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Crisi in Afghanistan e tutela del patrimonio culturale

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Al dramma della popolazione, si aggiunge il dramma della tutela del patrimonio culturale in Afghanistan: reperti storici unici al mondo

L’attenzione di tutti i mezzi di comunicazione di massa si è naturalmente concentrata sulla popolazione afghana e sull’esodo sicuro di soggetti a particolare rischio. Purtroppo altre notizie, che non ricevono altrettanta rilevanza, ci dicono che l’attuale situazione in Afghanistan mette a grave rischio il patrimonio culturale, che è composto da reperti, assolutamente unici al mondo.

Patrimonio culturale in Afghanistan: la distruzione delle statue di Buddha

Certamente i lettori ricorderanno la tragedia legata alla distruzione, con esplosivo, delle ormai famose statue di Buddha, scolpite all’interno di una falesia, a Bamiyan. È noto che per la religione islamica le immagini relative ad altre religioni non possono essere conservate, ma debbono essere distrutte.

Ad esempio, il British Council ha comunicato di aver sospeso tutti i suoi progetti di recupero del patrimonio culturale in Afghanistan e di aver chiuso i suoi uffici in Kabul.

Tutela del patrimonio culturale in Afghanistan: la preoccupazione degli organismi specializzati

Questo è il motivo per cui tutti gli organi specializzati nella tutela del patrimonio culturale sono oltremodo preoccupati. È noto che i talebani possono scegliere due approcci, nei confronti di reperti appartenenti ad altre religioni. Il primo approccio è quello di distruggere tali reperti, mentre il secondo approccio è quello di consentire che essi vengano rubati e venduti sui mercati paralleli di tutto il mondo.

L’International Alliance per la protezione del patrimonio culturale in aree di conflitto ha affermato che ora è troppo presto per affermare che la situazione attuale porterà ad ulteriori danneggiamenti del patrimonio culturale. Ma le preoccupazioni sono di altissimo livello.

Saccheggio e vendita di reperti: aumenta il livello di allerta

Kabul cadde sotto il completo controllo dei talebani, circa vent’anni fa. Da quel momento l’Afghanistan ha perso, almeno così si stima, la metà del proprio patrimonio culturale. Questo è anche il motivo per cui il nostro Comando Carabinieri per la salvaguardia del patrimonio culturale ha aumentato il livello di allerta. Ha quindi tenuto sotto stretto controllo tutti i canali ufficiosi di compravendita di reperti, per individuare tempestivamente vendite sospette.

Il Museo Nazionale dell’Afghanistan, con sede in Kabul, il 15 agosto 2021 ha già rilasciato una dichiarazione nella quale si afferma che il saccheggio di reperti archeologici sta purtroppo procedendo a ritmi accelerati. Che poi tali saccheggi portino alla distruzione, oppure alla vendita sui mercati neri, è tutto da verificare.

Specifiche raccomandazioni per la tutela del patrimonio culturale in Afghanistan

Chi scrive questa notizia ha vissuto in prima persona i problemi sollevati in Albania, dopo la caduta del dittatore Enver Osha. E’ seguita la mancanza di ogni controllo sul patrimonio culturale del museo nazionale di Tirana. A suo tempo venne effettuata una ricognizione, sponsorizzata dall’Unesco, che portò a emettere specifiche raccomandazioni per la protezione dei reperti unici al mondo, custoditi in questo museo.

Redazione InSic

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