Ministero dell'ambiente

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: CITE e CIPOM

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Quali sono le competenze del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, così ribattezzato dal Governo Meloni?

Di cosa si occupano i suoi due organi di riferimento, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica – CITE (già previsto nel Codice Ambiente) ed il neo-costituito Comitato interministeriale per le politiche del mare CIPOM?

Ecco cosa cambia con il  Testo del decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 264 dell’11 novembre 2022), coordinato con la legge di conversione 16 dicembre 2022, n. 204!

DECRETO-LEGGE 11 novembre 2022, n. 173: attribuzioni dei ministeri

Con DECRETO-LEGGE 11 novembre 2022, n. 173 in vigore dal 12 novembre 2022, il Governo riordina le attribuzioni dei Ministeri: oltre a cambiare il nome di alcuni Ministeri, riattribuisce alcune competenze.

Ci concentriamo sul Ministero dell’Ambiente e sui due organi che si occupano rispettivamente di transizione ecologica e politiche del mare.

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica conserva le sue funzioni originarie ed aggiunge la competenza in “sicurezza energetica”. Fra le competenze aggiuntive, il Ministero dovrà provvedere alla individuazione e attuazione delle misure atte a garantire la sicurezza, la flessibilità e la continuità degli approvvigionamenti di energia.

Come svolge le sue competenze? Attraverso il CITE, organo già previsto e regolato nel D.Lgs. n.152/2006 e ora ampliato nella sua composizione e nei suoi compiti.

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: cos’è il CITE?

Il CITE è il Comitato interministeriale per la transizione ecologica – (definito in art. 57-bis del Codice Ambiente, modificato dall’art.11 del DL 173/22), un organo

  • presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri e composto dai Ministri dell’ambiente e della sicurezza energetica, delle imprese e del made in Italy, dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali e dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste( e gli altri Ministri o loro delegati aventi competenza nelle materie oggetto dei provvedimenti)
  • può delegare il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ovvero, qualora si tratti di materia concernente la politica industriale, il Ministro delle imprese e del made in Italy

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: cosa fa il CITE?

Il CITE approva il Piano per la transizione ecologica e, ora anche per la sicurezza energetica» e aggiunge tre nuove competenze a quelle previste dall’art. 57-bis .

  •  coordinare le politiche in materia di:
  • riduzione delle emissioni di gas climalteranti;
  • mobilità sostenibile;
  • contrasto del dissesto idrogeologico e del consumo del suolo;
  • c-bis) mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • risorse idriche e relative infrastrutture;
  • qualità dell’aria;
  • economia circolare.
  • bioeconomia  circolare  e  fiscalità   ambientale,   ivi compresi i sussidi ambientali e la finanza climatica e sostenibile.
  • sostegno e sviluppo delle imprese in materia di produzione energetica;
  • utilizzo delle fonti rinnovabili e dell’idrogeno;
  • sicurezza energetica.».

Ministero dell’Ambiente: il Comitato interministeriale per le Politiche del Mare

Il Decreto 173/2022 modifica il D ECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 1999, n. 303 (Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) inserendo un nuovo articolo (Art. 4-bis) sulle “Politiche del mare” che prevede l’istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Cosa fa il Comitato interministeriale per le politiche del mare CIPOM

In base al nuovo art. 4-bis del DLgs. 303/1999, il CIPOM coordina, indirizza e promuove l’azione del Governo con riferimento alle politiche del mare ed ha il compito di assicurare, ferme restando le competenze delle singole amministrazioni, il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare.

Provvede anche alla elaborazione e approvazione del Piano del mare, con cadenza triennale e monitora l’attuazione del Piano (entro il 31 maggio 2022 deve presentare una Relazione annuale sullo stato di attuazione), lo aggiorna annualmente in funzione degli obiettivi conseguiti e delle priorità indicate anche in sede europea e adotta le iniziative idonee a superare eventuali ostacoli e ritardi.

CIPOM: quali sono gli indirizzi per le politiche del mare?

Il CIPOM fornisce indirizzi strategici in

  • tutela e valorizzazione della risorsa mare dal punto di vista ecologico, ambientale, logistico, economico;
  • valorizzazione economica del mare con particolare riferimento all’archeologia subacquea, al turismo, alle iniziative a favore della pesca e dell’acquacoltura e dello sfruttamento delle risorse energetiche;
  • valorizzazione delle vie del mare e sviluppo del sistema portuale;
  • promozione e coordinamento delle politiche volte al miglioramento la continuità territoriale da e per le isole, al superamento degli svantaggi derivanti dalla condizione insulare e alla valorizzazione delle economie delle isole minori;
  • promozione del sistema-mare nazionale a livello internazionale, in coerenza con le linee di indirizzo strategico in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane;
  • valorizzazione del demanio marittimo, con particolare riferimento alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative.

CIPOM: componenti

Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato per le politiche del mare, ove nominato, ed è composto dalle Autorità delegate per le politiche europee, le politiche di coesione e il coordinamento del PNRR, ove nominati, e dai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa, dell’economia e delle finanze, delle imprese e del made in Italy, della agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell’ambiente e della sicurezza energetica, delle infrastrutture e dei trasporti, della cultura e del turismo e per gli affari regionali e le autonomie. Al Comitato partecipano gli altri Ministri aventi competenza nelle materie oggetto delle tematiche poste all’ordine del giorno. I Ministri possono delegare a partecipare un vice Ministro o un Sottosegretario.

Chi partecipa al CIPOM?

 Alle riunioni del CIPOM, quando si trattano materie che interessano le regioni e le province autonome, partecipano il presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome o un presidente di regione o di provincia autonoma da lui delegato e, per i rispettivi ambiti di competenza, il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e il presidente dell’Unione delle province d’Italia (UPI). Può essere invitato a partecipare alle riunioni del Comitato, con funzione consultiva, ogni altro soggetto ritenuto utile alla completa rappresentazione degli interessi coinvolti e delle questioni trattate.

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Professore Associato di Ingegneria Sanitaria Ambientale Università di Roma Tor Vergata; Docente di impianti trattamento rifiuti e gestione degli Impianti Sanitari Ambientali

Dott. Andrea PEGAZZANO
Esperto tutela ambientale, Autorità di Bacino del Fiume Po

Magistrato del Tribunale, esperto nelle tematiche trattate

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Antonio Mazzuca

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