TRACCIABILITÀ RIFIUTI
SISTRI: nella circolare 1, chiarimenti sui soggetti tenuti al Sistema
fonte: 
Redazione Insic
area: 
Tutela ambientale
SISTRI: nella circolare 1, chiarimenti sui soggetti tenuti al Sistema Nella circolare 1/2013 (in allegato alla notizia), il Ministero dell'Ambiente, all'indomani della pubblicazione del DL 101/2013, chiarisce sui soggetti tenuti ad aderire al Sistema di tracciabilità dei rifiuti e sulle prossime fasi di operatività del SISTRI.

Il ministero dell'Ambiente ha pubblicato una nuova circolare (Circolare n.1/2013 con la quale fornisce chiarimenti sull'applicazione del SISTRI, all'indomani della conversione in legge del DL 101/2013 (Decreto per la razionalizzazione della PA). Il decreto 101/2013, convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125(G.U. n. 255 del 30 ottobre 2013), conteneva infatti alcuni riferimenti ai soggetti interessati dal SISTRI.
La circolare ministeriale pertanto si pone come Nota esplicativa in cui si chiariscono le modifiche apportate dalla Legge di conversione al DL 101, e le conseguenti modifiche definitive apportate agli articoli del Codice Ambiente (D.Lgs. 152/2006), in materia di SISTRI. I chiarimenti vertono per lo più sull'articolo 11, comma 1, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, così come modificato dalla legge di conversione 30 ottobre 2013, n. 125.

Soggetti tenuti all'applicazione del SISTRI

La Circolare 1 mette subito in chiaro che in base all'articolo 11, comma 1, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, così come modificato dalla legge di conversione 30 ottobre 2013, n. 125 l'obbligo di adesione al Sistema SISTRI) riguarda i seguenti soggetti:
- "gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi";
- "gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale";
-in caso di trasporto intermodale, i "soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto".
-"gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi";
-"I nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi";
Rientrano tra i soggetti obbligati, ai sensi del comma 4 dell'articolo 188-ter, non modificato ma richiamato dall'articolo 11, comma 3, del d.l. n. 101/2013, "I Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania". L'obbligo di adesione si adempie mediante l'iscrizione al SISTRI e l'utilizzazione delle relative procedure.
Rispetto al testo originario del DL 101/2013, quindi, la Legge di conversione ha precisato che l'obbligo riguarda i soli rifiuti pericolosi speciali, tranne che per i gestori i quali sono obbligati anche per i rifiuti pericolosi urbani ed ha precisato che l'obbligo riguarda i soli rifiuti pericolosi speciali, tranne che per i gestori i quali sono obbligati anche per i rifiuti pericolosi urbani.
Inoltre la Legge di conversione ha espressamente incluso tra gli obbligati i terminalisti e gli altri operatori della fase intermedia del trasporto intermodale, definiti mediante una riformulazione che ripropone il testo dell'art. 188- ter, lettera g), del d.lgs. 152/2006, previgente al d.l. n. 101/2013.
Inoltre, per l'applicazione del SISTRI alle operazioni concernenti i rifiuti pericolosi urbani, la legge di conversione ha introdotto una fase sperimentale, disciplinata da un decreto ministeriale che dovrà essere adottato entro la fine del 2013.
La norma non contempla l'obbligo di adesione per:
- i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi;
- gli enti e le imprese che effettuano attività di raccolta, trasporto e gestione dei rifiuti
non pericolosi;
- i raccoglitori e i trasportatori di rifiuti urbani del territorio di Regioni diverse dalla Regione Campania (costoro, limitatamente ai rifiuti urbani pericolosi, sono comunque interessati alla fase di sperimentazione suddetta).
Questi soggetti possono aderire al SISTRI su base volontaria ai sensi del comma 2 dell'art. 188-ter del d.lgs. n. 152/2006, come riformulato dall'art. 11 del d.l. n. 101/2013, nel testo modificato dalla legge di conversione.
Con uno o più decreti interministeriali potranno essere specificate le categorie di soggetti obbligati all'adesione e verranno individuate, nell'ambito degli enti o imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, eventuali ulteriori categorie di soggetti a cui è necessario estendere il sistema di tracciabilità. Il primo decreto verrà adottato entro il 3 marzo 2014, affinché l'ambito dei soggetti obbligati sia certo al momento di avvio della seconda fase di operatività.

Fasi di Operatività del SISTRI

La Circolare 1/2013 chiarisce che l'operatività del SISTRI è articolata in diverse fasi.
La prima fase è iniziata il 1° ottobre 2013, e riguarda:
a)gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo
professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale;
b) in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto;
c)gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti speciali pericolosi;
d)i nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi.
Per i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania, il termine di avvio dell'operatività del SISTRI è invece fissato al 3 marzo 2014, fatte salve eventuali proroghe di questa seconda fase necessarie per definire le opportune semplificazioni.
Infine, per le operazioni concernenti i rifiuti urbani pericolosi (esclusi i produttori iniziali di rifiuti urbani, estranei al SISTRI, come si desume dal periodo aggiunto al comma 2 dell'articolo 11, dalla legge di conversione n. 125/2013), è prevista una fase di sperimentazione, disciplinata da un decreto interministeriale da adottare entro la fine del 2013.
Detta sperimentazione prenderà avvio dal 30 giugno 2014 (secondo quanto previsto dall'articolo 11, comma 2, del d.l. n. 101/2013, come modificato in sede di conversione).

Per i dettagli sui singoli aspetti dell'applicazione del SISTRI rimandiamo alla lettura del testo integrale della circolare, che trovate in allegato e che è articolata nei seguenti punti
Sommario
1. Premessa - quadro generale.
2. Soggetti obbligati ad aderire al SISTRI.
3. Termini di inizio dell'operatività del SISTRI.
4. Modalità di coordinamento tra obblighi dei soggetti iscritti al SISTRI e obblighi dei soggetti non iscritti al SISTRI.
5. Regime transitorio e sanzioni.
6. Adesione volontaria al SISTRI.
7. Modifiche e semplificazioni regolamentari. Modifiche al Manuale Operativo SISTRI - sospensione dei punti 7.3. e 7.1.2. del Manuale Operativo.
8. Tavolo tecnico.

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