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Esposizione a radiazioni: guida INAIL alla VdR per l'attività di imaging medico
25 giugno 2018
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Esposizione a radiazioni: guida INAIL alla VdR per l'attività di imaging medico Disponibile online una nuova pubblicazione realizzata dal DIMEILA dell'INAIL e destinata al comparto medico-radiologico: il volume "Attività di imaging medico con esposizioni a radiazioni" che fornisce informazioni sulla possibile interazione fra figure professionali coinvolte nella valutazione dei rischi in campo sanitario, in caso di presenza contemporanea di agenti di rischio differenti.
Il Volume guarda in particolare all'interazione fra responsabile del servizio di prevenzione e protezione e lo specialista (l'esperto qualificato per le radiazioni ionizzanti e l'esperto responsabile in ambito di risonanza magnetica).


Scopo della Pubblicazione
Il Volume mira a far accrescere la consapevolezza degli operatori in merito alle problematiche legate all'approccio alla valutazione del rischio utilizzato dall'RSPP e dallo specialista del caso, al fine di tradurre tali acquisizioni nella quotidiana pratica professionale.

Articolazione del documento
La Guida parte dalla normativa di riferimento per l'esposizione professionali a radiazioni in ambito sanitario, ed approfondisce poi le diverse figure interessate dalla valutazione del rischio specifico da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Analizza poi la gestione dei rischi nei reparti di diagnostica per immagini. Dettaglia anche una procedura per una efficace interazione tra le varie figure professionali coinvolte, suddivisa in diverse fasi: identificazione e organizzazione del sistema; analisi e valutazione dei rischi; pianificazione e attivazione degli interventi; individuazione dei rischi la cui valutazione e gestione risultino condivise fra le diverse figure professionali; sensibilizzazione d'azione; monitoraggio ed audit; riesame e miglioramento.

Risonanza magnetica i rapporti fra RdS e VdR
Si spiega nella pubblicazione INAIL che nella realtà di diverse strutture sanitarie dislocate sul territorio nazionale, questa interazione fra soggetti coinvolti a vario titolo nella valutazione dei rischi risulta per nulla armonica quanto piuttosto confusa, in particolare nei reparti di diagnostica per immagini riferiti alla risonanza magnetica dove, spiegano i ricercatori DIMEIL, vige una normativa nazionale specifica, il d.m. del 02/08/1991 e il d.p.r. 542/1994, che non è riportata nel testo unico di salute e sicurezza.
Non ci sarebbe dunque completa conoscenza di quelle che sono le varie figure identificate per legge e dei compiti ad esse assegnati. Sussiste però un regolamento di sicurezza (Rds) che detta le regole di comportamento fra vari soggetti che hanno accesso al sito RM, che diventa anche documento di riferimento per minimizzare i potenziali scenari di rischio; viene e redatto dall'esperto responsabile (ER) per la sicurezza e dal medico responsabile (MR) dell'impianto RM ed è effettivamente prodromico alla valutazione del rischio e che è in quest'ultimo effettivamente contemplato, onde evitare che i due documenti (DVR e Rds confliggano).
"La strada migliore perseguibile è sicuramente quella del confronto" spiegano i ricercatori. Il metodo concertativo è senza dubbio quello migliore, e può contribuire ad abbassare il tasso di pericolosità dell'esposizione ai rischi legati all'attività lavorativa. Si riferisce quindi ad una sorta di "audit continuo" e costante che permetta di monitorare le condizioni di sicurezza e suggerire soluzioni fattibili e condivise dei ‘punti critici' fra i soggetti attuatori della normativa.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.inail.it 
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