Mese del software Progetto Sicurezza Lavoro
L'INTERVISTA
Test antisismici e progetto COBRA: Intervista a Gerardo De Canio (ENEA)
fonte: 
Antonio Mazzuca - Coord. Editoriale InSic.it/Sicuromnia
area: 
Edilizia
Test antisismici e progetto COBRA: Intervista a Gerardo De Canio (ENEA) ENEA ha recentemente diffuso i risultati di alcuni test su una struttura tipica dell'edilizia dei centri storici dell'Appenino, rinforzata con soluzioni innovative made in Italy; la struttura ha resistito a oltre due volte l'intensità del sisma più violento che ha colpito le regioni dell'Italia centrale nel 2016.
È quanto emerge dai risultati dei test alle tavole vibranti del Centro Ricerche ENEA Casaccia: abbiamo raggiunto Gerardo De Canio, responsabile Laboratorio Innovazione Sostenibile dell'Enea per saperne di più su questa sperimentazione che rientra nell'ambito del progetto COBRA finanziato dalla Regione Lazio.

Antonio Mazzuca (A.M.): Durante i test, due pareti su tre della struttura sottoposta al sistema delle tavole vibranti è stata rinforzata con uno speciale "intonaco made in Italy" con rete in fibre di vetro: quali sono stati i punti forti e quelli deboli di questa applicazione?

Gerardo De Canio (GdC) Scopo della sperimentazione è stato di verificare l'efficacia di interventi poco invasivi, di basso costo e di relativa facile applicazione per migliorare la capacità degli edifici in muratura tipici del costruito storico delle zone appenniniche dell'Italia di resistere ai terremoti.

È auspicabile, a breve, un utilizzo di questo particolare intonaco nell'edilizia pubblica o sarà necessario verificarne ulteriormente l'efficacia con nuovi test?
Questo tipo di materiale è già largamente applicato nei settori aeronautico ed automobilistico ma non è ancora normato per le applicazioni in edilizia.


Dal giorno del Sisma del Centro italia (24 agosto 2016) si è provveduto alla messa in sicurezza di 952 beni immobili con 1.171 interventi di messa in sicurezza di chiese, edifici storici e monumenti nei territori terremotati; 170 i milioni di euro sono stati spesi per la ricostruzione e il consolidamento di oltre 100 edifici - prevalentemente chiese e cattedrali - danneggiati dal sisma (fonte MiBact).
In che modo i risultati di queste sperimentazioni potrebbero portare ad un significativo passo avanti nella messa in sicurezza dei beni culturali? Le nuove tecnologie da voi sperimentate porterebbero anche ad un risparmio in termini di costo per gli interventi di manutenzione post-sisma?


Per le applicazioni ai beni culturali occorre rispettare i vincoli di compatibilità dei materiali, e reversibilità dell'intervento. La rete in materiale composito è inglobata nell'intonaco di copertura e non sempre ciò è possibile per gli edifici storici e monumentali. Al di là dei materiali impiegati, l'uso combinato di catene di collegamento tra pareti opposte e di intonaco rinforzato con materiali sintetici alleggeriti è particolarmente efficace per il contenimento delle azioni fuori piano delle pareti di edifici in muratura.

I dati della sperimentazione sono stati presentati attraverso un sistema di motion capture in 3D e condivisi grazie alla piattaforma virtuale DySCo, così da mostrarne i risultati in tempo reale, a partner tecnici ed esperti del settore: qual è stata la reazione internazionale ai risultati dei test?

Il sistema 3Dvision motion capture del laboratorio "Tecnologie per l'Innovazione Sostenibile" dell'ENEA è il primo esempio a livello internazionale di acquisizione dei campi di spostamenti durante le prove sismiche su tavole vibranti. Viene impiagata una costellazione di 15 telecamere NIR ad alta risoluzione in grado di rilevare la traiettoria nello spazio di speciali marcatori posti nei punti selezionati, definendone il moto completo in termini di spostamenti, velocità e accelerazioni. Il sistema consente, tramite la piattaforma virtuale DySCo, la fruizione a distanza delle prove e la possibilità per gli utenti collegati di vedere i risultati e di interagire e discutere con i ricercatori ENEA i risultati durante ogni fase della sperimentazione.
Nel corso della sperimentazione abbiamo avuto collegamenti da varie Università italiane (Perugia, Roma3 e Pavia) ed internazionali (MIT-Massachusetts Institute of Technology di Boston, National Gallery of Art di Washington, Università di Miami, Università di Taipei e NCREE da Taiwan, Università di Sheffileld, LNEC di Lisbona). Anche numerosi studenti, studi professionali, operatori del settore e semplici cittadini si sono collegati ed hanno interagito con i ricercatori ENEA.
A valle della sperimentazione L'NCREE (National Center for Research in Earthquake Engineering) di Taiwan ha chiesto la collaborazione di ENEA per implementare un sistema analogo nei suoi laboratori.

Il 24 gennaio si è tenuto il Workshop conclusivo del progetto COBRA che, partito nel luglio 2015, si è chiuso il 20 Dicembre 2017. Quali sono stati i principali risultati raggiunti? in che modo le Piccole e Medie Imprese (operanti nel settore dei beni culturali) potranno beneficiare delle innovazioni tecnologiche maturate in questi due anni di sperimentazione?

Nel progetto COBRA è stato ancora di più evidente il ruolo dell'ENEA di collegamento tra ricerca di base ed applicata, di consulenza e supporto alle imprese che operano nel settore dei Beni Culturali nelle fasi di studio, progettazione ed applicazione di materiali e tecnologie tradizionali ed innovativi.
I grandi impianti sperimentali dell'ENEA si sono aperti ad imprese, ordini professionali, studenti, semplici cittadini, per la diffusione dell'informazione sulle tecniche di intervento per la salvaguardia dei beni culturali e per comunicare la cultura della qualità e della sicurezza sismica coniugata con la ricostruzione identitaria. Infatti, la ricostruzione post sisma è tanto più rapida quanto più forte è il senso identitario delle popolazioni coinvolte e quanto più alto il livello di informazione sulle tecniche di intervento efficaci, e qualificate, per la ricostruzione del costruito storico.
A valle del progetto COBRA, presso il laboratorio "Tecnologie per l'Innovazione Sostenibile" sarà possibile la formazione di personale qualificato per il conseguimento della qualifica di operatore PnD di I° e II° livello nell'applicazione delle Tecniche di Indagini Non Distruttive nel settore dei Beni Culturali nelle attività di diagnostica propedeutica alla progettazione degli interventi di restauro conservativo, nonché al monitoraggio post intervento.

Per approfondire:
-la playlist video dedicata alla sismica sul canale Youtube di ENEA.
-L'articolo completo sulla sperimentazione, sul sito di ENEA

Ringraziamo Gerardo De Canio per la disponibilità a rispondere alle nostre domande augurandogli buon lavoro!

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.enea.it 
Selezionate per te da InSic
Hai trovato questo contenuto interessante? Rimani sempre aggiornato!

Iscriviti alla newsletter  Scarica l'app di InSic
Leggi su Google Edicola  Iscriviti al feed RSS

 
 
 
Tutta la normativa e la giurisprudenza sulla Banca Dati Sicuromnia: