APPROFONDIMENTO
Sulla rivista Antincendio n.4/2015 si parla di...
fonte: 
Rivista Antincendio
area: 
Prevenzione incendi
Sulla rivista Antincendio n.4/2015 si parla di... È uscito il numero di aprile della rivista Antincendio che dedica ben tre approfondimenti sul delicato problema tecnico della gestione di fumi e calore e degli impianti deputati a tale gestione. Fra gli altri temi, l'esodo in emergenza dei disabili, lo sfollamento degli edifici e le verifiche sulla risposta a caldo del calcestruzzo armato. Inoltre, torna la Tavola Rotonda dell'Antincendio che fa luce sui nuovi scenari della Prevenzione Incendi alla luce del nuovo Codice dell'antincendio.
Fra le rubriche spazio alle Associazioni di Settore (MAIA), agli immancabili eventi di settore e alle Aziende più rappresentative del mercato dell'antincendio (che verranno proposte su queste pagine prossimamente).

Il Sommario completo del numero di aprile di Antincendio è disponibile in allegato alla notizia.
In allegato anche il modulo da inviare via fax (06 33111043) per abbonarsi alla rivista Antincendio.

Ecco un abstract degli articoli di aprile 2015.

La corretta progettazione dei sistemi di gestione fumi e calore
Piergiacomo Cancelliere
I prodotti della combustione rappresentano uno dei maggiori problemi in termini di sicurezza degli edifici e delle attività in caso di incendio. Il fumo può essere causa di incapacitazione o morte degli occupanti e rappresenta un elemento di deterioramento dei beni, sia nelle aree prossime alla zona interessata dall'incendio che in quelle lontane. Lo scopo di questo articolo, dopo aver richiamato i principi ed i metodi utilizzati per il controllo dei fumi in caso di incendio, è quello di illustrare le misure che il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco ha emanato nelle regole tecniche di prevenzione incendi per l'efficace trattamento dei fumi. L'articolo, infine, si propone di illustrare i principi e le impostazioni di base del capitolo relativo alla gestione dei fumi e del calore recentemente inserito nel Nuovo Codice di Prevenzione Incendi.

Controllo fumo e calore: un sistema di protezione poliedrico
Roberto Barro, Valmore Venturini

I sistemi per il controllo del fumo e del calore individuano già nel nome la loro molteplice funzione. Infatti, in funzione dei campi di applicazione e delle specifiche esigenze, possono servire a controllare principalmente il fumo, ad esempio in un ospedale, oppure il calore per la protezione delle strutture, o entrambe le conseguenze di un incendio in un centro commerciale. Le protezioni possono essere attive o passive ed una loro opportuna combinazione ne massimizza gli effetti. Inoltre le loro modalità di funzionamento, possono variare a seconda che la protezione sia dedicata principalmente alle persone o ai beni; anche le interazioni con gli sprinkler possono incidere sui tempi di attivazione e sui risultati ottenibili. Su tali aspetti nell'articolo si svolgono alcune considerazioni con riferimento a dei casi pratici.

Come progettare un impianto di rivelazione fumi: difetti e soluzioni
Andrea Lenzi
Per quale motivo oggi non esiste un impianto di rilevazione fumi perfetto? Oltre alla documentazione sempre insufficiente a soddisfare le richieste sia della norma di riferimento Uni 9795, che della Uni 11224, vi è una diffusa "sconnessione" tra le risposte dell'impianto e le effettive esigenze del piano di emergenza.
Il progettista non sempre riesce a focalizzare il suo ruolo che va oltre il semplice dimensionamento e non vi è ancora una fase di revisione scrupolosa durante lo sviluppo del progetto e l'esecuzione del collaudo da parte di coloro che poi dovranno utilizzare l'impianto. Le norme Uni sono molto precise ma raffrontate con linee guida di organismi assicurativi ci accorgiamo che non evidenziano in modo chiaro alcuni passi fondamentali per la buona riuscita del sistema di allarme.
L'articolo vuole evidenziare tali aspetti che potrebbero aiutare il progettista a prendere sempre più consapevolezza della importanza del suo ruolo anche nella fase di esercizio dell'impianto di allarme.

L'esodo in emergenza e le persone con disabilità
Luca Manselli, Angelo Porcu, Antonello Serra
L'articolo introduce i primi passi di un progetto eseguito in collaborazione tra il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e l'Università di Sassari per studiare le problematiche che sorgono quando è necessario affrontare le emergenze in edifici in cui si trovano persone con disabilità. L'impulso per lo studio è scaturito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità , ispirata dai diritti delle persone con disabilità.
Il progetto ha il fine di individuare azioni e interventi per promuovere i diritti delle persone con disabilità e garantire a tutti i cittadini, la stessa opportunità anche nell'ambito del soccorso.
I primi passi dello studio si sono concentrati, mediante uno studio osservazionale, sull'evacuazione di persone con disabilità in una struttura residenziale assistita.

Sfollamento dell'edificio: modellazione dell'incendio per la verifica dei requisiti
Andrea Casu
L'articolo riporta una relazione tecnica prodotta a seguito di un progetto di ristrutturazione aziendale con modifica dei layout interni del capannone industriale, finalizzato ad assolvere meglio gli adeguamenti normativi necessari al fine dell'ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.
La ditta nello stabilimento preso a riferimento, esercita l'attività di produzione di materiali termoplastici e di stoccaggio di prodotti finiti in materie plastiche pertanto individuata al punto Attività 70.2.C: locali e depositi adibiti a depositi di superficie lorda superiore a 1.000 mq e con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5.000 kg.
Inoltre, l'attività rientra anche al punto Attività 44.3.C: stabilimenti e impianti ove si producono, lavorano e/o detengono materie plastiche, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg.

Calcestruzzo armato: un metodo semplificato per la verifica a caldo
Bortolo Balduzzi
Per valutare la risposta a caldo di sezioni in C.A. non serve necessariamente l'utilizzo di software, ma basta ricondursi ai principi fondamentali su cui si basa la verifica stabiliti dalla parte 1-2 di EC2.
Anche perché l'uso disinvolto di software di calcolo senza la approfondita conoscenza dei complessi fenomeni che governano la risposta strutturale in caso di esposizione a fuoco è fonte di errori significativi.
L'articolo intende illustrare, a partire da alcune valutazioni sul metodo tabellare, una semplice procedura di calcolo basata su conoscenze che devono appartenere al patrimonio culturale del professionista antincendio e del calcolatore a caldo.

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oppure scrivi a antincendio@epcperiodici.it  
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