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Vaccinazioni in azienda: approvato il Protocollo condiviso con le parti sociali

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Nella giornata di oggi 6 aprile, Governo e Parti sociali hanno approvato:

  • l’aggiornamento del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” (quello del 24 aprile 2020, contenuto nei vari DPCM succedutisi nel tempo)
  • il nuovo “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro“. I due documenti sono disponibili in allegato PDF.

Sul sito del Ministero del Lavoro:

  • il commento ufficiale al Protocollo vaccinazioni in azienda e
  • slide informative in formato PDF

    Vaccinazioni in azienda: come orientarsi?

    Per orientarsi sui contenuti del nuovo Accordo in materia di Vaccinazioni in azienda, l’Istituto Informa organizza il 29 aprile 2021 il Corso di Formazione online: “Covid-19: le nuove regole in merito alla vaccinazione dei lavoratori” (Valido come corso di Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.).

    Relatore R. Guariniello che risponderà ai quesiti dei partecipanti, chiarendo i numerosi dubbi in merito alla disciplina della vaccinazione nei luoghi di lavoro.

    Protocollo vaccinazioni in azienda: un passo avanti verso la normalità

    Il protocollo sulle Vaccinazioni in azienda è un ulteriore accordo che ha come obiettivo consentire di organizzare le vaccinazioni

  • direttamente nel luogo di lavoro da parte di datori di lavoro con il supporto delle associazioni di categoria;
  • o in alternativa ricorrendo a strutture sanitarie private attraverso convenzioni;
  • o alle strutture territoriali dell’Inail.
    • Il Protocollo richiama le Indicazioni stabilite da INAIL nel documento: “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro”.

    «È una bella pagina l’accordo unanime che abbiamo siglato insieme al Ministro Orlando e a tutti i sindacati e le imprese del nostro Paese. Il protocollo per le vaccinazioni e l’aggiornamento del protocollo per la sicurezza Covid-19 ci aiuteranno a tutelare la salute nei luoghi di lavoro. Questa battaglia si vince solo tutti assieme» ha detto il Ministro per la Salute Speranza a proposito dell’aggiornamento del protocollo COVID-19 sui luoghi di lavoro.
    “Un passo verso l’impresa e verso la normalità- dice il ministro del Lavoro, Orlando con riferimento al “Protocollo Vaccinazioni”– che sarà sostenuto anche dalle sedi territoriali dell’INAIL per tutte le imprese che non avranno la disponibilità di spazi adeguati.

    Vediamo il contenuto del nuovo Protocollo per le vaccinazioni in azienda

    Vaccinazioni in azienda: come fare?

    In base alle indicazioni del Protocollo Vaccinazioni appena siglato, la vaccinazione sarà facoltativa, un’opportunità aggiuntiva rispetto alle modalità ordinarie dell’offerta vaccinale e sarà su base volontaria sia da parte del datore di lavoro, sia del dipendente a prescindere dalla tipologia contrattuale.
    “Potranno partecipare i dipendenti e i datori di lavoro e anche i lavoratori che in qualche modo afferiscono all’azienda, come i lavoratori in somministrazione, non saranno solo i dipendenti in senso stretto“. L’adesione dei lavoratori sarà su base volontaria: “le procedure finalizzate alla raccolta delle adesioni dei lavoratori interessati alla somministrazione del vaccino dovranno essere realizzate e gestite nel pieno rispetto della scelta volontaria rimessa esclusivamente alla singola lavoratrice e al singolo lavoratore, delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, della sicurezza delle informazioni raccolte ed evitando, altresì, ogni forma di discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”. Sarà poi il medico competente a dover fornire ai lavoratori “adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino, assicurando altresì l’acquisizione del consenso informato del soggetto interessato, il previsto triage preventivo relativo allo stato di salute e la tutela della riservatezza dei dati”.

    Vaccinazioni in azienda: da quando è possibile?

    Sui tempi di partenza, ha spiegato, “la data è legata all’arrivo delle dosi necessarie”. E’ un altro canale, accanto a quello tradizionale, “molto importante”, per le imprese “sarà una opportunità, attivarlo significherà vedere vaccinati più rapidamente i propri dipendenti”, ha detto ancora il ministro Orlando ringraziando le parti sociali.
    Necessaria una ampia disponibilità di vaccini, la presenza / disponibilità del medico competente o di personale sanitario, la sussistenza delle condizioni di sicurezza per la somministrazione di vaccini, l’adesione volontaria ed informata da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, la tutela della privacy e la prevenzione di ogni forma di discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
    Rispetto ai tempi Orlando spiega che “si procederà cronologicamente secondo le richieste, poi spetterà alle Regioni smistare il traffico e definire anche le modalità logistiche con le quali realizzare la consegna. La cosa importante è che oltre al canale tradizionale ce ne sarà un altro e per le imprese e sarà un’opportunità per vedere vaccinati più rapidamente i propri dipendenti e quindi arrivare più vicini ad una fase di sicurezza sul luogo di lavoro. La data è molto legata all’approvvigionamento delle dosi di vaccini che, in questo momento, è rimesso alle valutazioni del Ministero della Sanita’“.
    Aggiunge Orlando: “è deciso che le dosi vengano girate alle regioni che attraverso le aziende sanitarie dovranno smistare i vaccini alle aziende che a loro volta si metteranno nelle condizioni di procedere al ritiro delle dosi e di portarle poi nel luogo dove verranno somministrati i vaccini e procedere alla vaccinazione”.

    Vaccinazioni in azienda: quali costi?

    Nel Protocollo viene specificato che “se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario alla medesima è equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro”. Il protocollo stabilisce che “tutte le parti sottoscrittrici si impegnano a fornire le necessarie informazioni alle lavoratrici e ai lavoratori, anche attraverso il coinvolgimento degli attori della sicurezza e con il necessario supporto del medico competente, anche promuovendo apposite iniziative di comunicazione e informazione sulla vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19”.
    L’Accordo specifica che se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario alla medesima è equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro. In ultimo, il Protocollo sottolinea che ai medici competenti ed al personale sanitario e di supporto coinvolto nelle vaccinazioni riferite al protocollo è offerto, attraverso la piattaforma Iss, lo specifico corso di formazione realizzato anche con il coinvolgimento dell’Inail che contribuirà altresì, in collaborazione con il ministero della Salute e il ministero del Lavoro, alla predisposizione di materiale informativo destinato ai datori di lavoro, alle lavoratrici e ai lavoratori e alle figure della prevenzione”.

    Vaccinazioni in azienda: chi somministra il vaccino?

    La somministrazione “è riservata ad operatori sanitari in grado di garantire il pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie adottate per tale finalità e in possesso di adeguata formazione per la vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 e viene eseguita in locali idonei che rispettino i requisiti minimi definiti” dallo stesso protocollo. “
    Per l’attività di somministrazione del vaccino il medico competente “potrà avvalersi di personale sanitario in possesso di adeguata formazione”, si legge. Sarà sempre il medico competente, nel rispetto delle vigenti disposizioni per la tutela della riservatezza dei dati personali, ad assicurare la registrazione delle vaccinazioni eseguite mediante gli strumenti messi a disposizione dai Servizi sanitari regionali.

    Vaccinazione aziendale non diretta: in quali strutture?

    I datori di lavoro potranno fare ricorso a strutture sanitarie private, concludendo, anche per il tramite delle associazioni di categoria di riferimento o nell’ambito della bilateralità, “una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi sanitari regionali territorialmente competenti”. I datori che non sono tenuti alla nomina del medico competente o non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, potranno avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail. In questo caso, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, gli oneri restano a carico dell’Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

    Vaccinazioni indirette: cosa deve comunicare il datore di lavoro?

    Nelle ipotesi di vaccinazione indiretta, il datore di lavoro direttamente o attraverso il medico competente se presente, “comunica alla struttura sanitaria privata o alla struttura territoriale dell’Inail il numero complessivo di lavoratrici e lavoratori che hanno manifestato l’intenzione di ricevere il vaccino. Sarà cura della stessa struttura curare tutti i necessari adempimenti che consentano la somministrazione, ivi compresa la registrazione delle vaccinazioni eseguite mediante gli strumenti messi a disposizione dai Servizi sanitari regionali”.
    In merito alle trasferte nazionali ed internazionali, “è opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente-Mc e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione-Rspp, tenga conto del contesto associato alle diverse tipologie di trasferta previste, anche in riferimento all’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione”.

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Antonio Mazzuca

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