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Contratti di Sviluppo: cosa sono, le agevolazioni e i finanziamenti dal MISE

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In questa pagina riportiamo gli ultimi sviluppi sui contratti di sviluppo ed il loro finanziamento da parte del Governo. Cosa sono, a cosa servono, quali obiettivi si propongono e quali finanziamenti vengono stanziati.

Contratti di sviluppo: cosa sono?

Il Contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011, rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.
La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico.
Finanziano:
• programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
• programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
• programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

Le agevolazioni dei Contratti di Sviluppo

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:
• finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili
• contributo in conto interessi
• contributo in conto impianti
• contributo diretto alla spesa

Contratti di sviluppo: normativa applicabile

Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011: istitutivo dei contratti di sviluppo
decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 e s.m.i.: disciplina i Contratti per il periodo di programmazione 2014-202
decreto ministeriale 7 dicembre 2017 adegua il decreto ministeriale 9 dicembre 2014 alle nuove disposizioni comunitarie in materia di delocalizzazione introdotte dal regolamento (UE) n. 1084/2017, che modifica il Regolamento (UE) n. 651/2014.

Per il funzionamento: la pagina del MISE

Contratti di Sviluppo e PNRR

Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato la stanziamento di 2,2 miliardi di euro a sostegno della competitività delle filiere industriali strategiche del Paese, che è tra le priorità indicate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’obiettivo è di realizzare almeno 40 nuovi progetti d’investimento su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo nei settori: automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico-farmaceutico, turismo, design, moda e arredo, agroindustria e tutela ambientale.

Contratti di sviluppo: le risorse in Legge di bilancio 2021

La dotazione finanziaria dei Contratti di sviluppo, 450 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio 2022, sarà integrata con le risorse previste dal PNRR. Lo annuncia il ministro spiegando che:

  • 750 milioni di euro andranno a progetti d’investimento legati alla digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy
  • 1 miliardo di euro per rafforzare gli investimenti, anche in ricerca e innovazione, sulle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico.

Come cambiano i contratti di sviluppo?

Secondo il Ministro: “Lo strumento dei Contratti di sviluppo è stato ridisegnato proprio con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di progetti d’investimento che favoriscono la reindustrializzazione e la valorizzazione del nostro patrimonio industriale, incentivando programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico che sono la chiave per vincere la sfida della transizione digitale e green. In quest’ottica – conclude il ministro – abbiamo anche voluto dare un segnale chiaro e concreto ai lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”.

Finanziamenti dei Contratti di Sviluppo: gli obiettivi del 2022

Ogni progetto d’investimento finanziato dovrà infatti essere funzionale alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento di imprese appartenenti a filiere strategiche che siano in grado di aumentare la produttività e la crescita economica del Paese oltre che generare un impatto positivo sull’occupazione.

Contratti di sviluppo e la Clausola Giorgetti

Il ministro Giorgetti ha poi modificato la normativa per la valutazione dei progetti e la concessione degli incentivi previsti dai Contratti di sviluppo: le imprese che presenteranno richiesta di accesso agli strumenti agevolativi, nel caso in cui a seguito della realizzazione del programma di sviluppo sia previsto un incremento occupazionale, dovranno impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise.

Contratti di Sviluppo 2020: 100 milioni per progetti di sviluppo della green economy (Agg. Aprile 2020)

Dal MISE una Direttiva del 14 aprile 2020 stabilisce che i 400 milioni di euro stanziati dal decreto ‘Cura Italia’ per i Contratti di sviluppo siano destinati al finanziamento di programmi strategici e innovativi sul territorio, con priorità agli investimenti per la produzione di dispositivi sanitari e di materiale biomedicale funzionali a fronteggiare l’emergenza causata dal Covid-19.
A queste risorse, si aggiungono i 200 milioni già previsti dalla legge di bilancio.
Fra i programmi da realizzare, anche investimenti in green economy ed economia circolare.

Contratti di sviluppo e gestione Invitalia

Le risorse destinate ai Contratti di sviluppo e degli Accordi di programma, gestiti da Invitalia, sono così ripartite:
200 milioni di euro per le nuove domande relative allo sviluppo del settore biomedicale e della telemedicina, con particolare riferimento a quelle connesse al rafforzamento del sistema nazionale di produzione di apparecchiature e dispositivi medicali, nonché tecnologie e servizi finalizzati alla prevenzione delle emergenze sanitarie;
100 milioni di euro per le nuove domande relative allo sviluppo della green economy, alla tutela ambientale o con rilevante impatto ambientale attinenti alla trasformazione tecnologica di prodotti e processi produttivi in ottica di sostenibilità ambientale e di economia circolare;
300 milioni di euro per le domande presentate a Invitalia precedentemente all’emanazione della direttiva.
Per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, la direttiva del Ministro Patuanelli autorizza Invitalia a dare priorità alla valutazione delle domande riguardanti gli investimenti per la produzione di dispositivi sanitari e materiale biomedicale, funzionali anche a supportare la ripresa economica e sociale del nostro Paese.

Redazione InSic

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