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Servizi di pulizia e sanificazione: aggiornati i Criteri ambientali minimi

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Con Decreto 24 settembre 2021 del Ministero della transizione ecologica vengono aggiornanti i criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di edifici e ambienti ad uso civile, sanitario e per i prodotti detergenti.

Il Decreto interviene in correzione del DM del 29 gennaio 2021 sul quale sono emerse diverse criticità in relazione ai criteri ambientali delle cere e delle cere metallizzate, e criticità interpretative ed operative.

Pulizia e sanificazione: criteri ambientali minimi e novità del 2021

L’aggiornamento dei criteri dovrebbe:

  • garantire uniformità interpretativa e la maggiore flessibilità operativa in relazione ai prodotti in carta tessuto monouso
  • consentire l’uso delle cere e delle cere metalliche, ove tecnicamente necessario.

Le modifiche al DM 29 gennaio 2021 hanno riguardato l’allegato 1, lett. C, D ed E, e l’allegato 2, lett. B.

Il Decreto 29 gennaio 2021: i criteri ambientali minimi per i servizi di pulizia e sanificazione

Con Decreto 29 gennaio 2021 del MINISTERO DELL’AMBIENTE (in GU n.42 del 19-02-2021) si aggiornano i criteri ai tempi definiti con decreto 24 maggio 2012 e 18 ottobre 2016 (ora abrogati) in ragione del progresso tecnico e dell’evoluzione dei mercati di riferimento alla luce del miglioramento dei requisiti di qualità ambientale dei servizi di pulizia e sanificazione nonché dei prodotti utilizzati. Seguono a quelli emanati lo scorso anno per i servizi di pulizia e sanificazione nella PA.

CAM per servizi assistenziali: le peculiarità

Questi CAM sono in larga parte sovrapponibili a quelli per l’affidamento dei servizi di pulizia di edifici ed ambienti ad uso civile, e contengono requisiti peculiari alle esigenze degli ambienti assistenziali nei quali i fruitori del servizio sono più esposti al rischio di contrarre infezioni per:

  • aumentata suscettibilità da depressione del sistema immunitario,
  • per maggiore vulnerabilità a seguito, ad esempio di procedure invasive,
  • per sostenuta circolazione di microrganismi, talora anche multiresistenti agli antibiotici,
  • maggiore rispetto a locali o edifici adibiti ad altre attività.

CAM del Decreto 29 gennaio 2021: a quali servizi si applicano?

Si applicano ai seguenti servizi e forniture:
a) servizio di pulizia di edifici e di altri ambienti ad uso civile;
b) detergenti per le pulizie ordinarie delle superfici;
c) detergenti per le pulizie periodiche e straordinarie delle superfici;
d) detergenti per l’igiene personale;
e) prodotti in tessuto carta per l’igiene personale.

Cosa si intende per servizio di pulizia di edifici ed ambienti ad uso civile?

In base alle definizioni citate all’art.3) il servizio di pulizia di edifici ed ambienti ad uso civile è la “attività di rimozione dello sporco dalle superfici, inclusa la sanificazione laddove appropriato, svolta secondo determinate procedure ed essenzialmente mediante l’uso di soluzioni detergenti e di altri prodotti ausiliari, con o senza l’ausilio di macchine. Tale attività è destinata a tutti gli ambienti interni ed esterni di edifici ad uso civile, ai treni, agli aeromobili, ai natanti, e agli ulteriori edifici o ambienti ad essi assimilabili (quali, ad esempio, caserme, case-famiglia, strutture detentive)”

Cosa si intende per servizio di pulizia e sanificazione di edifici ed ambienti ad uso sanitario?

Si intende la “attività di pulizia e successiva o contestuale attività di riduzione e controllo dei microrganismi patogeni svolta anche mediante l’uso di disinfettanti secondo specifici protocolli stabiliti dalla struttura destinataria o stabiliti in condivisione con essa, in modo tale da garantire gli idonei livelli di qualità microbiologica”.

Infezioni correlate all’assistenza

Secondo il Ministero dell’Ambiente, nell’Unione Europea si stima che 4,1 milioni di persone siano colpite ogni anno da Infezioni correlate all’Assistenza (ICA) con 37.000 decessi. In Italia, secondo l’indagine di prevalenza condotta nel 2011-12 dallo European Centre for Desease Prevention and Control, il 6,3% dei pazienti ricoverati in ospedale contrae ICA(3), con un conseguente forte impatto sulla salute dei cittadini e sui costi. Si stima che il 30% delle ICA sia evitabile tramite misure di prevenzione adottate dalla struttura, tra cui quelle volte a garantire un adeguato livello di igiene. Ecco perché in tali contesti, la formazione costante degli addetti al servizio di pulizia e sanificazione, la cooperazione con i referenti ospedalieri per il rischio clinico, la misurazione delle performance e la stesura e diffusione di report periodici e sistematici, sono elementi essenziali per garantire l’efficacia del servizio e la sicurezza dei pazienti.
Anche in ambito assistenziale è opportuno evitare l’abuso dei prodotti disinfettanti e utilizzare i più aggressivi solo quando strettamente necessario, anche al fine di prevenire lo sviluppo di resistenze; ciò può essere raggiunto tramite l’utilizzo di protocolli appropriati ed anche attraverso tecniche innovative.

All’interno dell’Allegato vengono citati studi scientifici che dimostrano il rapporto tra inadeguato livello di igiene e incidenza delle infezioni contratte in ambito ospedaliero e un recente studio scientifico che dimostra l’esistenza di una correlazione inversa tra spese per la sanificazione e queste infezioni.

Formazione del personale addetto al servizio di pulizia

Un ulteriore passaggio che merita attenzione riguarda la formazione del personale addetto al servizio: il Iministero mette l’accento sugli argomenti sui quali prestare maggiore attenzione:

• Differenze tra detersione e disinfezione;

• Proprietà e condizioni di utilizzo dei prodotti detergenti, disinfettanti, di quelli ad azione combinata detergente-disinfettante, con particolare riferimento al loro dosaggio e ai tempi minimi di azione meccanica da dedicare alle varie azioni di pulizia e disinfezione;

• Modalità di conservazione dei prodotti;

• Precauzioni d’uso, con particolare riferimento a: divieto di mescolare, manipolazione dei prodotti, modalità di intervento in caso di sversamenti o di contatti accidentali, lettura delle schede dati di sicurezza;

• Corretto utilizzo e corretta gestione delle macchine al fine di ottimizzarne le prestazioni, di garantire un’idonea pulizia senza comprometterne il corretto funzionamento e di preservare la sicurezza dei luoghi di lavoro;

• Corretta gestione dei cicli di ricarica delle batterie delle macchine;

• Caratteristiche dei prodotti per la pulizia, inclusi quelli ausiliari, a minori impatti ambientali, requisiti ambientali delle etichette ecologiche conformi alla UNI EN ISO 14024 e di altre certificazioni ambientali richiamati nei CAM, lettura e comprensione delle informazioni riportate nelle etichette dei prodotti detergenti;

• Gestione del vestiario, incluso il lavaggio al fine di estenderne la vita utile e promuovere l’uso di detergenti per lavaggio con etichette ambientali conformi alla UNI EN ISO 14024 e ridurre il consumo di energia per la stiratura;

• Classificazione dei rifiuti prodotti in ambito sanitario, caratteristiche, procedure per la relativa gestione, con particolare riguardo alle regole comportamentali per la manipolazione dei rifiuti speciali e dei relativi contenitori, al loro trasporto interno, al conferimento ai depositi temporanei;

• Conoscenza e applicazione dei protocolli specifici per le diverse aree di rischio infettivo;

• Elementi metodologici per garantire una disinfezione efficace ed ambientalmente sostenibile, in funzione delle specificità dei luoghi, degli oggetti e dei materiali da trattare, avendo riguardo al profilo di rischio clinico delle aree da trattare;

• Modalità di impregnazione, modalità di impiego e di lavaggio dei prodotti e degli elementi tessili costituiti da microfibra, per consentire di mantenerne le caratteristiche funzionali e per estendere la durata della vita utile.

Redazione InSic

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