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Qual è lo stato dell'ambiente in Europa? Risponde il rapporto quinquennale di AEA
4 dicembre 2019
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area: Tutela ambientale
Qual è lo stato dell'ambiente in Europa? Risponde il rapporto quinquennale di AEA Sfide ambientali di portata e urgenza senza precedenti attendono l'Europa nel 2020. Nonostante le politiche climatiche e ambientali dell'UE abbiano portato vantaggi sostanziali negli ultimi decenni, il nostro continente deve affrontare questioni di grande portata: perdita della biodiversità, uso delle risorse, impatto del cambiamento climatico e rischi ambientali per la salute e il benessere. Tendenze globali, come i mutamenti demografici, intensificano molte sfide ambientali, mentre i rapidi cambiamenti tecnologici portano nuovi rischi e incertezze.
È questo il quadro generale delineato dal rapporto "State and Outlook of the Environment Report - SOER 2020" dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) diffuso anche in un documento di sintesi. La relazione quinquennale viene presentata oggi a Bruxelles presso il Consiglio dell'Unione Europea, proprio in coincidenza con lo svolgimento della COP 25 e coincidentemente con il discorso di Ursula Von Der Leyen sui prossimi obiettivi verdi dell'Unione..

I dati del Rapporto
Le tendenze ambientali in Europa non sono migliorate dall'ultimo rapporto sullo stato dell'ambiente pubblicato dall'AEA nel 2015. La valutazione illustra che, sebbene la maggior parte degli obiettivi per il 2020, soprattutto quelli sulla biodiversità, non sarà raggiunta, vi è ancora la possibilità di centrare quelli a più lungo termine e quelli fissati per il 2030 e il 2050.
Le tendenze recenti sottolineano, però, un rallentamento di questi in alcune aree importanti quali la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, le emissioni industriali, la produzione di rifiuti, il miglioramento dell'efficienza energetica e la percentuale di energia rinnovabile. In prospettiva il ritmo dei progressi attuali non sarà sufficiente a conseguire gli obiettivi energetici e climatici per il 2030 e il 2050.
Gli effetti dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento atmosferico e acustico sull'ambiente e la salute umana sono ancora fonte di preoccupazione. L'esposizione al particolato, responsabile di circa 400 000 decessi prematuri in Europa ogni anno, colpisce i paesi dell'Europa centrale e orientale in modo sproporzionato. Vi è inoltre una crescente preoccupazione per le sostanze chimiche pericolose e i rischi che ne derivano. Guardando al futuro, con una migliore integrazione delle politiche sull'ambiente e la salute, le prospettive per la riduzione dei rischi ambientali per la salute potrebbero essere più ottimistiche.

Stato dell'ambiente in Europa: quali orientamenti politici seguire?
Dalla relazione emerge che, riducendo le emissioni di gas a effetto serra, l'Europa ha già compiuto notevoli progressi nel corso degli ultimi vent'anni in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici. Segnali di miglioramento sono evidenti anche in altri settori, quali quello dell'inquinamento atmosferico e idrico, e con l'adozione di nuove politiche per affrontare il problema dei rifiuti di plastica, per l'adattamento ai cambiamenti climatici nonché per l'economia circolare e la bioeconomia. Da considerare infine anche l'iniziativa per la finanza sostenibile dell'UE, la prima di questo tipo sul ruolo del settore finanziario nell'indirizzare la necessaria transizione verso un futuro sostenibile.
Per migliorare, l'Europa deve affrontare alcune sfide in modo diverso e deve ripensare i propri investimenti., spiega l'Agenzia europea per l'ambiente.
In un passaggio l'AEA indica come sia importante che modificare l'approccio ai problemi "ad esempio, ripensare il modo in cui ricorre alle innovazioni e alle tecnologie esistenti; come potrebbero essere migliorati i processi di produzione; come si potrebbero promuovere la ricerca e lo sviluppo in un contesto di sostenibilità e come si potrebbe stimolare la trasformazione dei modelli di consumo e dei modi di vivere".
Infine, per portare a termine tale trasformazione occorrerà investire in un futuro sostenibile e porre fine all'uso di fondi pubblici per sovvenzionare quelle attività che danneggiano l'ambiente. Da tali cambiamenti di priorità negli investimenti l'Europa ne può trarre enormi benefici, per le opportunità economiche e sociali che ne potrebbero derivare. Al contempo, sarà essenziale dare ascolto alle preoccupazioni dei cittadini e assicurare un ampio sostegno a questo cambiamento di rotta: una transizione socialmente equa.

Cos'è il SOER
Il SOER presenta una valutazione generale dell'ambiente in Europa, per sostenere la governance e informare i cittadini. Come tutte le relazioni dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, il Rapporto si basa sul lavoro della Rete europea d'informazione e di osservazione in materia ambientale (Eionet). All'interno della EEA l'Italia è rappresentata da ISPRA - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dal Ministero dell'Ambiente. Alessandro Bratti, Direttore generale dell'ISPRA, è anche vicepresidente dell'Agenzia Europea per l'Ambiente.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.eea.europa.eu 
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