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DIFESA DELL’AMBIENTE
Politiche ambientali, Ocse chiede maggiore impegno all'Italia
fonte: 
Redazione Insic
area: 
Tutela ambientale
Politiche ambientali, Ocse chiede maggiore impegno all'Italia L'Ocse ha reso noto il Rapporto sulle performance ambientali: Italia 2013, registrando significativi miglioramenti sul fronte del rafforzamento della legislazione e delle politiche ambientali: le misure introdotte hanno consentito di ridurre l'inquinamento dell'aria e delle acque superficiali, e di migliorare la gestione dei rifiuti e la protezione della biodiversità.
Tuttavia, il Paese deve ancora far fronte a numerose sfide ambientali.
Quali? L'Ocse passa in rassegna diversi punti cruciali della legislazione ambientale, e sottolinea che più di metà delle 30 città europee con la peggiore qualità dell'aria sono italiane.
A differenza di molti altri Paesi dell'OCSE, la quantità dei rifiuti urbani prodotti è cresciuta più rapidamente del PIL.
Le infrastrutture idriche stanno diventando obsolete e numerose falde acquifere sono inquinate o sovrautilizzate. Inoltre, circa 15 000 discariche, molte delle quali illegali, sono all'origine di fenomeni di contaminazione del suolo.
Secondo l'Ocse, l'Italia dovrebbe rafforzare l'applicazione delle normative ambientali e migliorare la coerenza della governance e delle politiche realizzando a pieno le sinergie tra obiettivi economici, ambientali e sociali a livello nazionale. Secondo l'Organizzazione internazionale, "la cooperazione e il coordinamento tra autorità nazionali e regionali restano insufficienti; le varie regioni adottano approcci variegati, e spesso incoerenti tra loro, in materia di gestione delle acque e dei rifiuti, di cambiamento climatico e di promozione della conformità alle norme ambientali. Ciò aggrava le disparità tra il nord e il sud del Paese nel raggiungimento di obiettivi di qualità ambientale. Per esempio, sebbene al sud le aree naturali protette coprano una porzione di territorio maggiore che al nord, la quota di rifiuti urbani smaltiti in discarica senza alcun trattamento e l'inquinamento dei fiumi da fosforo e nitrati restano più elevati nelle regioni meridionali".
L'Ocse sottolinea comunque che diverse misure adottate negli ultimi anni testimoniano uno sforzo verso una crescita verde, prima fra tutte l'aumento delle imposte sui carburanti, gli incentivi per l'uso efficiente dell'energia, e i provvedimenti per la liberalizzazione dei mercati dei servizi ambientali, energetici e dei trasporti.
Secondo l'Ocse mancherebbero all'appello una carbon tax e la riduzione dei sussidi agli autotrasportatori, per il taglio delle emissioni di CO2.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.oecd.org 
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