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Ambiente protetto: la nuova Prassi UNI per la gestione dei rischi ambientali

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In vigore dal 3 giugno 2021 la nuova prassi “UNI/PdR 107:2021 – Ambiente Protetto” che contiene criteri tecnici per un’efficace gestione dei rischi ambientali.

Il 18 gennaio 2022 la Prassi è stata ufficialmente presentata alla Camera in un incontro che ha illustrato anche la certificazione correlata e per un confronto tra voci autorevoli in ambito ambientale .

Vediamo quali dettagli fornisce UNI sulla Prassi, a chi si rivolge e quali scenari di danno ambientale vengono considerati.

UNI/PdR 107: 2021: la presentazione alla Camera

Il 18 gennaio è stata presentata presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, la UNI/PdR 107:2021 “Ambiente Protetto – Linee guida per la prevenzione dei danni all’ambiente – Criteri tecnici per un’efficace gestione dei rischi ambientali”, frutto del lavoro del Tavolo Tecnico UNI promosso e presieduto dal Pool Ambiente e a cui hanno contribuito importanti realtà come Alfacincotti, Belfor Italia, IGEAM Consulting, Ramboll e TUV Italia.

L’evento ha visto un’ampia partecipazione di circa 4.000 persone che hanno seguito l’evento in diretta streaming: qui il video ufficale della Conferenza Stampa

La conferenza di presentazione della Prassi Ambiente Protetto

Alla presentazione del documento hanno partecipato l’On. Maria Chiara Gadda, membro della XIII Commissione Agricoltura, promotrice della legge 166/16 c.d. “Antispreco”, Giuseppe Rossi, Presidente UNI, Lisa Casali, Manager di Pool Ambiente, Massimiliano Corsano, Comandante Reparto Operativo Comando CC per la Tutela Ambientale e la T.E., Antonio Guariniello, Responsabile Area per l’Accertamento, la Valutazione e la Riparazione del Danno Ambientale di ISPRA, Antonello Pezzini, della Segreteria Tecnica del Ministro della Transizione Ecologica.

Ambiente Protetto: le Dichiarazioni sulla Prassi UNI 107:2021

  • Giuseppe Rossi, Presidente UNI, ha inquadrato la nuova PdR rispetto all’impegno di UNI per una normazione sempre molto attiva nel rispondere a esigenze sempre più pressanti di tutela del clima e delle risorse naturali.

“La transizione ecologica promossa dalle politiche economiche e infrastrutturali europee e nazionali ha bisogno di riferimenti, che UNI sta mettendo a punto con spirito pratico e applicativo. Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile ONU 2030, le organizzazioni hanno bisogno di conoscere responsabilmente le regole che vengono definite per la prevenzione dei danni ambientali ma anche gli strumenti pratici e applicativi: la UNI/PdR 107, sviluppata insieme a Pool Ambiente, è uno di questi”. 

  • La panoramica della nuova certificazione, requisiti della norma e benefici ambientali, è stata chiarita da Lisa Casali, Manager di Pool Ambiente.

“L’idea alla base di questa nuova certificazione UNI è quella di introdurre attraverso uno strumento volontario buone pratiche di prevenzione dei danni e corretta gestione dei rischi ambientali – ha spiegato Lisa Casali – A differenza di altri schemi di certificazione, “Ambiente Protetto” ha un approccio molto concreto ed è complementare ad altre certificazioni esistenti come ISO14001 e EMAS. La Certificazione può essere implementata da qualunque tipologia di impresa in virtù di un approccio trasversale per sorgenti/scenari. Rispetto ai requisiti da rispettare vi è una sezione generale che deve essere sempre implementata, a questa si aggiungono sezioni dedicate per ogni potenziale sorgente di danno presente nel sito.

  • Massimiliano Corsano, Comandante Reparto Operativo Comando CC per la Tutela Ambientale e la T.E., ha fornito un quadro della situazione attuale rispetto alle responsabilità aziendali in tema di sostenibilità.

“A proposito di favole, amiamo raccontarle ai nostri figli, molto meno quando ci vengono raccontate dalle imprese.Oggi l’impegno ambientale di un’azienda si traduce per lo più in attività di marketing e comunicazione e dichiarazioni vuote, occorre ancorare l’impegno ambientale a criteri solidi e oggettivi e questa nuova prassi offre senza dubbio un’interessante opportunità da questo punto di vista”.

  • Antonio Guariniello, Responsabile Area per l’Accertamento, la Valutazione e la Riparazione del Danno Ambientale di ISPRA, ha espresso il punto di vista di ISPRA rispetto ai casi di danno all’ambiente e l’importanza delle prassi finalizzate alla prevenzione.

“Dall’osservatorio di ISPRA abbiamo una visuale su tutto il territorio nazionale per quanto riguarda i casi di Danno Ambientale. Le cause di danno sono senza dubbio trasversali, possono interessare diverse tipologie di impianti e sono riconducibili a eventi improvvisi o graduali. Alla base di gran parte di essi si possono ravvisare carenze nella manutenzione e nella gestione degli impianti, temi oggetto dell’attenzione di questa prassi”.

  • Antonello Pezzini, della Segreteria Tecnica del Ministro della Transizione Ecologica, ha segnalato il ruolo che hanno svolto storicamente le certificazioni ambientali nella protezione delle persone e delle risorse evidenziando l’evoluzione culturale che ha portato all’attuale centralità della tematica ambientale.

“Oggi, a differenza del passato, non si può più prescindere dal considerare la protezione dell’ambiente e della collettività anche da parte del settore produttivo, e servono una serie di strumenti, sia tecnici che normativi, fra i quali va senz’altro annoverata questa nuova prassi”.

Cos’è la UNI/PdR 107:2021?

La nuova certificazione UNI Ambiente Protetto è uno strumento concreto per la transizione ecologica e la prevenzione dei danni ambientali e pratico per rendere più efficace la propria politica di tutela dell’ambiente e in particolare la prevenzione di eventuali danni a terreno, acqua, aria, specie e habitat naturali.

Ambiente Protetto: obiettivo della UNI PdR 107/21

La prassi di riferimento definisce le linee guida per un’efficace prevenzione dei danni all’ambiente e per la tutela delle risorse naturali relativamente a specifici scenari di rischio applicabili alle diverse organizzazioni, oltre che per la relativa mitigazione.

A chi si rivolge la UNI/PdR 107:2021 – Ambiente Protetto?

La prassi “UNI/PdR 107:2021 – Ambiente Protetto” si rivolge a tutte le tipologie di organizzazioni che svolgono la propria attività in un sito, quali impianti produttivi, depositi, magazzini, centri logistici, cantieri edili etc. a prescindere dal settore industriale.

Quali scenari di danno all’ambiente nella UNI/PdR 107/21?

Gli scenari di danno all’ambiente rientranti nel campo di applicazione della prassi “UNI/PdR 107:2021 – Ambiente Protetto” sono:

  • effetti diretti e indiretti legati a incendio causati dai fumi, dalle ricadute al suolo di sostanze chimiche e polveri, dallo scarico di acque di spegnimento e anche dalle fiamme;
  • perdite da serbatoi e vasche interrate e fuori terra che possono verificarsi in fase di installazione, di esercizio, di attività di carico e scarico e anche di disinstallazione;
  • perdite da condutture di adduzione e reflui industriali (interrate e fuori terra) che possono verificarsi in fase di installazione, di esercizio e anche di disinstallazione;
  • sversamenti da aree di processo, di deposito, di movimentazione o di carico e scarico di prodotti e/o di rifiuti;
  • emissioni fuori norma, localizzate e/o diffuse;
  • perdite da depuratori e/o disoleatori aziendali.

Quali sono i vantaggi della UNI-PdR 107:2021

La Prassi si è rilevata uno strumento estremamente efficace nel prevenire possibili eventi di danno come dimostra un’analisi condotta da Pool Ambiente su più di 1000 eventi di contaminazioni causati da aziende. La ricerca sull’efficacia della norma è stata presentata alla Camera durante la Conferenza stampa di presentazione della norma e della certificazione Ambiente Protetto: si tratta di casi molto diversi tra loro e con conseguenze spesso molto gravi per corpi idrici, terreno, specie, habitat e qualità della vita delle persone che vivono in tali aree.

In base alla ricerca: in più del 73% dei casi l’evento di danno all’ambiente non si sarebbe mai verificato se l’azienda avesse avuto la certificazione UNI Ambiente Protetto. Per le casse del Pool questo si traduce in più di 100 milioni di euro che si sarebbero potuti risparmiare a fronte di 140 spesi per ripristino e bonifiche.

UNI-PdR 107:2021: i vantaggi per le bonifiche ambientali previste dal PNRR

Le bonifiche di siti contaminati sono state oggetto di finanziamento attraverso il PNRR che ha stanziato 500 milioni per il ripristino di più di 260 siti industriali, fondi che in buona parte si sarebbero potuti risparmiare con una maggiore diffusione di buone pratiche di gestione e prevenzione, come quelle introdotte dalla nuova prassi.

Secondo l’On. Gadda:

”Quando si parla di danni all’ambiente, il prezzo pagato dalla collettività in termini di costi di bonifica, impatto sulla salute e occupazione, è spesso altissimo. È fondamentale fare leva sulla crescente sensibilità di imprese e cittadini nei confronti della sostenibilità, guidando la transizione verso un modello attento alle politiche di prevenzione. L’ambientalismo di superficie non incide realmente sui processi, e non serve al Paese”.

Inquinamento ambientale e disastro ambientale: per approfondire

Il delitto di inquinamento ambientale è regolato con la legge del 22 maggio 2015 n. 68, (Legge sugli Eco-Reati).

  1. A.Quaranta (“Omessa bonifica, inquinamento ambientale e sostenibilità”) su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.5/2020;
  2. A.Quaranta (“Disciplina sanzionatoria in materia ambientale”) su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.5/2021.

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Redazione InSic

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