Coordinatore per la sicurezza: obbligatoria la nomina se previste più imprese nello stesso cantiere

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Alla stregua dei principi di matrice giurisprudenziale in materia, gli obblighi del committente sono diversamente declinati a seconda che si versi in ipotesi di cantieri cc.dd. sotto-soglia (D.Lgs. n. 81 del 2008 del Testo Unico di Sicurezza sul lavoro, art. 90, comma 9) o nel caso in cui nel cantiere si trovino ad operare, anche non contemporaneamente, più imprese (art. 90, commi 3 e 4 stesso decreto).
Questo il principio ricordato dalla Cass. pen., Sez. IV, nella sentenza n. 12174 del 15 aprile 2020.
Il commento è a cura di S.Casarrubia, Avvocato, Studio legale Casarrubia ed è tratto dalla rubrica RASSEGNA DELLA GIURISPRUDENZA, su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.9/2020.

Cantieri sotto-soglia: chi fa la verifica della idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria?

Nel caso di cantieri sotto-soglia, il committente è tenuto alla verifica della idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria, mediante richiesta della documentazione di cui all’art. 90 cit., comma 9, lett. b), ferma restando la sua responsabilità in caso di omesso controllo dell’adozione, da parte dell’appaltatore, delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, essendo tuttavia esonerato dagli obblighi in materia antinfortunistica che richiedono una specifica competenza tecnica.

Cantieri con più imprese: quando nominare il coordinatore per la sicurezza?

Nel caso di cantieri dove operano più imprese, l’obbligo per il committente di nominare il coordinatore per la sicurezza nei cantieri, di cui al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 90, è effettivamente connesso già solo alla previsione che più imprese lavorino nello stesso cantiere, anche non in contemporanea, e non alla verifica successiva di tale situazione (per esempio, qualora prevista la possibilità di subappalto in contratto, cfr. Cass. pen. n. 4644/2019).
Nel caso di specie della sentenza citata, è stata annullata la sentenza di merito, perché la Corte territoriale aveva omesso di verificare se – in base agli accordi tra committente e appaltatore – era previsto che più imprese, oltre a quella cui erano appaltati i lavori, lavorassero nel medesimo cantiere.

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