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AUA ed emisssioni, i provvedimenti approvati dal Governo

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Nel Consiglio dei Ministri del 15 febbraio scorso, il Governo ha approvato in via definitiva, dopo aver acquisito il parere della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti, il regolamento che disciplina l’autorizzazione unica ambientale (AUA) e la semplificazione degli adempimenti amministrativi in materia per le imprese e gli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale.

Il provvedimento è il primo passo verso la semplificazione delle procedure di autorizzazione ambientali, peraltro già previste nel decreto semplificazioni, con particolare riferimento ad AIA e VIA. Secondo il Governo, la piena applicazione dell’AUA garantirà un risparmio complessivo di 700 milioni di Euro all’anno per le PMI. L’AUA era prevista nella legge 35/2012 (Semplifica Italia): con un’unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP) si sostituiranno fino a sette procedure autorizzative diverse (ad esempio: l’autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico etc.), ma le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell’AUA.
Inoltre, il Governo ha approvato ulteriori provvedimenti in materia di ambiente, in particolare 2 decreti che recepiscono la normativa comunitaria: il primo recepisce le significative modifiche introdotte dalla direttiva 2009/29/CE al sistema comunitario per lo scambio delle quote di emissione di CO2 – ETS.
Il decreto definisce in maniera più puntuale il campo di applicazione per quanto riguarda gli impianti di combustione ed ha esteso il sistema ad altri gas diversi dalla CO2.
Inoltre, disciplina il metodo di assegnazione delle quote prevedendo che esse vengano assegnate mediante asta. Per gli impianti termoelettrici e per gli impianti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio l’assegnazione sarà, salvo qualche eccezione, totalmente a titolo oneroso (“full auctioning”), mentre per gli impianti dei settori diversi dal termoelettrico è prevista una transizione graduale verso il “full auctioning”.
Nel decreto anche indicazioni sulla modalità di gestione delle aste, che avverranno a livello nazionale con regole armonizzate stabilite a livello comunitario, prevedendo che una cospicua parte dei proventi vengano destinati al ministero dell’Ambiente per politiche di mitigazione e per favorire gli adattamenti ai cambiamenti climatici (ad esempio la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, l’incentivazione della cattura e lo stoccaggio geologico ambientalmente sicuri di CO2).
Infine, su proposta dei Ministri per gli affari europei e della giustizia, di concerto con il Ministero dell’ambiente, Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo che disciplina le sanzioni per la violazione delle norme UE sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (Regolamento CE n. 1005 del 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio).La normativa europea ha l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni di ozono inquinante prevista dal Protocollo di Montreal e stabilisce le norme in materia di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero, riciclo rigenerazione e distruzione delle sostanze che riducono lo stato di ozono. Il regolamento attribuisce agli Stati membri la possibilità di disciplinare le sanzioni nel rispetto dei principi di efficacia, proporzionalità e dissuasione. Il decreto approvato dal Consiglio disciplina pertanto le sanzioni amministrative e pecuniarie per tutte le violazioni alle norme del Regolamento.

Redazione InSic

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