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Situazione energetica nazionale: i dati della Relazione 2018
15 luglio 2019
fonte: 
area: Edilizia
Situazione energetica nazionale: i dati della Relazione 2018 Sul Sito del MISE viene commentata la "Relazione sulla situazione energetica nazionale" , che illustra in maniera sintetica l'andamento del settore energetico, aggiornato al 2018.
Segnala anche il MISE, un aumento della domanda di energia (+1,6% rispetto al 2017). Cresce il ruolo delle FER. Il risparmio di energia si attesta a 11,8 milioni di tonnellate ma non cresce l'efficienza energetica.
Il documento va letto in parallelo con la bozza di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), presentata a dicembre 2018 che prevede una riduzione dei consumi di energia finale a circa 9,3 Mtep/anno rispetto allo scenario di riferimento al 2030, da conseguire prevalentemente nei settori non ETS. Gli interventi di efficientamento si concentreranno nel settore civile, con una riduzione dei consumi di energia di circa 5,7 Mtep, oltre che nel settore dei trasporti con 2,6 Mtep.

Contenuto della Relazione
La relazione presenta nove capitoli dove vengono analizzati i principali eventi che nel corso del 2018 hanno caratterizzato il settore energetico: l'evoluzione del mercato internazionale dei principali prodotti (petrolio, gas, carbone e fonti rinnovabili), il quadro nazionale (la domanda e l'offerta di energia in Italia con un dettaglio sulle singole fonti energetiche), gli impieghi finali dei diversi settori, gli usi energetici delle famiglie e le spese sostenute, i prezzi dell'energia per le famiglie e le imprese e dei principali prodotti, le misure per migliorare l'efficienza energetica, il valore aggiunto del settore energetico, le imposte sugli usi dell'energia e la spesa per ricerca e sviluppo del settore
La seconda parte è dedicata alle monografie che quest'anno sono 4: "Il potenziale di risparmio energetico nel settore industria ", "La spesa energetica delle famiglie tipo e le risorse per la sostenibilità", "La filiera dell'energia: il valore aggiunto e le sue principali caratteristiche strutturali" e "Uso di combustibili e inquinamento atmosferico in ambito urbano".
La terza parte contiene 3 appendici: l'appendice A), di tipo statistico, dedicata ai principali fenomeni inerenti l'energia in Italia; l' appendice B) che riporta in un "box" il confronto tra produzione statistica ordinaria e il monitoraggio degli obiettivi sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica; l'appendice C) che descrive la nuova tempistica di aggiornamento del campione di rilevazione dei consumi di petrolio del MiSE

I dati del sistema energetico nazionale
Spiega il Ministero che il sistema energetico italiano registra un aumento della domanda di energia (+1,6% rispetto al 2017), pur rimanendo ancora inferiore ai valori precrisi e nonostante le variazioni metodologiche intervenute nella rilevazione dei consumi petroliferi, al netto delle quali si registrerebbe una sostanziale stabilità.
La domanda di energia primaria è cresciuta più del PIL, ed è stata soddisfatta da gas naturale e petrolio (complessivamente quasi il 70% del totale), dalle fonti rinnovabili (oltre un quinto del totale) e, in modo residuale, dall'energia elettrica importata e dai combustibili solidi.

Energie rinnovabili
Le rinnovabili soddisfano per oltre un quinto la domanda di energia e si confermano come risorsa strategica - anche in termini economici ed occupazionali - per lo sviluppo sostenibile del Paese. Aumenta la domanda per gli usi civili, che rimangono il primo settore di consumo finale, seguito dai trasporti. Rimane debole la domanda dell'industria.
Le FER in tutti i settori di impiego (elettrico, termico e trasporti) si confermano come una risorsa strategica. Nel 2018 le FER hanno comunque soddisfatto oltre il 18% dei consumi finali lordi di energia, ben oltre l'obiettivo previsto dal target europeo al 2020. Con riferimento al solo settore elettrico, l'incidenza delle FER - calcolate applicando i criteri di calcolo della direttiva 2009/28/CE - sul consumo interno lordo di energia elettrica al netto dei pompaggi è stimata pari al 34,5%, oltre 3 punti percentuali in più rispetto al 2017 e il secondo valore più elevato degli ultimi sei anni dopo il 2014 (quando la quota di FER era stata pari al 37,5%). In particolare, il risultato è connesso al recupero della generazione idroelettrica, per effetto delle migliori condizioni di piovosità, mentre si contrae quella delle altre FER. Si stima che nel 2018 alle attività legate alla realizzazione e gestione di nuovi impianti alimentati da FER siano corrisposte circa 58.000 unità di lavoro permanenti e poco meno di 38.000 temporanee.

Risparmio energetico
Si sottolineano poi i risparmi di energia stimati, nel periodo 2014-2018: circa 11,8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio grazie alla promozione della efficienza energetica attraverso detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, nuovo Conto Termico e Titoli di efficienza energetica. Ma l'efficienza energetica resta stabile e non cresce: sebbene l'intensità energetica del PIL è in lieve aumento, intorno alle 106,7 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) per milione di euro - , pur rimanendo tra i valori più bassi dei paesi dell'area OCSE.
Per questo, si sottolinea di aumentare le azioni per migliorare l'efficienza energetica, in particolare nei settori civile e dei trasporti, dove la domanda di energia continua a crescere e dove sarà ancora più importante, in vista dei target non -ETS 2030, invertire la tendenza.

Aziende del comparto energia
Le imprese appartenenti al settore energetico nel 2018 hanno generato un valore aggiunto pari all'1,7% del PIL, in rallentamento, dopo la crescita registrata nel 2017. La contrazione è stata più marcata nel settore petrolchimico rispetto a quello della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.mise.gov.it 
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