzene.

Cosa sono gli Inquinanti organici preesistenti?

Gli inquinanti organici persistenti sono sostanze chimiche utilizzate negli antiparassitari e nei processi industriali. Essi rimangono attivi per molti anni, si disperdono facilmente, si bioaccumulano, e costituiscono un rischio per la salute umana e per l’ambiente.
La Convenzione di Stoccolma inizialmente riguardava 12 POP. Da allora sono state aggiunte nuove sostanze chimiche e attualmente ne sono elencate 22 nell’allegato A, che ne proibisce la produzione o l’uso, salvo in caso di deroghe generiche o specifiche. L’allegato B limita fortemente la produzione e l’uso del DDT, un antiparassitario utilizzato in molti paesi in via di sviluppo.

Che cos’è la Convenzione di Stoccolma?

La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (GU L 209 del 31.7.2006) è stata aperta alla firma a Stoccolma il 23 maggio 2001. In maggio 2017 era stata ratificata da 181 parti ed è in vigore dal 17 maggio 2004.
Mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dagli effetti nocivi degli inquinanti organici persistenti (POP). Esso limita, e arriva a eliminare, la loro produzione intenzionale o non intenzionale, l’uso, il commercio, le emissioni e la conservazione.

Convenzione di Stoccolma: cosa prevede?

La Convenzione prevede:
• il divieto della produzione, dell’utilizzo e della commercializzazione (inclusa importazione ed esportazione) degli inquinanti organici persistenti (POPs, dall’inglese Persistent Organic Pollutants), prodotti intenzionalmente, elencati agli allegati A e B della Convenzione stessa
• la continua riduzione e, se possibile, la definitiva eliminazione delle emissioni delle sostanze organiche che si generano spontaneamente, elencate nell’allegato C
• l’adozione di misure per la riduzione o l’eliminazione di emissioni di POPs provenienti dalle scorte e dai rifiuti.

Convenzione di Stoccolma e recepimento europeo

Con Decisione 2006/507/CE del Consiglio, del 14 ottobre 2004 la Convenzione è stata approvata dall’Unione europea.
Con Regolamento (UE) 2019/1021 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno disciplinato la gestione degli inquinanti organici persistenti attuando una rifusione del precedente regolamento (CE) n. 850/2004 (che è dunque abrogato), in vigore a 20 giorni dalla pubblicazione, avvenuta sulla GUUE L 169 del 25 giugno 2019).
Il nuovo Regolamento ha l’obiettivo di tutelare la salute umana e l’ambiente dai persistent organic pollutants-“POP” vietando, eliminando gradualmente il prima possibile o limitando la fabbricazione, l’immissione in commercio e l’uso di sostanze soggette
• sia alla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti
•che al Protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riducendo al minimo, in vista dell’eliminazione, ove possibile e in tempi brevi, il rilascio di tali sostanze ed istituendo disposizioni concernenti i rifiuti costituiti da tali sostanze o che le contengono o che ne sono contaminati.

Regolamento (UE) 2019/1021 – Divieti di fabbricazione e deroghe

L’immissione in commercio e l’uso della maggior parte dei POP che figurano nel protocollo o nella convenzione sono già stati gradualmente eliminati all’interno dell’Unione: per ottemperare agli obblighi che l’UE ha assunto a norma del Protocollo e della Convenzione e per ridurre al minimo le emissioni di POP, è tuttavia necessario e opportuno vietare anche la fabbricazione di alcune sostanze (elencate nell’allegato I e nell’allegato II, sia allo stato puro che all’interno di miscele o di articoli) e limitare al minimo le deroghe (previste in art.4 per specifiche sostanze) , che saranno possibili soltanto qualora una sostanza svolga una funzione essenziale in un’applicazione specifica.

Deroghe alla Convenzione di Stoccolma, per inquinanti organici persistenti

All’articolo 4 sono dettate le deroghe per
a) sostanze utilizzate per attività di ricerca di laboratorio o come campione di riferimento;
b) sostanze presenti in sostanze, miscele o articoli sotto forma di contaminanti non intenzionali in tracce, conformemente a quanto specificato nelle voci pertinenti dell’allegato I o II.

Se una sostanza viene aggiunta nell’allegato I o II dopo il 15 luglio 2019, l’articolo 3 non si applica per un periodo di sei mesi se tale sostanza è presente negli articoli prodotti alla data in cui il presente regolamento diventa applicabile alla sostanza in questione o prima di tale data.
L’articolo 3 non si applica a una sostanza presente negli articoli già in uso antecedentemente o alla data in cui il presente regolamento o il regolamento (CE) n. 850/2004 sono diventati applicabili a tale sostanza, a seconda di quale data sia occorsa prima.

Regolamento (UE) 2019/1021 – Scorte e gestione rifiuti

Il detentore di scorte (art.5) costituite da qualsiasi delle sostanze elencate nell’allegato I o II di cui l’uso non è consentito, o contenenti tali sostanze, è tenuto a gestire tali scorte come se fossero rifiuti e in conformità con l’articolo 7 il quale articolo a sua volta prescrive (comma 1) a chi produce e chi detiene rifiuti di evitare, ove possibile, la contaminazione dei rifiuti da parte di sostanze elencate nell’allegato IV: i rifiuti costituiti da qualsiasi delle sostanze elencate nell’allegato IV o che la contengono o ne sono contaminati, vanno smaltiti o recuperati (punto 2) con tempestività e conformemente alla parte 1 dell’allegato V, in modo da garantire che il contenuto di POP sia distrutto o trasformato irreversibilmente affinché i rifiuti residui e i rilasci non presentino le caratteristiche dei POP. Possibile la separazione della sostanza pericolosa dai rifiuti (comma 3), a condizione di essere successivamente smaltita, mentre sono vietate le operazioni di smaltimento o recupero che possano portare al recupero, al riciclaggio, alla rigenerazione o al reimpiego in quanto tali delle sostanze elencate all’allegato IV.
Al punto 4 dell’articolo 7 le deroghe all’obbligo di smaltimento del comma 2 nel caso di:
a) i rifiuti che contengono una delle sostanze elencate nell’allegato IV, o che ne sono contaminati, possono essere in alternativa smaltiti o recuperati in conformità della pertinente legislazione dell’Unione, purché il tenore delle sostanze contenute nei rifiuti sia inferiore ai valori limite di concentrazione indicati nell’allegato IV;
b) uno Stato membro o l’autorità competente designata da detto Stato membro può, in casi eccezionali, consentire che i rifiuti elencati nella parte 2 dell’allegato V, che contengono una sostanza elencata nell’allegato IV o ne sono contaminati fino ai valori limite di concentrazione indicati nella parte 2 dell’allegato V, siano in alternativa trattati secondo uno dei metodi elencati nella parte 2 dell’allegato V, purché siano rispettate specifiche condizioni dettagliate nell’art.7 comma 4.

Regolamento (UE) 2019/1021 – Inventari di rilascio di inquinanti

Previsto in articolo 6 del Reg. 2019/1021 che entro due anni dalla sua entrata in vigore gli Stati membri preparino, e successivamente mantengano, inventari dei rilasci in atmosfera, nelle acque e nel suolo delle sostanze elencate nell’allegato III, conformemente ai loro obblighi ai sensi della convenzione e del protocollo. Ogni Stato membro dovrà comunicare, alla Commissione, all’Agenzia e agli altri Stati membri, il proprio piano d’azione (dettagliato e specificato in art.9) concernente misure volte ad individuare, caratterizzare e minimizzare, nella prospettiva di eliminare se possibile quanto prima, i rilasci complessivi delle sostanze elencate nell’allegato III, quali registrati nell’inventario stilato conformemente agli obblighi assunti ai sensi della convenzione.

Istituzioni e Autorità competenti

All’articolo 8 vengono dettagliati i compiti in materia, dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (di cui viene regolato anche il Bilancio in art.16) e del Forum per lo scambio di informazioni sull’applicazione istituito dal regolamento (CE) n. 1907/2006, utilizzato per coordinare la rete delle autorità degli Stati membri responsabili dell’applicazione del regolamento.

Monitoraggio dei dati sui Pop

All’articolo 10 si ricorda che la Commissione (che potrà essere assistita dal Comitato istituito dall’articolo 133 del regolamento (CE) 1907/2006), con il sostegno dell’Agenzia, e gli Stati membri predispongono o gestiscono in stretta collaborazione adeguati programmi e meccanismi di monitoraggio dei dati comparabili sulla presenza nell’ambiente delle sostanze elencate nella parte A dell’allegato III tenendo conto degli sviluppi avvenuti nell’ambito del protocollo e della convenzione. Potrà anche modificare gli allegati I, II e III (si veda in art.15) per adattarli alle modifiche dell’elenco delle sostanze attraverso un atto delegato distinto per ciascuna sostanza; inoltre la Commissione riesaminerà costantemente gli allegati IV e V e, se del caso, presenterà proposte legislative volte a modificare tali allegati per adattarli alle modifiche dell’elenco delle sostanze al fine di adeguarle al progresso tecnico e scientifico.

Scambio di informazioni sui POP

Il Regolamento prevede uno scambio di informazioni (art.11) all’interno dell’Unione e con i paesi terzi, riguardo alla riduzione, alla minimizzazione o all’eliminazione, ove fattibile, della fabbricazione, dell’uso e dei rilasci di POP nonché riguardo alle alternative a dette sostanze, specificando i rischi e i costi socio-economici connessi a tali alternative. Il regolamento prevede poi (art.13) una collaborazione tra Commissione e Stati membri per fornire un’assistenza tecnica e finanziaria ai paesi in via di sviluppo e ai paesi ad economia in transizione, ed un Monitoraggio dell’attuazione delle disposizioni del regolamento (art.13) attraverso una relazione almeno triennale da presentare alla Commissione con le informazioni nazionali raccolte, aggiornata, se del caso ogni anno.
Ogni Stato membro potrà designare l’autorità competente (nel nostro caso, il Ministero della Transizione ecologica) o le l’autorità competenti incaricate di espletare le funzioni amministrative e l’esecuzione necessarie ai fini del regolamento e dovrà informarne la Commissione entro tre mesi dall’entrata in vigore del regolamento.
Inoltre, gli stati vengono autorizzati a imporre sanzioni in caso di violazione del presente regolamento (art.14) che siano effettive, proporzionate e dissuasive.

Redazione InSic

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