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Tutela del patrimonio culturale e del paesaggio: una proposta è ferma in Senato…

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C’è una articolata proposta di legge A.C. 893 ORLANDO e FRANCESCHINI: “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale” che si propone di riformare le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale e del paesaggio – che oggi sono contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali – inserendole nel codice penale. L’obiettivo è quello di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l’assetto della disciplina in un’ottica di tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio ma, come al solito, è arenata in Senato.
Ad oggi, non si hanno più aggiornamenti in merito, su un tema peraltro molto importante. Per questo vale la pena fare il punto della situazione.

La proposta di legge A.C. 893


La proposta di legge A.C. 893 del PD riproduce il contenuto di un provvedimento approvato dalla Camera dei deputati nel 2017, il cui iter si era poi interrotto al Senato.
Il provvedimento è stato ripresentato (dall’On. Orlando, già ministro della Giustizia, e dall’On. Franceschini, già ministro dei Beni Culturali), un anno dopo, alla Camera dei Deputati, con un testo identico a quello arenatosi in Senato, per consentire alla proposta di seguire un iter accelerato (ai sensi dell’articolo 107 del regolamento della Camera) e di giungere in tempi rapidi all’approvazione di norme che potrebbero davvero essere rilevanti per la tutela del nostro patrimonio culturale. Ed infatti, la Commissione Giustizia ha poi avviato l’esame della proposta di legge a settembre 2018, e nella seduta dell’11 ottobre 2018 è stato conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea.

Illeciti penali a tutela del patrimonio culturale: cosa cambia?



Il fine che si pone la riforma è quello di collocare nel codice penale gli illeciti penali attualmente ripartiti tra codice penale e codice dei beni culturali.
Inoltre, la proposta di legge:
• introduce nuove fattispecie di reato, dando coerenza al sistema sanzionatorio a tutela del patrimonio culturale, e prevedendo nuovi delitti a tutela del patrimonio culturale;
• innalza le pene esistenti con aggravanti per i reati comuni commessi contro beni culturali.

La proposta di legge risulta finalmente allineata a tutti i fenomeni illeciti che hanno ad oggetto i beni culturali (a mero titolo di esempio, si prevede un articolo ad hoc per i c.d. tombaroli, punendo con l’arresto fino a due anni “chiunque sia ingiustificatamente colto in possesso di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli in aree di interesse archeologico), sancendo una volta per tutte:
– sia attraverso la precisa individuazione e differenziazione di ciascuna fattispecie,
– sia attraverso l’inasprimento delle pene,
che il nostro Paese tiene davvero alla salvaguardia e alla tutela del proprio patrimonio culturale e del paesaggio.
L’articolo completo è disponibile sulla rivista Ambiente&Sicurezza sul lavoro

Per approfondire su Ambiente&Sicurezza sul lavoro


Tutela penale del paesaggio e dei beni culturali. Una panoramica per capire a che punto siamo
Andrea Quaranta
Ambiente&Sicurezza sul lavoro n.12/2019

Una squadra di professionisti editoriali ed esperti nelle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, tutela dell’ambiente, edilizia, security e privacy. Da oltre 20 anni alla guida del canale di informazione online di EPC Editore

Redazione InSic

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