Rischio stress termico da calore sul lavoro: prevenzione e novità 2026 su CIG e tutela dei lavoratori

Rischio stress termico da calore sul lavoro: prevenzione e novità 2026 su CIG e tutela dei lavoratori

Con l’arrivo della bella stagione e delle temperature più elevate, lo stress termico diventa un rischio concreto per i lavoratori, in particolare in settori come l’edilizia, l’agricoltura e la logistica. La permanenza prolungata in ambienti con temperature sopra i 35° può provocare conseguenze anche gravi e si traduce in un incremento sia dei rischi per la salute sia del numero di infortuni sul lavoro.

Oltre agli obblighi di prevenzione previsti dal D.Lgs. 81/08, nel 2026 sono intervenute numerose novità normative e operative, dai controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro alle misure straordinarie sulla Cassa Integrazione per le ondate di calore. Facciamo il punto sui rischi, sulle misure di prevenzione e sugli ultimi aggiornamenti.

Aggiornamenti 2026: rischio caldo, controlli e Cassa Integrazione

Nel corso del 2026 sono stati pubblicati numerosi provvedimenti e documenti operativi per rafforzare la prevenzione del rischio da stress termico e la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature. Di seguito i principali aggiornamenti, in ordine cronologico.

  • Messaggio INPS n. 2418 del 20 luglio 2026: L’Istituto fornisce le istruzioni operative per accedere alle misure straordinarie di sostegno al reddito previste in caso di eccezionali situazioni climatiche, comprese le ondate di calore anomale. Le disposizioni si applicano dal 1° luglio al 31 dicembre 2026.
  • Nota INL n. 5484/2026: L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato una nota con le indicazioni operative rivolte al personale ispettivo per i controlli sul rischio da stress termico.
  • Decreto Infrastrutture – CIG per temperature estreme: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 107 del 26 giugno 2026, che introduce importanti novità e tutele per i lavoratori esposti a situazioni climatiche estreme (art. 6). Il provvedimento interviene specificamente sulla gestione della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in caso di ondate di calore eccezionali, offrendo uno strumento per sospendere le attività nei cantieri e nei settori più esposti, come quello agricolo.
  • Piano caldo Ministero della Salute: è attivo il Piano di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute 2026. Per comunicare i possibili impatti delle ondate di calore il Ministero elabora bollettini giornalieri per 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore. La pubblicazione dei bollettini sul Portale del Ministero Salute è attiva dal 25 maggio al 20 settembre. 

Cassa Integrazione per ondate di calore: le istruzioni INPS

Con il messaggio n. 2418 del 20 luglio 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni per accedere alle misure straordinarie di sostegno al reddito previste in caso di eccezionali situazioni climatiche. Le disposizioni – che si applicano dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 – rafforzano le tutele introdotte dal Decreto Infrastrutture per i lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature.

Per i datori di lavoro dei settori edile, lapideo e delle escavazioni resta possibile richiedere la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per sospensioni o riduzioni dell’attività dovute a eventi climatici non evitabili. I relativi periodi non concorrono al limite massimo di 52 settimane previsto nel biennio mobile.

Per il settore agricolo, invece, il messaggio disciplina le modalità di accesso alla CISOA per intemperie stagionali fino al 31 dicembre 2026, estendendo alcune tutele anche agli operai agricoli a tempo determinato e introducendo nuove causali dedicate per la presentazione delle domande. L’invio delle richieste con le nuove causali è possibile dal 24 luglio 2026, mentre per gli eventi verificatisi tra il 1° e il 23 luglio le domande possono essere presentate entro il 22 agosto 2026.

  • Per un quadro completo delle misure adottate a livello territoriale, consulta anche l’articolo dedicato alle Ordinanze regionali 2026 sul rischio caldo.

Effetti delle ondate di calore su salute e la sicurezza sul lavoro

Alla luce degli scenari di cambiamento climatico la protezione dei lavoratori dai rischi di infortunio connessi alle alte temperature è ormai considerata una priorità. Aumentano infatti i rischi di incidenti, infortuni e malattie legate all’esposizione a temperature estreme.

I lavoratori più esposti

I lavoratori che operano nel settore agricolo e in quello delle costruzioni sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo, ma meritano massima attenzione in situazioni climatiche estreme anche comparti come:

  • silvicoltura e pesca,
  • settore minerario o estrattivo,
  • trasporti e logistica,
  • manutenzione e forniture di servizi.

I lavoratori che svolgono la loro attività all’aperto sono in generale esposti a tutti i fenomeni atmosferici (esposizione a raggi UV, alte concentrazioni di ozono, particolato fine, ecc.) e devono poter modificare i loro orari di lavoro per evitare i periodi in cui le temperature sono più elevate.

L’aumento delle temperature può provocare inoltre l’aumento dei livelli di stress nei lavoratori, in particolare, ad esempio, in quelli coinvolti nei servizi di emergenza. È necessario dunque sviluppare protocolli di sicurezza più rigorosi per la tutela dei lavoratori, garantendo adeguata formazione, accesso a dispositivi di protezione e misure di prevenzione mirate.

Cosa si rischia con il caldo?

Grazie al sistema di termoregolazione, il corpo umano è in grado di mantenere un proprio equilibrio termico rispetto alle possibili variazioni dell’ambiente circostante. Nel caso degli ambienti severi caldi, il sistema di termoregolazione opera per ridurre l’accumulo di calore all’interno dell’organismo, attraverso la vasodilatazione e la sudorazione. Se però la situazione di stress termico estremo si prolunga può generare patologie anche gravi.

Cos’è lo stress termico?

Il fenomeno, noto come “stress termico”, si verifica quando il corpo non riesce a raffreddarsi adeguatamente, portando a una serie di problemi di salute che vanno dal semplice disagio a condizioni gravi come il colpo di calore. Il rischio effettivo per la salute dipende da diverse variabili, tra cui, in particolare:

  • livello e durata di esposizione,
  • capacità di adattamento,
  • sensibilità individuale,
  • livello di attività svolta.

Anche la salute mentale del lavoratore può essere influenzata dall’esposizione a temperature estreme. Non è infatti raro che in caso di particolari ondate di calore possano manifestarsi anche disturbi dell’umore e aumento dell’aggressività.

Effetti dello stress termico da calore sulla salute

I principali effetti dello stress termico da calore sulla salute possono manifestarsi in una serie di patologie differenti. Il rischio maggiore è rappresentato dal colpo di calore.

  • Il colpo di calore si presenta quando l’organismo non è più in grado di controllare la sua temperatura, che può salire oltre 40°C. Si manifesta improvvisamente con malessere generale, pelle calda e/o secca, cefalea, vertigini, perdita parziale o totale di coscienza.

Altre patologie correlate ad una prolungata esposizione al caldo possono essere:

  • crampi da calore, dovuti a una sudorazione abbondante e prolungata che porta a una perdita di sali minerali, possono evolvere verso l’esaurimento da calore, di cui sono un sintomo;
  • esaurimento da calore, è dovuto a insufficienza o collasso circolatorio che può tradursi anche in una breve perdita di coscienza. Se non trattato, può evolvere verso il colpo di calore.

Valutare il rischio caldo (D.Lgs. 81/08)

Per procedere alla valutazione del rischio dovuto ad un’esposizione prolungata a temperature elevate è opportuno eseguire una valutazione del microclima, considerato come uno degli agenti fisici all’interno del titolo VIII del D.Lgs. 81/08.

Il microclima è definito come l’insieme di parametri (ambientali e soggettivi) che caratterizzano l’ambiente in cui l’individuo lavora, ed è richiamato esplicitamente come uno degli agenti fisici dal D.Lgs. 81/08. All’atto pratico, è dunque necessario:

  • analizzare l’attività lavorativa e le modalità di esecuzione, nonché la durata dell’esposizione.
  • adottare le misure di prevenzione e protezione per contenere gli effetti dell’esposizione e tutelare i lavoratori e la loro salute.
  • all’esito della valutazione dei rischi attivare la sorveglianza sanitaria.

Come prevenire lo stress termico da calore sul lavoro

La prevenzione del rischio da stress termico richiede un approccio integrato che combini misure organizzative, tecniche e formative. I datori di lavoro devono pianificare l’attività tenendo conto delle condizioni climatiche, garantire un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori, mettere a disposizione dispositivi e aree di ristoro idonee e adottare tutte le misure necessarie per ridurre l’esposizione alle alte temperature.

In questa direzione si inseriscono anche le più recenti indicazioni dell’EU-OSHA, che richiama l’attenzione sull’aumento delle ondate di calore dovute ai cambiamenti climatici e sulla necessità di integrare il rischio caldo nella valutazione dei rischi e nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

EU-OSHA: le tecnologie intelligenti a supporto della prevenzione

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro evidenzia, inoltre, come le nuove tecnologie possano contribuire a prevenire lo stress termico nei luoghi di lavoro. Tra le soluzioni più promettenti figurano dispositivi digitali indossabili per il monitoraggio dei parametri fisiologici, sensori ambientali, indumenti refrigeranti e applicazioni mobili in grado di supportare la gestione del rischio caldo.

Pur non sostituendo le misure di prevenzione previste dal D.Lgs. 81/08, questi strumenti possono rappresentare un valido supporto per monitorare le condizioni di lavoro, individuare tempestivamente situazioni di rischio e proteggere i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature.

Rischio stress termico da calore “in breve”

  1. Cosa si intende per “temperature elevate” sul lavoro?

    Si considerano elevate le temperature superiori a 35°C.

  2. Cosa si intende per “microclima severo” o “ambiente termico severo”?

    Un ambiente severo è caratterizzato da esigenze, di contesto o produttive, che vincolano i parametri microclimatici, sia di tipo ambientale (temperatura, umidità, etc.) che soggettivo (metabolismo, isolamento termico dell’abbigliamento), per cui si determina uno squilibrio termico tale da rappresentare un rischio per le condizioni di salute del lavoratore.

  3. Cosa fare quando fa caldo a lavoro?

    Come ricordato dal Ministero della Salute, la misura più semplice per proteggersi dal caldo è la schermatura delle finestre con tende che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. L’impiego dell’aria condizionata è utile, ma vanno evitate le temperature troppo basse (non più di 5°C rispetto all’esterno). È importante garantire la pulizia periodica dei filtri.
    Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è inoltre una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo.

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