28.07.26 - Redazione InSic
Con l’arrivo della bella stagione e delle temperature più elevate, lo stress termico diventa un rischio concreto per i lavoratori, in particolare in settori come l’edilizia, l’agricoltura e la logistica. La permanenza prolungata in ambienti con temperature sopra i 35° può provocare conseguenze anche gravi e si traduce in un incremento sia dei rischi per la salute sia del numero di infortuni sul lavoro.
Oltre agli obblighi di prevenzione previsti dal D.Lgs. 81/08, nel 2026 sono intervenute numerose novità normative e operative, dai controlli dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro alle misure straordinarie sulla Cassa Integrazione per le ondate di calore. Facciamo il punto sui rischi, sulle misure di prevenzione e sugli ultimi aggiornamenti.
Nell'articolo
Nel corso del 2026 sono stati pubblicati numerosi provvedimenti e documenti operativi per rafforzare la prevenzione del rischio da stress termico e la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature. Di seguito i principali aggiornamenti, in ordine cronologico.
Con il messaggio n. 2418 del 20 luglio 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni per accedere alle misure straordinarie di sostegno al reddito previste in caso di eccezionali situazioni climatiche. Le disposizioni – che si applicano dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 – rafforzano le tutele introdotte dal Decreto Infrastrutture per i lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature.
Per i datori di lavoro dei settori edile, lapideo e delle escavazioni resta possibile richiedere la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per sospensioni o riduzioni dell’attività dovute a eventi climatici non evitabili. I relativi periodi non concorrono al limite massimo di 52 settimane previsto nel biennio mobile.
Per il settore agricolo, invece, il messaggio disciplina le modalità di accesso alla CISOA per intemperie stagionali fino al 31 dicembre 2026, estendendo alcune tutele anche agli operai agricoli a tempo determinato e introducendo nuove causali dedicate per la presentazione delle domande. L’invio delle richieste con le nuove causali è possibile dal 24 luglio 2026, mentre per gli eventi verificatisi tra il 1° e il 23 luglio le domande possono essere presentate entro il 22 agosto 2026.
Alla luce degli scenari di cambiamento climatico la protezione dei lavoratori dai rischi di infortunio connessi alle alte temperature è ormai considerata una priorità. Aumentano infatti i rischi di incidenti, infortuni e malattie legate all’esposizione a temperature estreme.
I lavoratori che operano nel settore agricolo e in quello delle costruzioni sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo, ma meritano massima attenzione in situazioni climatiche estreme anche comparti come:
I lavoratori che svolgono la loro attività all’aperto sono in generale esposti a tutti i fenomeni atmosferici (esposizione a raggi UV, alte concentrazioni di ozono, particolato fine, ecc.) e devono poter modificare i loro orari di lavoro per evitare i periodi in cui le temperature sono più elevate.
L’aumento delle temperature può provocare inoltre l’aumento dei livelli di stress nei lavoratori, in particolare, ad esempio, in quelli coinvolti nei servizi di emergenza. È necessario dunque sviluppare protocolli di sicurezza più rigorosi per la tutela dei lavoratori, garantendo adeguata formazione, accesso a dispositivi di protezione e misure di prevenzione mirate.
Grazie al sistema di termoregolazione, il corpo umano è in grado di mantenere un proprio equilibrio termico rispetto alle possibili variazioni dell’ambiente circostante. Nel caso degli ambienti severi caldi, il sistema di termoregolazione opera per ridurre l’accumulo di calore all’interno dell’organismo, attraverso la vasodilatazione e la sudorazione. Se però la situazione di stress termico estremo si prolunga può generare patologie anche gravi.
Il fenomeno, noto come “stress termico”, si verifica quando il corpo non riesce a raffreddarsi adeguatamente, portando a una serie di problemi di salute che vanno dal semplice disagio a condizioni gravi come il colpo di calore. Il rischio effettivo per la salute dipende da diverse variabili, tra cui, in particolare:
Anche la salute mentale del lavoratore può essere influenzata dall’esposizione a temperature estreme. Non è infatti raro che in caso di particolari ondate di calore possano manifestarsi anche disturbi dell’umore e aumento dell’aggressività.
I principali effetti dello stress termico da calore sulla salute possono manifestarsi in una serie di patologie differenti. Il rischio maggiore è rappresentato dal colpo di calore.
Altre patologie correlate ad una prolungata esposizione al caldo possono essere:
Per procedere alla valutazione del rischio dovuto ad un’esposizione prolungata a temperature elevate è opportuno eseguire una valutazione del microclima, considerato come uno degli agenti fisici all’interno del titolo VIII del D.Lgs. 81/08.
Il microclima è definito come l’insieme di parametri (ambientali e soggettivi) che caratterizzano l’ambiente in cui l’individuo lavora, ed è richiamato esplicitamente come uno degli agenti fisici dal D.Lgs. 81/08. All’atto pratico, è dunque necessario:
La prevenzione del rischio da stress termico richiede un approccio integrato che combini misure organizzative, tecniche e formative. I datori di lavoro devono pianificare l’attività tenendo conto delle condizioni climatiche, garantire un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori, mettere a disposizione dispositivi e aree di ristoro idonee e adottare tutte le misure necessarie per ridurre l’esposizione alle alte temperature.
In questa direzione si inseriscono anche le più recenti indicazioni dell’EU-OSHA, che richiama l’attenzione sull’aumento delle ondate di calore dovute ai cambiamenti climatici e sulla necessità di integrare il rischio caldo nella valutazione dei rischi e nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro evidenzia, inoltre, come le nuove tecnologie possano contribuire a prevenire lo stress termico nei luoghi di lavoro. Tra le soluzioni più promettenti figurano dispositivi digitali indossabili per il monitoraggio dei parametri fisiologici, sensori ambientali, indumenti refrigeranti e applicazioni mobili in grado di supportare la gestione del rischio caldo.
Pur non sostituendo le misure di prevenzione previste dal D.Lgs. 81/08, questi strumenti possono rappresentare un valido supporto per monitorare le condizioni di lavoro, individuare tempestivamente situazioni di rischio e proteggere i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature.
Si considerano elevate le temperature superiori a 35°C.
Un ambiente severo è caratterizzato da esigenze, di contesto o produttive, che vincolano i parametri microclimatici, sia di tipo ambientale (temperatura, umidità, etc.) che soggettivo (metabolismo, isolamento termico dell’abbigliamento), per cui si determina uno squilibrio termico tale da rappresentare un rischio per le condizioni di salute del lavoratore.
Come ricordato dal Ministero della Salute, la misura più semplice per proteggersi dal caldo è la schermatura delle finestre con tende che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. L’impiego dell’aria condizionata è utile, ma vanno evitate le temperature troppo basse (non più di 5°C rispetto all’esterno). È importante garantire la pulizia periodica dei filtri.
Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è inoltre una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo.
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