Norme tecniche per le Costruzioni 2018
APPROFONDIMENTO
Sulla rivista Antincendio 7/2014 si parla di...
fonte: 
Rivista Antincendio
area: 
Prevenzione incendi
Sulla rivista Antincendio 7/2014 si parla di... Variegati gli approfondimenti proposta dalla rivista Antincendio sul numero di Luglio 2014: si passa dalla certificazione di resistenza al fuoco degli elementi in legno al rischio esplosione da polveri di alluminio.
Per le case study si propone l'adeguamento antincendio dello Stadio San Paolo di Napoli, un applicazione del Software Camatt per le gallerie stradali. Un articolo poi fa luce sulle distanze di separazione tra edifici e sul rapporto Piante-fuoco con riferimento agli incendi boschivi.
Per le nostre rubriche, proponiamo un nuovo incontro con la Tavola Rotonda lanciata fra professionisti del settore/Istituzione e Vigili del fuoco, i quesiti dell'Esperto risponde, gli Eventi, news dalle Associazioni e i prodotti delle aziende del settore antincendio, selezionate per voi.

La certificazione di resistenza al fuoco degli elementi in legno
Ignazio Pecora

Esperto in progettazione e sicurezza delle strutture, è Amministratore Unico di Naxos ingegneria s.r.l.

L'articolo intende fornire un utile riferimento a quanti operano nel campo della progettazione strutturale ed a quanti devono redigere la certificazione di resistenza al fuoco di elementi strutturali lignei secondo quanto previsto dal D.M. 7 agosto 2012 art. 4 comma 3 sulla documentazione da allegare alle istanze relative ai procedimenti di prevenzione incendi, in particolare per la compilazione della modulistica ministeriale. Dopo una sintetica descrizione delle caratteristiche del materiale e delle norme di classificazione e di calcolo, in particolare l'Eurocodice 5 Parti 1-1 e 1-2, l'articolo esamina il comportamento al fuoco degli elementi lignei ed i metodi analitici di valutazione della resistenza al fuoco, con particolare riferimento al metodo della "sezione efficace", descritto al punto 4 dell'EC5. Infine, si è ritenuto utile sviluppare un esempio applicativo sulle travi di un solaio fornendo indicazioni sulla compilazione del modello ministeriale MOD PIN 2.2-CERT.REI che riguarda gli elementi costruttivi portanti in opera.

Polveri di alluminio: così si valuta il rischio di esplosione
Vasco Vanzini


Nell'industria delle vernici, si assiste alla progressiva riduzione dell'impiego dei solventi, a causa del loro elevato costo di acquisto e di utilizzo, determinato dalla necessità di captazione e di smaltimento dei vapori, rilasciati nella fase di essiccazione, a favore di prodotti vernicianti a base di polveri.
L'esigenza di introduzione del nuovo processo produttivo nasce dalla richiesta, da parte del mercato, di ottenere vernici in polvere con effetti cromatici particolari, particolarmente luminosi. L'effetto "metallizzato" cercato può essere ottenuto mescolando polvere di alluminio alle vernici già prodotte nello stabilimento.
Il metodo di lavoro adottato, al fine di verificare se l'introduzione di un nuovo processo produttivo possa costituire un rischio affrontabile per un'azienda industriale, è basato sulle indicazioni fornite dalla norma UNI-EN 1127-1 "Prevenzione dell'esplosione e protezione contro l'esplosione - Concetti fondamentali e metodologie".

Stadio San Paolo di Napoli: come adeguare un grande impianto sportivo
Gianmaria Piola

Ingegnere civile, amministratore delegato della Piola Engineering srl

Oggi nel nostro Paese gli stadi risalgono quasi tutti a realizzazioni di decenni fa e generalmente sono ubicati dentro il cuore delle città e questo oltre a comportare intasamento e smog e determina situazioni di scarsa sicurezza per gli spettatori ed per gli operatori che svolgono le normali attività.
La messa a norma di un impianto sportivo può risolvere diverse problematiche tra loro complementari con un conseguente risultato sia di efficienza, comfort, economicità e prima di tutto di gestione dell'impianto stesso.
L'articolo illustra le misure di adeguamento scelte per lo stadio San Paolo di Napoli, di cui si analizzano nel dettaglio i dati tecnici della struttura grazie ad una ricca galleria fotografica.


Le distanze di separazione tra edifici ai fini della sicurezza antincendio
Lamberto Mazziotti

Dirigente superiore presso la Direzione centrale per la prevenzione e la Sicurezza Tecnica

Nel corso del primo "Seminario Internazionale sulla Sicurezza Antincendio delle Facciate" ("1st International Seminar for Fire Safety of Facades"), tenutosi a Parigi nello scorso mese di novembre 2013, seminario nell'ambito del quale è stato per la prima volta affrontato il tema della progettazione antincendio degli involucri edilizi, è stata presentata sull'argomento una interessante relazione che introduce tale metodologia ("A risk - informed appraisal of prescriptive building separation in Switzerland" - Jacob Studhalter - Basler & Hofmann AG Zurich, Switzerland - MATEC Web of Conferences 9, 01002 (2013) - DOI:10.1051/matecconf/20130901002 published by EDP Sciences, 2013).
Nell'articolo tale relazione viene illustrata e commentata, anche alla luce di alcuni documenti normativi oggi esistenti nel mondo sull'argomento.


Gallerie stradali: il Software Camatt per l'analisi della sicurezza
Alice Quaglia

Ing. Civile e docente di "sicurezza antincendio sul posto di lavoro" presso l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (FI)

L'articolo descrive l'importanza ed il funzionamento del software di simulazione Camatt, utilizzato in ingegneria per studiare e valutare la sicurezza in galleria -con particolare attenzione all'andamento di fumi e temperatura- quando al suo interno si sviluppa un incendio. L'articolo è suddiviso in due parti. Nella prima si discute riguardo l'analisi della sicurezza anti-incendio in galleria, condotta grazie all'uso di software di simulazione/calcolo. Tra questi, risulta molto interessante Camatt, che permette di studiare le caratteristiche dell'incendio e di valutare la migliore soluzione per ridurne i rischi.
Nella seconda parte si descrive brevemente come esso funziona, e cioè come Camatt lavora per poter eseguire la simulazione.


Piante e fuoco: come incide la presenza umana sulla frequenza degli incendi
Oliviero Dodaro


Tra i vari fattori che hanno condizionato l'evoluzione di ogni specie vegetale possiamo ricomprendere il fuoco: gli incendi periodici che nel susseguirsi del varie ere hanno interessato il mondo delle piante hanno indotto delle mutazioni genetiche tali da far raggiungere una sorta di equilibrio che rende compatibile la sopravvivenza di ogni essenza di tipo arboreo con la combustione; le specie vegetali, dopo le fiamme, traggono beneficio dai resti del fuoco utilizzando i minerali che le ceneri rilasciano nel suolo e l'anidride carbonica che si libera nell'aria; la funzione clorofilliana, attraverso la quale la CO2 viene scissa in carbonio e ossigeno, combustibile comburente, è addirittura indispensabile alla vita sul nostro pianeta.
Ogni tipologia di pianta di basso, medio e alto fusto, ha sviluppato caratteristiche tali da non vedere compromessa la sopravvivenza della propria specie a seguito degli incendi.

LA RIVISTA ANTINCENDIO
Scopri la rivista Antincendio
e abbonati per l'anno 2014Dal 1949 la rivista italiana della prevenzione incendi e della protezione civile

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.insic.it 
oppure scrivi a antincendio@epcperiodici.it  
Selezionate per te da InSic
Hai trovato questo contenuto interessante? Rimani sempre aggiornato!

Iscriviti alla newsletter  Scarica l'app di InSic
Leggi su Google Edicola  Iscriviti al feed RSS

 
 
 
Tutta la normativa e la giurisprudenza sulla Banca Dati Sicuromnia: