STUDI E RICERCHE
Tecnologie RFId: un volume di ricerca INAIL sulle applicazioni in sicurezza
fonte: 
Redazione InSic.it
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Tecnologie RFId: un volume di ricerca INAIL sulle applicazioni in sicurezza INAIL ha redatto un corposo volume informativo dal titolo "RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza 2016", un lavoro di ricerca che cerca di spiegare la filosofia di funzionamento della tecnologia RFId,i più comuni metodi di utilizzo, alcune applicazioni di sicurezza e le criticità finora rilevate. Un focus anche su altre tecnologie di comunicazione (Wi-Fi, UWB, Bluetooth LE, ZigBee, NFC) impiegabili (o già impiegate) per applicazioni molto vicine a quelle per cui sono utilizzati gli RFId.

Articolazione del Volume
Il volume, redatto nel 2016, ma reso ora disponibile in rete è stato redatto dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici. Si articola in sette paragrafi e due appendici, dove si raccontano gli aspetti legati alla tecnologia RFId ed i Modelli di trasmissione dati per sistemi RFId (par. 1,2 e 3). Nel paragrafo 4 e 5 le applicazioni in sicurezza e nel comparto sanitario. Negli ultimi due paragrafi, le peculiarità della progettazione RFId e le criticità più diffuse.

I sistemi RFId (Radio-Frequency Identification)
I sistemi RFId (Radio-Frequency Identification) sono una tecnologia che permette il riconoscimento a distanza di un oggetto per mezzo di comunicazioni radio. Un trasponder (Tag) è accoppiato all'oggetto che deve essere riconosciuto. Un apposito lettore (Reader) interroga i Tag per ricavare le informazioni di interesse. Il Tag può assumere qualunque forma, può essere esposto agli agenti atmosferici o essere rivestito con il materiale più idoneo al tipo di utilizzo che se ne vuole fare. I sistemi RFId permettono soluzioni innovative per raggiungere taluni degli obiettivi di salute e sicurezza richiesti dal Testo Unico.

Applicazioni di sicurezza
A proposito della tecnologia RFId, INAIL spiega che i Tag possono essere stampati o inseriti in oggetti di forma diversa (come ad esempio un badge identificativo) e quindi personalizzati con stampe di immagini, scritte, loghi, fotografie e codici a barre. Sui Tag possono essere registrate informazioni come: dati anagrafici, foto di riconoscimento, data e ora di transito, verso di transito e altre informazioni.
Possibile dunque utilizzare un sistema RFId come parte di un sistema di controllo per un'applicazione di sicurezza, ma, avverte INAIL, non può essere usato come barriera immateriale. Inoltre, un sistema RFId non può conoscere la posizione di alcunché cui non sia stato in precedenza associato un Tag (riconosce la presenza del Tag all'interno della propria zona operativa). Per tale motivo non può mettere in sicurezza la macchina se eventuali soggetti sprovvisti di Tag entrano nella zona operativa del Reader, al limite potrebbe avviare azioni solo se soggetti che indossano un Tag entrano in tale zona operativa
Viceversa un sistema RFId funziona molto bene per consentire l'accesso ad una zona pericolosa a persone che siano autorizzate (ad esempio dotate di Tag), quindi come chiave, o per consentire l'attivazione di taluni dispositivi (ad es.: un'attrezzatura di lavoro) solo da parte di un operatore noto (che indossi un Tag).
Peraltro, il Tag è dotato di un identificativo, per cui può essere messa in atto una gerarchia di autorizzazioni: ad esempio alcuni soggetti possono essere autorizzati ad accedere a RFId (Radio-Frequency Identification) in talune zone ed altri a zone diverse, oppure alcuni soggetti possono sbloccare alcune modalità di funzionamento di un'attrezzatura di lavoro, come il "modo di manutenzione", e altri no, e così via.
In molte applicazioni non è possibile utilizzare il sistema RFId come sicurezza principale, poiché protegge solo chi porta un Tag, ma è possibile utilizzarlo come sicurezza addizionale.
Infatti, si spiega nel testo della ricerca, è più semplice (e naturale) il suo uso come "chiave" o come utensile per disattivare una barriera di sicurezza, o nel caso si debba accedere a qualche modalità operativa particolare (ad esempio: "modo di manutenzione", modo di addestramento", ecc.).

Nel paragrafo 4 si riportano dunque le possibili applicazioni RFId in materia di sicurezza: il sistema può essere impiegato come blocco di sicurezza aggiuntivo, interblocco di sicurezza ma anche come chiave di accesso ad un cantiere o per la localizzazione dei lavoratori nonchè come DPI aggiuntivo: in particolare può essere usato per bloccare il funzionamento di attrezzature in caso di caduta di operatori attraverso aperture al di là delle quali vi siano organi in movimento (per trebbiatrici, mietitrici, pompe idrovore, macchine per trucioli).
Si segnalano poi gli utilizzi tecnici per inventari di sicurezza ma anche per la rilevazione dei parametri ambientali e le applicazioni nel campo sanitario anche i fini del controllo dei degenti.

Riferimenti bibliografici:
RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza 2016
Edizioni: Inail - 2016

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.inail.it 
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