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Cyberstalking, che cos’è e cosa dice la legge

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Il Cyberstalking è una tipologia di reato informatico che consiste nell’ azione persecutoria messa in atto attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici. Ad esempio l’invio contino di messaggi dal contenuto offensivo e persecutorio. In questo articolo vediamo che cos’è il Cyberstalking e cosa dice la Legge

Il reato di stalking

Il reato di stalking è entrato a far parte del nostro Codice penale nel 2009, tra gli “atti persecutori”. E’ prevista una reclusione che va dai 6 mesi ai 5 anni; con aggravamenti di pena se il reato viene commesso da un coniuge o da un individuo legato sentimentalmente alla vittima.

Inizialmente il reato di stalking era perpetrato attraverso le telefonate ossessive e gli appostamenti sotto casa della vittima o i pedinamenti. Con l’evoluzione della tecnologia il reato di stalking ha subito un’evoluzione che ha portato alla definizione di Cyberstalking.

Che cos’è il Cyberstalking

Il Cyberstalking rappresenta l’azione di persecuzione tramite l’uso di strumenti informatici che producono un senso di ansia e angoscia nel soggetto interessato. Un esempio classico di è l’invio frenetico di messaggi, dal contenuto offensivo, minaccioso o anche di amore non corrisposto, che producano gli effetti sopra menzionati.

Perché il Cyberstalking è pericoloso

Il Cyberstalking può essere molto pericoloso. Oltre a creare senso di angoscia, paura e ansia, se il reato è perpetrato tramite messaggi di posta elettronica, il soggetto che commette il reato potrebbe allegare dei messaggi “innocui” all’apparenza, ma che in realtà contengano trojan horse o altri virus.

Il Cyberstalking ed i social media

I social media, come ad esempio Facebook e Instagram, sono mezzi attraverso i quali il reato di Cyberstalking viene messo in atto. E’ molto semplice perseguitare un determinato soggetto tramite video, post e foto caricate dalla persona stessa o da altri utenti collegati a quella persona.

I social media forniscono un altro importante vantaggio al cyberstolker, in quanto potrebbe facilmente navigare in totale anonimato. Si pensi agli account falsi che non rispecchiano la vera identità di un soggetto; tramite questo semplice escamotage il cyberstalker può commettere il reato in totale semplicità e con la consapevolezza che difficilmente sarà scoperto e rintracciato.

Cosa dice la Legge

I legislatori hanno discusso su come integrare o creare una disciplina per il reato di stalking commesso tramite strumenti informatici. La Corte di Cassazione ha applicato la disciplina di cui all’art. 612-bis alle ipotesi di cyberstalking.

Una sentenza della Corte di Cassazione

In una sentenza della Corte di Cassazione, (V sez. penale, 24/06/2011, n. 25488) si è puntualizzato l’importanza del reato di stalking confermando, nei confronti di un giovane, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex ragazza convivente, vittima di atti persecutori.

In particolare l’imputato, dopo che la vittima aveva interrotto la convivenza, si era reso responsabile di continui messaggi inviati tramite il social network Facebook contenenti minacce ed ingiurie e non contento aveva violato il domicilio della vittima e percosso la stessa cagionandole lesioni.


La Corte di Cassazione, stabili che i messaggi inviati tramite social media, in quel caso tramite facebook, potevano essere ricondotti al reato di stalking. Inoltre, c’era in quel caso l’aggravante della violazione di domicilio.

Cyberstalking e articolo 612 bis del codice penale

La sentenza della Corte di cassazione è molto importante perché segna un passaggio epocale inserendo il Cyberstalking all’articolo 612 bis del codice penale e definendolo come segue.

 “Reato commesso da chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.

La previsione di questo reato assume una particolare delicatezza anche alla luce dell’attuale era tecnologica. Difatti, il reato in esame si può manifestare non solo tramite telefono o lettere anonime, ma anche attraverso le nuove tecnologie e quindi tramite i social network.

Come prevenire i reati informatici

In conclusione, la prevenzione dei reati informatici, come il cyberstalking o la diffamazione, sta diventando un compito sempre più arduo. La tecnologia, la rete e tutti gli strumenti informatici non smettono di evolversi, cosicché nel momento in cui si riesca a trovare delle contromisure adeguate, queste risultano già obsolete perché gli strumenti informatici sono cambiati.

Anche la giurisprudenza trova difficoltà, di conseguenza, a disciplinare i reati commessi tramite strumenti informatici e tramite la rete. Altro problema per la giurisprudenza è che non ci sono delle linee guida comuni efficaci a livello europeo, ma ogni ordinamento agisce secondo le proprie idee e competenze.

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