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Lavoro agile e Congedi parentali e assistenziali, si cambia: un Decreto in arrivo

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Durante l’ultimo Consiglio dei ministri (del 30 marzo 2021) il Governo ha approvato due schemi di Decreti legislativi (in esame preliminare) in materia di lavoro: il primo è volto ad assicurare “condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea” in attuazione della direttiva (UE) 2019/1152; il secondo all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza, in attuazione della direttiva (UE) 2019/1158.

  • In questo articolo vediamo cosa prevede il secondo decreto: come cambierà il sistema dei congedi parentali e assistenziali per questi soggetti e gli aspetti di sicurezza collegati, in particolare con lo svolgimento del lavoro in modalità agile.

Decreto su Conciliazione vita-lavoro: come attuarla in azienda?

Il secondo schema di decreto (per ora approvato solo in esame preliminare) attua in Italia la direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza (abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio)

L’obiettivo è quello di promuovere il miglioramento della conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli dedicati alla vita familiare per tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori e/o prestatori di assistenza, al fine di conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e di promuovere un’effettiva parità di genere, sia in ambito lavorativo sia familiare.

Il Ministero del Lavoro, a commento di questo provvedimento ha raccolto le novità in alcune Slide informative.

Congedi paternità 2022: cosa cambia

Il decreto introduce una nuova tipologia di congedo di paternità, obbligatorio e della durata di 10 giorni lavorativi fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino. Si tratta di un diritto autonomo e distinto spettante al padre lavoratore, accanto al congedo di paternità cosiddetto alternativo, che spetta soltanto nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre;

Congedi genitoriali 2022: le novità

Il Decreto in arrivo aumenta da 10 a 11 mesi la durata complessiva del diritto al congedo spettante al genitore solo, nell’ottica di un’azione positiva che venga incontro ai nuclei familiari monoparentali. Il livello della relativa indennità è del 30% della retribuzione, nella misura di 3 mesi intrasferibili per ciascun genitore, per un periodo totale complessivo pari a 6 mesi.

Si aggiunge un ulteriore periodo di 3 mesi, trasferibile tra i genitori e fruibile in alternativa tra loro, cui è connessa un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Pertanto, fermi restando i limiti massimi di congedo parentale fruibili dai genitori, i mesi di congedo parentale coperto da indennità sono aumentati da 6 a 9 in totale. L’indennità spettante ai genitori, in alternativa tra loro, per il periodo di prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale usufruito per il figlio in condizioni di disabilità grave è del 30%.

Età bambini per congedi parentali: aumento nel 2022

Il Decreto allunga da 6 a 12 anni l’età del bambino entro cui i genitori, anche adottivi e affidatari possono usufruire del congedo parentale, indennizzato nei termini indicati nel punto precedente;

Indennità maternità 2022: estensione alle lavoratrici autonome

Il Decreto in esame preliminare prevede l’estensione del diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste, anche per gli eventuali periodi di astensione anticipati per gravidanza a rischio.

Lavoro in modalità agile per lavoratori-genitori

Nella Direttiva (UE) 2019/1158 così come nel Decreto di prossima emanazione non manca un riferimento allo svolgimento in modalità agile della prestazione delle lavoratirci e dei lavoratori in congedo. Vediamo cosa dice la disciplina UE e quella italiana di recepimento.

Direttiva 2019/1158: modalità di lavoro agile per lavoratori con figli

In base alla Direttiva (art.9) gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per garantire che

  • i lavoratori con figli fino a una determinata età, che non deve essere inferiore a otto anni,
  • i prestatori di assistenza

abbiano il diritto di chiedere orari di lavoro flessibili per motivi di assistenza. La durata di tali modalità di lavoro flessibili può essere soggetta a una limitazione ragionevole.

I datori di lavoro potranno motivare l’eventuale rifiuto di una tale richiesta o l’eventuale richiesta di rinvio.

Alla fine del periodo di congedo per motivi di genitorialità o assistenza convenuto, il lavoratore ha il diritto di ritornare all’organizzazione originaria della vita professionale. Il lavoratore ha il diritto di chiedere di tornare all’organizzazione originaria della vita professionale anche prima della fine del periodo convenuto, ogniqualvolta un cambiamento di circostanze lo giustifichi.

Il datore di lavoro dovrà prendere in considerazione una richiesta di ritorno anticipato all’organizzazione originaria della vita professionale e vi risponderà alla luce sia delle proprie esigenze che di quelle del lavoratore.

Possibile per gli Stati membri subordinare il diritto di chiedere modalità di lavoro flessibili a una determinata anzianità lavorativa o di servizio, comunque non superiore a sei mesi. Nel caso di una successione di contratti a tempo determinato ai sensi della direttiva 1999/70/CE con lo stesso datore di lavoro, la somma di tali contratti è presa in considerazione ai fini del calcolo dell’anzianità.

Lavoratrici madri: la normativa italiana sullo svolgimento in modalità agile per motivi assistenziali

In base i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti a dare priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità. La stessa priorità è riconosciuta da parte del datore di lavoro alle richieste dei lavoratori che siano caregivers.

In una nota del Ministero del Lavoro si precisa che la lavoratrice o il lavoratore che richiede di fruire del lavoro agile non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro: potrebbe infatti considerarsi misura ritorsiva o discriminatoria e pertanto nulla.

Antonio Mazzuca

Coordinamento editoriale Portale InSic.it - Formatore in salute e sicurezza sul lavoro - Content editor e Social media manager InSic.it