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APPROFONDIMENTO
I temi ambientali di Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.5/2016
fonte: 
Rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro
area: 
Tutela ambientale
I temi ambientali di Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.5/2016 È online sul sito di EPC (sezione Periodici) in formato PDF e "sfogliabile", il numero di maggio della rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro.

Per la parte ambientale il numero di maggio si concentra sui temi della Fiscalità ambientale e la Denuncia dei reati ambientali.


INFORMAZIONI
Il Sommario completo del numero di Maggio di Ambiente & Sicurezza sul Lavoro è disponibile in allegato alla notizia.
Di seguito, un abstract degli articoli.
Per abbonarsi alla rivista, è disponibile il modulo da inviare via fax (06 33111043).

ARTICOLI
Denuncia reati ambientali tramite whistleblowing: un'ipotesi di modifica normativa
di Andrea Quaranta
Nel mese di gennaio il Parlamento ha votato il suo primo "sì" alla legge sul c.d. "whistleblowing".
Il termine fa storcere il naso ai "puristi" della lingua italiana, ma in effetti nella sua versione inglese riesce probabilmente meglio a rendere l'idea della cultura sottostante: che lo si voglia tradurre con una perifrasi (l'azione dell'arbitro che soffia nel fischietto per fermare un'azione illegale), che si voglia utilizzare il termine giuridico "delazione" o ancora si voglia far riferimento al gergo giornalistico ("gola profonda"), la sostanza è che, in ogni caso, ancora oggi in Italia "quando andiamo nelle aziende, ma anche nelle scuole, ci accorgiamo che non è un caso se in italiano non esiste una parola per definire il «whistleblower», se non con sfumature negative, come «spione». L'idea dominante è quella che si tratti di qualcosa di sporco, di illecito. Mentre gli effetti di una loro diffusione sarebbero più che positivi per la società, non solo sul fronte della corruzione, ma anche dei reati ambientali, delle discriminazioni ".
Ecco una panoramica delle principali novità che potrebbe introdurre questo particolare strumento, in merito alla segnalazione di condotte illecite in materia di ambiente e di violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.


Fiscalità ambientale, la disciplina della TARI per i rifiuti speciali
di Salvatore Casarrubia
Il legislatore prevede due benefici fiscali per le superfici dove si producono rifiuti speciali: l'esenzione dall'imponibile e la riduzione del tributo. Con questo articolo, torniamo ad approfondire l'istituto della TARI, con riguardo ai rifiuti speciali prodotti dalle aziende, distinguendo tra rifiuti assimilati - e non - ai rifiuti urbani.
La disciplina della TARI, ai fini della tassazione dei rifiuti prodotti dalle aziende, si può esemplificare nelle seguenti categorie:
esclusione, dalla superficie assoggettabile alla TARI, delle aree dove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilabili;
esclusione, dalla superficie assoggettabile alla TARI, dei magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati alle aree dove si producono rifiuti speciali non assimilabili;
riduzione del tributo proporzionale ai rifiuti speciali assimilati avviati a riciclo.
Nell'articolo vengono quindi approfonditi i singoli istituti.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.insic.it 
oppure scrivi a amsl@epcperiodici.it  
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