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Morti sul lavoro, Draghi: strage che continua ogni giorno, riforme subito

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Si è svolta oggi a Roma, 29/9/2021 la Conferenza stampa Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio .

In apertura della Conferenza, dedicata alla Nota di Aggiornamento al DEF, il Presidente ha subito espresso il cordoglio del Governo per i morti del lavoro che stanno funestando il Paese.

Il premier ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime di oggi e di ieri e idealmente a tutte le “morti bianche”, un fenomeno non più ignorabile e riconosciuto come “strage” dal Presidente Draghi che annuncia un piano di riforme immediato e rilancia le proposte formulate e condivise da e con i sindacati (pene più severe per le aziende inadempienti) e quelle suggerite da Confindustria (istituzione di comitati di monitoraggio sul campo delle debolezze in materia di sicurezza).

Draghi, verso un piano strutturale di interventi per la sicurezza

“Una strage che continua ogni giorno” ha ammesso il premier annunciando le iniziative da intraprendere già dopo l’incontro coi sindacati giudicato “costruttivo”. Coi sindacati, che il premier loda per “l’impulso costruttivo e propulsivo” su questa tematica, si è creata una esigenza condivisa di “prendere provvedimenti immediatamente” ovvero “entro settimana prossima” rivela.

Seguirà un piano strutturale per individuare le debolezze sistemiche.

Pene più severe e comitati di sicurezza: le strade del Governo in materia di sicurezza

Le strade indicate dal governo sono:

  • pene più severe e immediate (come già indicato nell’incontro coi sindacati)
  • collaborazione in azienda per l’individuazione precoce delle debolezze in tema di sicurezza sul lavoro.

Più collaborazione in azienda per individuare le debolezze del sistema di sicurezza

Su quest’ultimo punto, il premier richiama la proposta di Confindustria, accennata dal presidente Bonomi durante l’incontro annuale degli imprenditori, di organizzare dei “comitati” di lavoratori/impresa per “l’individuazione precoce delle situazioni di debolezza” da parte dei lavoratori sul campo.

I lavoratori che vi parteciperanno (o potranno parteciparvi), precisa il premier non avranno alcuna estensione di responsabilità circa le criticità rilevate. Un aumento del monitoraggio delle condizioni di sicurezza, senza un allargamento di responsabilità per i lavoratori.

Morti sul lavoro: i dati sulle ultime vittime

Draghi ha citato i nomi delle ultime vittime di questi giorni.

6 soltanto nella giornata di ieri 28 settembre 2021: due nel campus universitario Humanitas per una ustione da congelamento per un getto di azoto liquido in uno spazio chiuso, un locale cisterna. Due cadute dall’alto, uno da un’impalcatura alta due metri in un’officina meccanica nel torinese e una a Padova dove a perdere la vita è stato un imbianchino impegnato nei lavori di tinteggiatura di una facciata.

In Sicilia un investimento di un autotrasportatore da parte di un mezzo di trasporto, durante le operazioni di carico e scarico. Ancor più tragico l’incidente mortale che ha coinvolto un operaio agricolo a Pisa, durante l’utilizzo di una trebbiatrice.

Nella giornata di oggi invece, si segnalano già due morti: un operaio investito da un tir sull’autostrada A14 Bologna-Taranto,mentre stava predisponendo la segnaletica, rivela ANMIL e un muratore di Brindisi che ha perso la vita per un cedimento strutturale di una palazzina nella quale stava lavorando.

Infortuni sul lavoro: i dati INAIL

I dati di settembre si aggiungono a quelli riportati periodicamente da INAIL.

Nell’ultima rilevazione dell’Istituto, riferiti al primo trimestre di quest’anno, c’è stato un decremento dei soli infortuni in itinere, passati da 52 a 31.
Gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono invece aumentati: sono 40 in più (da 114 a 154) e riguardano il settore dell’industria e servizi (da 146 a 158 denunce), dell’agricoltura (da 11 a 16) e del conto Stato (da 9 a 11).

Crescono i casi mortali nel Nord-Ovest (da 45 a 47), quattro in più nel Nord-Est (da 34 a 38). Si muore in percentuale maggiore al Centro (da 23 a 34 morti) e al Sud (passato da 47 a 58).

Le regioni maglia nera per gli infortuni nel primo trimestre sono il Lazio con 12 casi in più, l’Abruzzo (+8), la Lombardia (+6) e la Campania (+5), quelle con il maggior calo sono la Sicilia (-7 casi), il Piemonte e la Puglia (-4 decessi per entrambe).

Antonio Mazzuca

Coordinamento editoriale Portale InSic.it - Formatore in salute e sicurezza sul lavoro - Content editor e Social media manager InSic.it