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 DAL SAFETY EXPO 2019
Regolamento 2019/515: cos'è il reciproco o mutuo riconoscimento delle merci?
10 febbraio 2020
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area: Edilizia
Regolamento 2019/515: cos'è il reciproco o mutuo riconoscimento delle merci? Durante lo scorso Safety Expo 2019 Lamberto Mazziotti (Dirigente dell'Ufficio di Coordinamento delle Politiche di Controllo presso Ufficio Centrale Ispettivo del Dipartimento VF) ha fatto il punto sul nuovo Regolamento 2019/515 del 19 marzo 2019 relativo al "reciproco riconoscimento delle merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro (che abroga il regolamento (CE) n. 764/2008).
Nella sua relazione, pubblicata integralmente sulla rivista Antincendio, alcuni spunti e commenti sul testo e sulle novità in vista in particolare, sull'abrogazione del Regolamento (Reg. (CE) n. 764/2008 del 9 luglio 2008, atto rivelatosi non pienamente efficace ai fini dell'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle merci nei vari Stati della UE.

Di seguito riportiamo alcune riflessioni sul principio del reciproco o mutuo riconoscimento, fra gli obiettivi del nuovo Regolamento 2019/515

In questo approfondimento:
Regolamento 2019/515: Che cos'è il reciproco o mutuo riconoscimento?
Il reciproco o mutuo riconoscimento: indispensabile per il corretto funzionamento del mercato unico delle merci
Le criticità del precedente Regolamento (CE) n. 764/2008
Approfondisci sulla rivista Antincendio!

Regolamento 2019/515: Che cos'è il reciproco o mutuo riconoscimento?

In assenza di una legislazione specifica dell'UE, ovvero laddove non vi siano norme comuni sui prodotti elaborate in ambito UE (le cosiddette norme armonizzate di prodotto), gli Stati membri sono liberi di adottare regole nazionali per stabilire le prescrizioni cui i prodotti devono ottemperare. Tali prescrizioni nazionali possono coesistere in diversi Stati membri, ma, se sono divergenti, possono frapporre ostacoli agli scambi intra UE. Il principio del reciproco riconoscimento discende, oltre che dal Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE, Articoli 34, 35 e 36) 1, dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.
In base a tale principio, gli Stati membri non possono vietare la vendita nel loro territorio di merci che siano legalmente commercializzate in un altro Stato membro, anche qualora tali merci siano state prodotte conformemente a regole tecniche differenti. Il principio del reciproco riconoscimento non è tuttavia assoluto poiché gli Stati membri possono limitare l'immissione in commercio di merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro, qualora le restrizioni siano giustificate dai motivi enunciati all'articolo 36 TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea) o sulla base di altri motivi imperativi di interesse generale riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in relazione alla libera circolazione delle merci, e qualora tali restrizioni siano proporzionate all'obiettivo perseguito.

Il reciproco o mutuo riconoscimento: indispensabile per il corretto funzionamento del mercato unico delle merci

Il reciproco riconoscimento dei prodotti costituisce quindi uno strumento che, pur rispettando l'autonomia normativa dei singoli Stati membri, è indispensabile per il corretto funzionamento del mercato unico delle merci. Vi è anche da rilevare, in particolare, che per i prodotti cosiddetti "innovativi", per i quali in genere non esistono norme europee armonizzate, il reciproco riconoscimento può costituire la via alternativa per la commercializzazione dei medesimi.

Le criticità del precedente Regolamento (CE) n. 764/2008

Come già detto in premessa, il precedente atto europeo, rappresentato dal Regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, non si è purtroppo rivelato in grado di garantire un'applicazione efficace del principio di reciproco riconoscimento dei prodotti. Infatti, l'applicazione di tale atto comunitario, come rilevato dai servizi della Commissione Europea, ha posto in luce alcuni elementi di criticità o di anomalia fra cui si evidenziano:
la sfiducia, da parte dei produttori europei, nell'istituto del reciproco riconoscimento per accedere al mercato nell'intera UE, tenuto anche conto che, spesso, le valutazioni eseguite dagli Stati membri si sono spesso tradotte in prescrizioni aggiuntive o, addirittura nella duplicazione delle prove sui prodotti.
I maggiori costi che gli operatori economici sono stati chiamati a sostenere nei casi di ricorsi finalizzati a contestare in sede legale le decisioni di diniego o di limitazione all'accesso al mercato di prodotti già commercializzati in uno Stato membro.
La mancata comunicazione, spesso a causa della dispersione di competenze e responsabilità in relazione a specificità regolamentari, tra i soggetti coinvolti nelle attività connesse al reciproco riconoscimento, con particolare riguardo ai "Punti di contatto nazionali .

Approfondisci sulla rivista Antincendio


Il reciproco riconoscimento dei prodotti. Il regolamento (Ue) 2019/515 del Parlamento e del Consiglio
Europeo Lamberto Mazziotti
Antincendio n.1/2020

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