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Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): la governance, gli obiettivi, le Missioni

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Convertito con LEGGE 29 luglio 2021, n. 108 il “DECRETO SEMPLIFICAZIONIDECRETO-LEGGE 31 maggio 2021, n. 77 qui il testo COORDINATO con le modifiche apportate in sede di conversione, con cui il Governo ha definito la “governance” per il Piano nazionale di ripresa e resilienza o PNRR: e dettato le misure e le procedure di accelerazione e semplificazione per l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi (validi anche per gli investimenti finanziati con il Fondo complementare al PNRR che abbiamo analizzato nei giorni scorsi).

Approvazione del PNRR

Il 13 luglio 2021  il PNRR dell’Italia  è stato definitivamente approvato con Decisione di esecuzione del Consiglio, che ha recepito la proposta di decisione della Commissione europea. Alla Decisione di esecuzione del Consiglio è allegato un corposo allegato (in lingua italiana) con cui vengono definiti, in relazione a ciascun investimento e riforma, precisi obiettivi e traguardi, cadenzati temporalmente, al cui conseguimento si lega l’assegnazione delle risorse su base semestrale.
Spicca, fra le novità dell’approvazione definitiva il diverso ruolo assegnato al Parlamento che, nel definire il sistema di controllo e monitoraggio sugli interventi, avrà un ruolo attivo del Parlamento, attraverso la trasmissione di relazioni periodiche da parte del Governo.

Vediamo quindi di seguito

  • come si organizza la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza
  • il contenuto del PNRR (il testo completo, le Missioni, gli obiettivi, link utili per approfondire)
  • Per approfondire sui contenuti del Piano:

Misure di Governance del PNRR

Chi si occuperà concretamente del PNRR?
Il Governo, nel Comunicato ufficiale, rivela la struttura che gestirà il Piano nazionale di ripresa e resilienza:

  • La Presidenza del Consiglio dei ministri avrà responsabilità di indirizzo del Piano;
  • I ministri partecipano di volta in volta con i Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri competenti in ragione delle tematiche affrontate in ciascuna seduta;
  • Cabina di regia esercita poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale sull’attuazione degli interventi del PNRR;
  • Segreteria tecnica della Cabina di Regia: assicura relazioni periodiche al Parlamento e alla Conferenza Unificata, e aggiorna periodicamente il Consiglio dei Ministri;
  • Unità per la razionalizzazione e il miglioramento dell’efficacia della regolazione, con l’obiettivo di superare gli ostacoli normativi, regolamentari e burocratici che possono rallentare l’attuazione del Piano;
  • Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale: svolge una funzione consultiva nelle materie connesse all’attuazione del PNRR e può segnalare alla Cabina di regia ogni profilo ritenuto rilevante per la realizzazione del PNRR, anche per favorire il superamento di circostanze ostative e agevolare l’efficace e celere attuazione degli interventi;
  • Servizio centrale per il PNRR si occupa del monitoraggio e rendicontazione del Piano (istituito presso il MEF); rappresenta il punto di contatto nazionale con la Commissione europea per l’attuazione del Piano;
  • Ufficio dirigenziale presso la Ragioneria dello Stato (funzioni di audit del PNRR);
  • Strutture di coordinamento presso le amministrazioni centrali (titolari degli interventi del PNRR).

Chi partecipa alla Cabina di regia?

Alla Cabina parteciperanno:

  • il Presidente del Consiglio
  • e i Ministri/Sottosegretari competenti di volta in volta sulle tematiche analizzate;
  • i Presidenti di Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano quando sono esaminate questioni di competenza regionale o locale;
  • il Presidente della Conferenza, su questioni d’interesse di più Regioni o Province autonome;
  • i rappresentanti dei soggetti attuatori e dei rispettivi organismi associativi (a seconda della tematica affrontata);
  • e i referenti o rappresentanti del partenariato economico e sociale (a seconda della tematica affrontata).

Chi partecipa al Tavolo permanente?

Il Tavolo è composto da rappresentanti:

  • delle parti sociali;
  • del Governo;
  • delle Regioni e degli Enti locali;
  • e dei rispettivi organismi associativi;
  • delle categorie produttive e sociali;
  • del sistema dell’università e della ricerca scientifica e della società civile.

Come funziona il Monitoraggio e rendicontazione del PNRR?

Il monitoraggio e la rendicontazione del Piano sono affidati a:

  • Il Servizio centrale per il PNRR (istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF)
    • si occupa del monitoraggio e rendicontazione del Piano;
    • rappresenta il punto di contatto nazionale con la Commissione europea per l’attuazione del Piano.
  • Ufficio dirigenziale presso la Ragioneria dello Stato istituito presso il MEF)
    • con funzioni di audit del PNRR e di monitoraggio anticorruzione.
  • Strutture di coordinamento presso ogni Amministrazione centrale:
    • sono titolari di interventi previsti dal PNRR e agiscono come punto di contatto con il Servizio centrale per il PNRR.

Chi realizza gli interventi del PNRR?

Alla realizzazione operativa degli interventi previsti dal PNRR provvedono:

  • i singoli soggetti attuatori: le Amministrazioni centrali; le Regioni e le Province autonome e gli enti locali; sulla base delle specifiche competenze istituzionali o della diversa titolarità degli interventi definita nel PNRR.
  • In caso di mancato rispetto degli obblighi e degli impegni, o di perdurante inerzia o dissenso diniego e/o opposizione si attivano i poteri sostitutivi in mano al Presidente del Consiglio e alla Segreteria Tecnica (si veda nel dettaglio il comunicato del Governo).

Cos’è il PNRR?

Il PNRR è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese. Il Governo intende aggiornare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si articola in sei Missioni e 16 Componenti, beneficia della stretta interlocuzione avvenuta in questi mesi con il Parlamento e con la Commissione Europea, sulla base del Regolamento RRF.

Il Piano completo è disponibile in formato pdf sul sito del Governo.

Le sei missioni del PNRR

Le sei Missioni del Piano sono:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica; – LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO E GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. istruzione e ricerca;
  5. inclusione e coesione;
  6. salute.

DI cosa trattano le sei Missioni del PNRR?

Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura:

è costituita da 3 componenti e si pone come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel suo sistema produttivo. Una componente è dedicata ai settori che più caratterizzano l’Italia e ne definiscono l’immagine nel mondo: il turismo e la cultura. 49,86 miliardi – di cui 40,32 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, 8,74 miliardi dal Fondo complementare e 0,80 dal React EU.

Rivoluzione verde e transizione ecologica

si struttura in 4 componenti ed è volta a realizzare la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia italiana coerentemente con il Green Deal europeo: 69,94 miliardi – di cui 59,47 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza,  9,16 miliardi dal Fondo complementare e 1,31 dal React EU.

Infrastrutture per una mobilità sostenibile

è articolata in 2 componenti e si pone l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno: 31,46 miliardi– di cui 25,40 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,06 miliardi dal Fondo complementare.

Istruzione e ricerca

pone al centro i giovani ed affronta uno dei temi strutturali più importanti per rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro: 33,81 miliardi di cui 30,88 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, 1 miliardo dal Fondo complementare e 1,93 miliardi dal React EU.

Inclusione e coesione

è suddivisa in 3 componenti e comprende una revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, un rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati: 29,83 miliardi di cui 19,81 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, 2,77 miliardi dal Fondo complementare e 7,25 miliardi dal React EU.

Salute 

si articola in 2 componenti ed è focalizzata su due obiettivi: il rafforzamento della rete territoriale e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con il rafforzamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e lo sviluppo della telemedicina: 20,23 miliardi di cui 15,63 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, 2,89 miliardo dal Fondo complementare e 1,71 miliardi dal React EU

PNRR e New Generation EU

Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del New Generation EU NGEU e soddisfa largamente i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali.

Il 40 per cento circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Il Piano è fortemente orientato all’inclusione di genere e al sostegno all’istruzione, alla formazione e all’occupazione dei giovani. Inoltre, contribuisce a tutti i sette progetti di punta della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE (European flagship). Gli impatti ambientali indiretti sono stati valutati e la loro entità minimizzata in linea col principio del “non arrecare danni significativi” all’ambiente (“do no significant harm” – DNSH) che ispira il NGEU.

Cos’è il Next Generation EU

Il NGEU segna un cambiamento epocale per l’UE, e rappresenta un programma di rilancio che mette in campo risorse per la crescita, gli investimenti e le riforme che ammonta a 750 miliardi di euro, dei quali oltre la metà, 390
miliardi, è costituita da sovvenzioni
.

Le risorse destinate al Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF), la componente più rilevante del programma, sono reperite attraverso l’emissione di titoli obbligazionari dell’UE, facendo leva sull’innalzamento del tetto alle Risorse Proprie. Queste emissioni si uniscono a quelle già in corso da settembre 2020 per finanziare il programma di “sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza” (Support to Mitigate Unemployment Risks in an Emergency – SURE).

Le riforme interne previste dal PNRRR

Il Piano nazionale di resistenza e resilienza comprende un ambizioso progetto di riforme. Il governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto:

  1. pubblica amministrazione;
  2. giustizia;
  3. semplificazione della legislazione;
  4. e promozione della concorrenza.

Effetti attesi dal PNRR

Il Governo stima che gli investimenti previsti nel Piano avranno un impatto significativo sulle principali variabili macroeconomiche. Le stime:

  • Nel 2026, l’anno di conclusione del Piano, il prodotto interno lordo sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto all’andamento tendenziale.
  • Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali.
  • Gli investimenti previsti nel Piano porteranno inoltre a miglioramenti marcati negli indicatori che misurano i divari regionali, l’occupazione femminile e l’occupazione giovanile.

Il programma di riforme potrà ulteriormente accrescere questi impatti.

Redazione InSic

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