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DDL Salva Mare: i primi dettagli sul testo nel Dossier della Camera
16 ottobre 2019
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area: Tutela ambientale
DDL Salva Mare: i primi dettagli sul testo nel Dossier della Camera È cominciato lunedì 14 l'esame alla Camera del disegno di legge Sava-Mare (A.C. 1939-A), recante "Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare". La VIII Commissione ambiente ha concluso l'esame in sede referente nella seduta del 10 ottobre.
Il Decreto, commentato in un ampio dossier, intende contribuire al risanamento dell'ecosistema marino e alla promozione dell'economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e alla corretta gestione degli stessi.
Vediamo di seguito gli aspetti salienti del decreto.

Struttura del DDL Salva Mare

Il testo è composto per ora da 10 articoli - detta disposizioni che comportano, tra l'altro, un parziale ed anticipato recepimento della nuova direttiva 2019/883/UE sugli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi (pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE del 7 giugno 2019 e che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 28 giugno 2021, il cui art. 2, in particolare, prevede l'inclusione, tra i rifiuti delle navi assoggettati alle disposizioni della direttiva, anche dei "rifiuti accidentalmente pescati"). Nel corso dell'esame in sede referente, l'ambito di applicazione del disegno di legge è stato, inoltre, esteso al recupero di rifiuti anche nei fiumi, nei laghi e nelle lagune.

Nuove definizioni del DL Salva Mare

Il Comma 2 dell'art. 1 introduce una serie di nuove definizioni:
-"rifiuti accidentalmente pescati" RAP che fa riferimento ai "rifiuti raccolti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune dalle reti durante le operazioni di pesca e quelli raccolti occasionalmente in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune con qualunque mezzo", regolamentati in art.2
-rifiuti volontariamente raccolti" (d'ora in avanti indicati con l'acronimo RVR), da intendersi come i "rifiuti raccolti nel corso delle campagne di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune".
-"Campagne di pulizia": iniziative preordinate all'effettuazione di operazioni di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 3 del DDL.

I RAP nel DL Salva Mare

All'art.2 i equiparano i rifiuti "accidentalmente" pescati in mare ai rifiuti prodotti dalle navi e si introduce l'obbligo per il comandante della nave di conferire i RAP all'impianto portuale di raccolta di cui all'art. 4 del D.Lgs. 182/2003. Nel caso di ormeggio di un'imbarcazione presso aree non ricadenti nella competenza territoriale di un'autorità di sistema portuale scatta per i comuni territorialmente competenti, di disporre, ai sensi dell'art. 198 del D.Lgs. 152/2006, che i "RAP in mare" siano conferiti ad apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite in prossimità degli ormeggi. Nel caso del comandante della nave che approda in un piccolo porto non commerciale, che è caratterizzato soltanto da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto, dovrà conferire i RAP presso gli impianti portuali di raccolta integrati nel sistema di gestione dei rifiuti comunale.
Il conferimento all'impianto portuale di raccolta è gratuito per il conferente (ai sensi dell'art. 8, comma 5, del D.Lgs. 182/2003) e si configura come deposito temporaneo (ai sensi dell'art. 183, comma 1, lettera bb), del D.Lgs. 152/2006) alle condizioni ivi previste.
Prevista quindi una modifica al Codice Ambiente: il comma 5, introdotto nel corso dell'esame in sede referente, novella l'art. 184 del Codice dell'ambiente (D.Lgs. 152/2006) al fine di includere tra i rifiuti urbani i rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente raccolti, anche attraverso campagne di pulizia, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune (nuova lettera f-bis) del comma 2 dell'art. 184).
I costi di gestione dei RAP sono coperti con una specifica componente che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti (comma 6) e l'ARERA dovrà disciplinare i criteri e le modalità per la definizione della componente specifica destinata alla copertura dei costi di gestione dei RAP e, in base ad un'integrazione operata in sede referente, per la sua indicazione negli avvisi di pagamento separatamente rispetto alle altre voci. Dovrà individuare i soggetti e gli enti tenuti a fornire i dati e le informazioni necessari per la determinazione della componente medesima e dovrà definire i termini entro i quali tali dati e informazioni devono essere forniti.
Tale attribuzione deriva dai compiti di regolazione e controllo del ciclo dei rifiuti urbani ed assimilati, attribuiti all'ARERA dal comma 527 dell'art. 1 della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018). In vista, un apposito decreto ministeriale per l'individuazione di misure premiali nei confronti dei comandanti dei pescherecci soggetti al rispetto degli obblighi di conferimento entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge

RAP e RVR: un decreto sulla qualifica come rifiuto

Da segnalare in art.4 l'emanazione di un regolamento ministeriale, adottato con decreto del Ministro dell'ambiente, volto a stabilire criteri e modalità con cui i RAP e i RVR cessano di essere qualificati come rifiuti, ai sensi dell'art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006. Nel corso dell'esame in sede referente è stato precisato che tale regolamento dovrà essere emanato entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
La norma in esame precisa altresì che la finalità da essa recata è quella di promuovere il riciclaggio della plastica e (a seguito di una integrazione approvata nel corso dell'esame in sede referente) di materiali non compatibili con l'ecosistema marino e delle acque interne.

Ulteriori previsioni ambientali

L'articolo 6, introdotto in sede referente, prevede la promozione da parte del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nelle scuole di ogni ordine e grado di attività volte a rendere gli alunni consapevoli dell'importanza della conservazione dell'ambiente e, in particolare, del mare e delle acque interne, nonché delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti. Si prevede inoltre che nelle scuole sia promossa la pratica del riuso dei beni.
L'articolo 7, anch'esso introdotto in sede referente, con una modifica all'art. 52, comma 3 del D.Lgs n. 171/2005, prevede che in occasione della celebrazione presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado della "Giornata del mare" le iniziative promosse per la conoscenza del mare facciano riferimento anche alle misure per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in mare.
L'articolo 8, modificato nel corso dell'esame in sede referente, prevede, al comma 1, il rilascio - agli imprenditori ittici che, nell'esercizio delle proprie attività, utilizzano materiali di ridotto impatto ambientale, partecipano a campagne di pulizia del mare o conferiscono i RAP - di un riconoscimento ambientale (in luogo della certificazione prevista dal testo iniziale del disegno di legge) attestante l'impegno per il rispetto dell'ambiente marino e la sostenibilità dell'attività di pesca da essi svolta.
Infine, segnaliamo l'articolo 9, introdotto nel corso dell'esame in sede referente: prevede che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare trasmette alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull'attuazione della presente legge.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito temi.camera.it 
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