Sistemi di trasporto Intelligenti

Sistemi di Trasporto Intelligenti: cosa sono, a cosa servono e la normativa europea

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Cosa sono gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS) o Sistemi di trasporto Intelligenti, a cosa servono e come migliorano o possono migliorare il settore dei trasporti attraverso una sempre più decisa digitalizzazione dei dati condivisi? Quali sono le attuali regole internazionali ed europee e le proposte di aggiornamento presentate a livello europeo?

Cosa sono gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS)

Gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS) o Sistemi di Trasporto Intelligenti comprendono diversi strumenti per la gestione delle reti di trasporto, così come i servizi per i viaggiatori. Gli strumenti ITS sono basati su tre aspetti centrali: acquisizione, elaborazione e diffusione delle informazioni.

I Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) utilizzano dunque le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per migliorare il modo in cui le persone e le cose si muovono.

Comprendono un’ampia gamma di applicazioni, sistemi e sottosistemi che forniscono insiemi di servizi, di solito combinando l’uso di un veicolo intelligente e di un’infrastruttura intelligente.

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Quali sono le applicazioni dei Sistemi ITS?

Oltre ai sistemi di navigazione veicolare e all’erogazione di informazioni su viabilità e disponibilità dei parcheggi, le soluzioni ITS hanno molteplici applicazioni che vanno dalla fornitura di avvisi a bordo del veicolo su cantieri e congestioni, a supporto delle piattaforme di riscossione elettronica dei pedaggi, gestione del traffico, ridehailing e car sharing. Consentono inoltre comunicazioni e supporto da veicolo a veicolo e guida automatizzata. Molti di questi sistemi si basano su dati tecnicamente armonizzati che possono essere scambiati e utilizzati da diversi operatori.

Sistemi ITS e digitalizzazione, le nuove sfide

Negli ultimi anni il rapido sviluppo della tecnologia ha fortemente incrementato la presenza sul mercato di sistemi tecnologici che i responsabili delle Amministrazioni locali e delle Aziende di Trasporto si trovano a dover valutare nel momento in cui decidono di rispondere a determinate esigenze aziendali e di controllo sulla rete mediante l’introduzione e la gestione di un sistema ad elevato contenuto tecnologico.

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Spiega il Ministero delle infrastrutture che le nuove applicazioni riguardano praticamente tutte le aree della mobilità, sia essa urbana che di bacino: dai sistemi per la gestione del traffico veicolare (acquisizione dei dati di traffico, controllo semaforico, controllo degli accessi, gestione dei parcheggi, pannelli a messaggio variabile, centri di supervisione e controllo integrati, ecc..) ai sistemi per l’informazione agli utenti (indicazioni di percorso e instradamento parcheggi, informazioni pre-viaggio via RDS-TMC, televisione, Internet, centri di servizi informativi per il trasporto, call center, ecc..), dai sistemi per la gestione del trasporto collettivo (monitoraggio e localizzazione delle flotte, automatizzazione dei depositi, servizi a chiamata, ecc..), ai sistemi per l’integrazione modale, fino alle piattaforme per la logistica (sistemi Park and Ride, sistemi di pagamento con smart-card, sistemi di distribuzione delle merci, sistemi misti merci/passeggeri, ecc…).

A cosa servono gli ITS?

Gli ITS migliorano l’efficienza del traffico e aiutano a ridurre le emissioni e la congestione. Riducendo l’errore umano, rendono la mobilità più sicura e hanno il potenziale per renderla più accessibile, ad esempio, ai disabili. Inoltre, la loro implementazione può generare nuovi servizi e posti di lavoro. Tuttavia, questi vantaggi possono essere ottenuti solo se le soluzioni ITS vengono introdotte in modo coerente e coordinato.

L’uso degli ITS nel trasporto su strada è cresciuto rapidamente, sollevando molteplici sfide. Il loro rapido assorbimento ha stimolato lo sviluppo di norme volontarie che spesso differiscono tra i paesi vicini e talvolta anche all’interno dello stesso paese.

Per garantire un funzionamento sicuro e regolare, nonché i dati sicurezza, queste norme dovrebbero diventare interoperabili e armonizzate, sia a livello nazionale che livello internazionale.

Sistemi di trasporto intelligente: la normativa internazionale

Il coordinamento internazionale delle norme sui Sistemi ITS è stato guidato dalla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) dal 2004. Ha pubblicato e aggiornato una vera e propria road map ITS come strumento per condividere informazioni e buone pratiche.

La tabella di marcia evidenzia però la necessità di un’armonizzazione internazionale, individua le principali lacune e barriere all’uso più ampio degli ITS e delinea ulteriori aree comunicazione.

Regolamentazione europea per i Sistemi ITS

Le norme dell’UE per lo sviluppo degli ITS nel trasporto su strada sono state stabilite nella direttiva 2010/40/UE (direttiva ITS), concepita come quadro per accelerare e coordinare la diffusione e l’uso degli ITS applicati al trasporto su strada e alle sue interfacce con altri modi di trasporto.

La direttiva

  • introduce norme e specifiche comuni dell’UE per servizi ITS interoperabili ed efficienti, ma ha lasciato i paesi dell’UE a decidere in quali sistemi vogliono investire.
  • Si concentra sulla sicurezza sull’uso ottimale della strada, del traffico e dei dati di viaggio.
  • Promuove anche la cooperazione tra enti che introducono nuove tecnologie ITS.
  • ha individuato sei azioni prioritarie, che successivamente la Commissione Europea ha dettagliato nei regolamenti delegati. Le azioni richiedono agli Stati Membri di istituire e gestire i punti di accesso nazionali (NAP)  per garantire un facile accesso ai dati pertinenti che diversi operatori pubblici o privati e i fornitori di servizi raccolgono e archiviano. I NAP possono assumere la forma di un archivio, registro o portale web.

La direttiva non fornisce però una base giuridica per il coordinamento contrattuale tra gli operatori della mobilità.

Sistemi ITS e innovazioni e applicazioni europee per il trasporto su strada (2017)

Successivamente il parlamento europeo in una risoluzione del 2017 sul trasporto su strada nell’UE ha ricordato che gli ITS, compresi i sistemi di trasporto intelligenti cooperativi (C-ITS) 1 e altre innovazioni, potrebbero svolgere un ruolo importante nel migliorare l’efficienza, la sicurezza e le prestazioni ambientali del sistema di trasporto: pertanto, ha esortato la Commissione stimolare lo sviluppo e l’uso degli ITS ea promuovere le innovazioni, cui è seguita una strategia della Commissione sulla diffusione dei C-ITS con specifici finanziamenti dell’UE agli Stati Membri. Nel gennaio 2021 il Parlamento ha sottolineato la necessità di promuovere applicazioni digitali innovative in tutti i modi di trasporto attraverso la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

Attuazione della Direttiva ITS – gli atti delegati (2013-22)

Nel 2019 la Commissione ha esternalizzato uno studio per una valutazione dell’efficacia della direttiva che ha concluso riconoscendo un impatto positivo sulla diffusione degli ITS in tutta l’UE. Nonostante i miglioramenti, tuttavia, la diffusione degli ITS è stata lenta, frammentata e spesso di portata geografica limitata. Ulteriori azioni sono quindi state prese con l’adozione di regolamenti delegati ai sensi della direttiva ITS: tra queste:

  • atto delegato n. 305/2013, che introduce la segnalazione automatica degli incidenti stradali gravi (eCall);
  • atto delegato n. 886/2013, in materia di informazioni minime universali sulla viabilità in materia di sicurezza stradale;
  • atto delegato n. 885/2013, sui servizi informativi per la sosta sicura e protetta di autocarri e veicoli commerciali;
  • atto delegato n. 2015/962, sui servizi di informazione sul traffico in tempo reale;
  • atto delegato n. 2017/1926, sui servizi di informazione sui viaggi multimodali;
  • atto delegato n. 2022/670, relativo alla fornitura di servizi di informazione sul traffico in tempo reale in tutta l’UE.

Revisione della Direttiva ITS: le proposte della Commissione

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Sempre nel 2019 la Commissione ha affermato la necessità di migliorare ulteriormente il coordinamento per rendere accessibili i dati, tenere conto dell’emergere di nuovi aspetti e sfide ITS e migliorare la disponibilità dei principali tipi di dati su tutta la rete di trasporto rendendole disponibili in formato digitale leggibile da una macchina.

Tre furono le proposte avanzate dalla Commissione per la revisione della Direttiva ITS

  • 1° opzione di “base”, un coordinamento più forte e principi di occupazione, estendendo il campo di applicazione della direttiva al funzionamento di servizi ITS nuovi ed emergenti e alla cooperazione istituzionalizzata delle parti interessate
  • 2° opzione, più avanzata, imporrebbe ulteriormente la disponibilità e l’accessibilità di dati cruciali, fondamentali per il funzionamento dei servizi ITS.
  • 3° opzione, quella preferita dalla Commissione, imporrebbe anche la fornitura di servizi ITS essenziali e sosterrebbe ulteriormente la diffusione di servizi interoperabili e continuativi, in particolare quelli di sicurezza stradale.

Alle proposte seguì una consultazione pubblica dalla quale emerse che le autorità pubbliche apprezzavano la terza opzione per la quale la fornitura dei Sistemi ITS dovrebbero migliorare la sostenibilità e raggiungere gli obiettivi del Green Deal; le parti interessate del settore videro nell’opzione un modo per ottenere il necessario ritorno sull’investimento in servizi e sistemi ITS e per ottenere nuove opportunità commerciali, mentre per gli utenti dei trasporti l’opzione rappresenterebbe un modo per migliorare la sicurezza.

Servizi ITS: la proposta della Commissione del 14 dicembre 2021

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A questi input seguì una proposta di Direttiva del 14 dicembre 2021 per una modifica della direttiva 2010/40/UE sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto.

La proposta cerca di affrontare la mancanza di interoperabilità e continuità delle applicazioni, dei sistemi e dei servizi ITS. Si rivolge inoltre alla mancata cooperazione tra le parti interessate nonché ai problemi relativi alla disponibilità e alla condivisione dei dati a supporto dei servizi ITS.

La Commissione propone di ampliare l’ambito di applicazione della direttiva ITS per includere aree di servizio ITS nuove ed emergenti. Inoltre, impone la disponibilità e l’accessibilità di dati cruciali in formato leggibile da una macchina, nonché la fornitura di servizi ITS essenziali in tutta l’UE. Aggiunge inoltre regole per allineare meglio la direttiva con le pratiche e gli standard attuali.

L’elenco delle definizioni viene aggiornato e ampliato, così come i riferimenti ad altre normative dell’UE. L’obbligo per gli Stati membri di cooperare nella diffusione dei servizi ITS è rafforzato (articolo 5).

La proposta di revisione della Direttiva ITS al vaglio di Parlamento e Consiglio europeo

 I lavori preparatori in sede di Consiglio sono stati gestiti dal Gruppo “Trasporti – Questioni intermodali e reti”. Ciò ha portato il Consiglio ad adottare il suo orientamento generale il 2 giugno 2022. Al Parlamento europeo, la commissione per i trasporti e il turismo ha assunto la guida del fascicolo. Il progetto di relazione è stato pubblicato il 24 maggio 2022 e la commissione TRAN ha votato gli emendamenti presentati nell’ottobre 2022. Definita la posizione del Parlamento, si apriranno i negoziati con il Consiglio.

Al momento in cui scriviamo Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo sulle nuove regole contenute nella proposta che passa al vaglio del Parlamento europeo in seduta plenaria.

Per saperne di più consulta il nostro aggiornamento!

Per approfondire sui Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS)

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Antonio Mazzuca

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