Salute e Sicurezza
 STRUMENTI OPERATIVI
Cave a cielo aperto: come assicurare la sicurezza dei lavoratori? Factsheet INAIL
29 luglio 2019
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Cave a cielo aperto: come assicurare la sicurezza dei lavoratori? Factsheet INAIL Nuovo factsheet INAIL dedicato, questa volta a "La gestione della sicurezza nelle cave a cielo aperto": una scheda informativa sulla produzione nel settore estrattivo delle cave e un breve excursus sulle attività estrattive di pietre ornamentali, da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia (Ateco B0811) e di ghiaia, sabbia, argilla e caolino (Ateco B0812).
La Scheda riporta dati riguardanti la produzione, gli addetti e gli infortuni nell'ultimo quinquennio; descrive il processo estrattivo tipo e i riferimenti normativi in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, con particolare enfasi sugli obblighi, anche formativi, delle figure principali professionali che intervengono nel processo estrattivo in cava.
Estrapoliamo dalla scheda un passaggio sulla normativa di riferimento, i soggetti responsabili ed il Documento di Salute e sicurezza che viene predisposto dal Datore di lavoro.

Rischi e fenomeno infortunistico
Si tratta di un settore caratterizzato da un alto rischio: gli infortuni accertati risultano essere 2.246 dei quali 2.122 avvenuti in occasione di lavoro e 124 in itinere.
L'addetto di cava nello svolgimento di tali attività utilizza esplosivi, perforatrici, martelli pneumatici, macchine tagliatrici a filo e a catena, macchine movimento terra, mezzi per la movimentazione dei materiali, frantumatrici, spacca-rocce e altre attrezzature. Egli concentra in sé diverse qualifiche professionali.
Su 160 casi di infortunio nel 2017 nella classe B0811 le qualifiche profesisonali più coinvolte risultano essere i conduttori di impianti e macchinari, i brillatori ed i conduttori di macchine: qualifiche riconducibili all'addetto di cava

Normativa di riferimento
La sicurezza e salute dei lavoratori del settore è regolamentata da norme generali e speciali. Tra le prime figurano il d.lgs. 624/1996 e il d.lgs. 81/2008, tra le seconde il d.p.r. 128/1959 e tutte le leggi regionali. Il d.lgs. 81/2008 si applica marginalmente, tenuto conto delle esclusioni in esso contenute. Tali norme attribuiscono la vigilanza in materia di salute e sicurezza alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano. Per impianti e attrezzature soggetti a verifiche periodiche, le regioni hanno facoltà di incaricare gli uffici minerari del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. In tale contesto, l'attuazione delle misure di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori è ricondotta alle seguenti figure cardine: il titolare di cava che può coincidere col datore di lavoro e il sorvegliante.

Il datore di lavoro e il direttore responsabile
Il datore di lavoro è tenuto a valutare tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro e ad assicurare le relative misure generali di tutela previste dal d.lgs. 624/1996 e dal d.lgs. 81/2008. Egli provvede affinché i luoghi di lavoro siano sicuri, le attrezzature e gli impianti siano progettati, utilizzati e mantenuti in efficienza e in modo sicuro e siano sottoposti alle verifiche periodiche. Prima dell'inizio dei lavori egli predispone o aggiorna annualmente una relazione sulla stabilità dei fronti, sui rischi di caduta di massi e di franamento. Considerando la natura e lo stato del terreno nonché i macchinari impiegati, egli indica nella stessa relazione l'altezza, la pendenza dei fronti di coltivazione e il metodo di coltivazione impiegato.
A tal proposito il direttore responsabile pianifica affinché gradoni e vie di carreggio siano adeguati alla circolazione, in assoluta sicurezza, del personale e delle macchine e affinché non sussistano instabilità al piede dei fronti di scavo.

Il DSS (documento di sicurezza e salute)
Valutati tutti i rischi, il datore di lavoro predispone il DSS (documento di sicurezza e salute) e lo trasmette all'autorità di vigilanza. La trasmissione deve avvenire prima dell'inizio delle attività, in caso di aggiornamenti e di modifiche o in caso di incidente. Nel DSS egli indica le misure di tutela dei lavoratori, gli indumenti di protezione del corpo, i sistemi di protezione e i DPI (dispositivi di protezione individuale) per la testa, l'udito, gli occhi e il volto, le vie respiratorie, le mani e le braccia, i piedi, per la tutela contro il rischio di cadute dall'alto. Inoltre, riporta le indicazioni sull'attività di formazione e informazione dei lavoratori. Egli predispone il piano di gestione dell'emergenza e dell'evacuazione, indicando nel DSS i sistemi di comunicazione e informazione necessari. Egli inoltre espone sul luogo di lavoro istruzioni scritte, opportunamente ubicate e comprensibili a tutti i lavoratori; le stesse contengono le norme a garanzia:
- della sicurezza e della salute dei lavoratori;
- dell'impiego del materiale in condizioni di sicurezza;
- dell'uso delle attrezzature di salvataggio;
- delle azioni da intraprendere in caso di emergenza sul posto di lavoro o nelle sue vicinanze. Il sorvegliante è una figura designata dal titolare per la sorveglianza sul luogo di lavoro. Egli vigila sull'osservanza delle norme di sicurezza nonché sull'utilizzo di indumenti protettivi e DPI da parte dei lavoratori, vieta l'accesso alle aree pericolose e compila il piano di attività di cava. Prima dell'esecuzione di attività pericolose, o che interagendo con altre attività possono originare rischi gravi, rilascia ai lavoratori un incarico scritto contenente le indicazioni sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo i lavori.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.inail.it 
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