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Estintori: quali scegliere e come utilizzarli

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Gli estintori sono mezzi di spegnimento manuali che si differenziano per tipo e qualità di estinguente. In questo articolo vediamo a cosa servono, quali sono le tipologie, quali scegliere e dove posizionarli.

Estintori: cosa sono

Gli estintori sono apparecchi di pronto intervento, contenenti un agente estinguente sotto pressione da proiettare sul fuoco.
Gli estintori sono mezzi di spegnimento manuali. L’estinzione di un incendio può avvenire infatti con l’ausilio di mezzi di spegnimento manuali o grazie ad impianti automatici.

I mezzi di spegnimento manuali sono di due tipi:

  • quelli mobili, costituiti dagli estintori, portatili e carrellati;
  • quelli fissi, ad esempio gli idranti ed i naspi.

Gli estintori: a cosa servono

Gli estintori sono il primo mezzo di estinzione a cui si accede per spegnere un principio di incendio; la loro caratteristica principale è, infatti, la possibilità di intervento rapido e puntuale sul focolaio d’incendio, per sfruttare il fatto che la massima probabilità di successo nello spegnimento si ha proprio nei primi momenti in cui un incendio si sta avviando.

La rapidità di intervento con estintore portatile non ha confronto con quella di idranti e naspi.

Inoltre, dal punto di vista del deterioramento dei beni, un intervento localizzato effettuato mediante estintore è sicuramente meno invasivo dell’uso massiccio di acqua, inevitabilmente rilasciata da impianti fissi, automatici o manuali.

Di contro, è bene essere consapevoli che gli estintori portatili perdono la loro efficacia con incendi in fase avanzata, perché la loro scarica ha una durata variabile da 8 a 15 secondi ed una gittata utile che varia da 5 ad 8 metri, valori troppo limitati per incendi estesi, con grande sviluppo di calore.

Quali sono i tipi di estintori?

Gli estintori si dividono in portatili e carrellati.

Estintori portatili

Gli estintori si definiscono portatili, se il loro peso è contenuto entro i 20 kg, carrellati oltre 20 kg fino a 150 kg.
Gli estintori portatili sono concepiti per l’utilizzo ed il trasporto a mano, da parte di un solo operatore, ragione per la quale un peso superiore a quello definito, comporterebbe difficoltà nelle operazioni di estinzione.

Estintori carrellati

Gli estintori carrellati, a causa del loro peso, sono dotati di ruote e sono concepiti per un utilizzo da parte di due operatori, dei quali uno trasporta ed attiva l’estintore, l’altro impugna la lancia e opera l’estinzione.

A causa delle maggiori dimensioni e peso presentano una minore maneggevolezza d’uso, dovuta allo spostamento del carrello di supporto; per questo motivo sono generalmente muniti di tubo, di lunghezza variabile da 3 a 6 metri e di una lancia di erogazione, con dispositivo di intercettazione del getto.

In virtù della differente quantità di prodotto estinguente contenuto (la durata del loro getto varia da 30 a 90 secondi) rispetto agli estintori portatili, gli estintori carrellati sono in grado di spegnere oltre i principi di incendio, anche piccoli incendi già sviluppati (tenendo sempre conto che non vi è possibilità di estinzione di un incendio generalizzato).

Estintori: le sostanze estinguenti adoperate

La classificazione più utilizzata per gli estintori, ai fini pratici, è quella basata sulla sostanza estinguente adoperata. Secondo questo criterio, si possono avere i seguenti tipi di estintori portatili:

  • estintore idrico;
  • estintore a schiuma;
  • estintore a polvere;
  • estintore ad anidride carbonica (CO2);
  • estintore idrocarburi alogenati (Halon).

Estintori idrici e a schiuma

Gli estintori idrici, i primi mezzi portatili di spegnimento creati per i principi d’incendio, e quelli a schiuma, avendo scarsa efficacia in dimensione portatile, non sono stati più adoperati nel tempo.

Si osserva però che, per motivi ecologici, stanno tornando in uso, anche perché grazie all’utilizzo di nuovi additivi messi a disposizione dalla ricerca scientifica, la loro efficacia è notevolmente aumentata e vengono addirittura omologati per l’utilizzo su apparecchi in tensione fino a 1000 volt.

Inoltre gli estintori caricati con schiume specifiche sono gli unici idonei allo spegnimento dei fuochi di classe F (olii da cucina), di recente introduzione.

Estintori a polvere ed a CO2

Nella situazione attuale comunque, sono utilizzati quasi esclusivamente estintori a polvere ed a CO2, in ragione della loro versatilità, essendo efficaci su più tipi di fuoco, compresi quelli sviluppati in apparecchiature sotto tensione.

Gli estintori ad halon sono vietati dal 2008 perché dannosi per l’ambiente; i loro sostituti (gas inertizzanti o clean agents) sono poco diffusi.

Come scegliere un estintore

La scelta degli estintori dipende dal tipo di materiale combustibile presente (a quale classe di fuochi dover far fronte).

Per rischio d’incendio basso, la capacità estinguente deve essere almeno pari a 13A-89B e una carica non inferiore a 6 kg o 6 litri.

Eventuali estintori carrellati, se previsti, sono integrativi e non sostitutivi di quelli portatili.

Quanti estintori e dove posizionarli?

Una volta scelto/scelti il tipo/i tipi di estintore, i criteri da seguire per stabilirne il numero e la disposizione negli ambienti di lavoro, in modo da garantire la prontezza di impiego richiesta, sono stabiliti ora, nel DM 03/09/2021 con un unico criterio:

Per prendere un estintore non si deve percorrere più di 30 m.

Viene superato il criterio contenuto nel 10/03/1998 per il quale il numero di estintori era calcolato sulla base della superficie dell’ambiente da proteggere.

Pertanto il numero di apparecchi e il loro posizionamento deve garantire che da qualunque punto dell’ambiente da proteggere, sia possibile raggiungere un estintore percorrendo non più di 30 m.

Il posizionamento di regola è vicino alle vie d’uscita e agli apparecchi più rischiosi (quadri elettrici, caldaie, cucine).

Gli estintori devono essere in posizione visibile e segnalata, senza ostacoli al loro raggiungimento.

Essi devono essere allocati in posizione protetta contro danni accidentali.

Devono essere oggetto di accurata sorveglianza, controllo e manutenzione. (Vedi articolo Manutenzione e collaudo estintori, metodologie e norme aggiornate). 

Come usare un estintore?

Perché l’estintore si dimostri efficace è anche necessario porre attenzione alle modalità di impiego. La quantità di agente estinguente contenuta è limitata e la sua capacità, ottima alla stato della tecnica moderna, non è miracolosa.

Occorre che il massimo del contenuto sia indirizzato al cuore della combustione senza realizzare quelle azioni meccaniche pericolose nello svolgimento delle azioni.

Estintori: le domande più frequenti

  1. Che tipo di estintore tenere in casa?

    In casa è meglio tenere un estintore idrico, idoneo per tutti i fuochi di Classe A, ivi compresi quelli di natura elettrica.

  2. Quali sono le differenze tra un estintore a polvere e uno a CO2?

    L'estintore a polvere , sebbene sia polivalente, ha il difetto di “sporcare”, con la polvere estinguente, tutto ciò con cui viene in contatto, ivi comprese apparecchiature elettroniche, ecc., oltre ad essere “nocivo” se viene respirato (al chiuso è fortemente sconsigliato) ; l'estintore a CO2 è un estintore idoneo per piccoli fuochi, ma ha il pregio di utilizzare un estinguente pulito, che è la CO2, agendo per soffocamento, con il limite di dover ventilare subito gli ambienti subito dopo il suo utilizzo (oggi esistono estintori con agenti “puliti” più efficaci).

  3. Quanto tempo dura un estintore?

    In base alla normativa vigente, un estintore può rimanere in servizio sino a 18 anni, se supera il collaudo decennale al quale deve obbligatoriamente sottoporsi in quanto apparecchiatura a pressione (Normativa PED).

Per un approfondimento sul tema consulta l’articolo:

Il triangolo del fuoco e il principio della combustione

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