15.07.26 - Redazione InSic
Le posture statiche prolungate rappresentano un fattore di rischio sempre più rilevante nei luoghi di lavoro, sia per chi svolge attività prevalentemente seduto sia per chi rimane in piedi per lunghi periodi. Per supportare l’attività ispettiva e promuovere una corretta gestione del rischio, lo SLIC (Senior Labour Inspectors Committee) ha elaborato una nuova scheda informativa dedicata alla postura prolungata seduta e in piedi durante il lavoro, resa disponibile dall’INL sul proprio portale istituzionale.
La pubblicazione, elaborata dal gruppo di lavoro EMEX sui rischi emergenti, è accompagnata da un’infografica che ne riassume i principali messaggi.
Nell'articolo
Le posture statiche prolungate sono un tema che sta assumendo un’importanza crescente nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro. L’evoluzione dell’organizzazione del lavoro, la diffusione delle attività al videoterminale e l’aumento delle mansioni caratterizzate da permanenze prolungate nella stessa posizione hanno infatti reso sempre più attuale il tema della sedentarietà lavorativa e delle posture statiche. In questo contesto si inserisce la nuova scheda informativa elaborata dal gruppo di lavoro EMEX (Emerging Risks Working Group) dello SLIC (Senior Labour Inspectors Committee), dedicata alla postura prolungata seduta e in piedi durante il lavoro e resa disponibile sul portale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).
Il documento, rivolto principalmente agli ispettori del lavoro, rappresenta anche un utile riferimento per datori di lavoro, RSPP, consulenti, professionisti della prevenzione e tutte le figure coinvolte nella gestione della salute e sicurezza aziendale.
L’obiettivo è quello di rafforzare le competenze nell’analisi delle valutazioni dei rischi e delle relative misure di prevenzione, con particolare attenzione alla prevenzione delle malattie cardiovascolari associate alle posture statiche prolungate. La scheda, inoltre, esamina il fenomeno, analizza gli effetti sulla salute, formula raccomandazioni sui tempi di permanenza nelle diverse posture e propone indicazioni pratiche per rendere l’attività lavorativa più dinamica.
Uno dei messaggi centrali della scheda informativa SLIC è che le posture statiche prolungate non rappresentano esclusivamente un fattore di rischio ergonomico. Le evidenze richiamate nel documento mostrano, infatti, come la permanenza prolungata in posizione seduta o in piedi possa essere associata anche a effetti che interessano il sistema cardiovascolare e altre condizioni di salute.
L’obiettivo della scheda non è stabilire nuovi obblighi, ma richiamare l’attenzione sull’importanza di considerare questi fattori nell’ambito della valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione.
Richiamando la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la scheda ricorda che il comportamento sedentario è costituito da: qualsiasi comportamento svolto da svegli in posizione seduta, reclinata o distesa, caratterizzato da un dispendio energetico pari o inferiore a 1,5 MET (Metabolic Equivalent of Task).
Tra gli esempi più ricorrenti vengono citati il lavoro d’ufficio svolto alla scrivania e la guida dell’automobile, attività che comportano lunghi periodi in posizione seduta.
La pubblicazione distingue chiaramente tra postura seduta prolungata e postura prolungata in piedi.
La scheda specifica, inoltre, che la postura in piedi costretta riguarda le situazioni nelle quali il lavoratore rimane nello stesso posto senza la possibilità di muoversi o sedersi temporaneamente.
La scheda ricorda che il lavoro sedentario non è disciplinato da una specifica direttiva europea dedicata. Ciò non significa, tuttavia, che il tema sia estraneo alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il documento richiama infatti gli obblighi generali previsti dalla direttiva quadro 89/391/CEE, che impone ai datori di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi e di adottare le misure di prevenzione conseguenti.
Per le aziende italiane, tali indicazioni si inseriscono nel quadro degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08, che pone la valutazione dei rischi al centro del sistema di prevenzione. In quest’ottica, le posture statiche prolungate rappresentano un fattore che il datore di lavoro può prendere in considerazione nell’analisi dei rischi, individuando le misure organizzative, tecniche ed ergonomiche più adeguate in relazione alle specifiche attività svolte.
La pubblicazione dedica ampio spazio ai contesti lavorativi nei quali il rischio può essere più frequente. Per quanto riguarda la postura seduta prolungata vengono richiamati, tra gli altri
Per la postura in piedi prolungata vengono invece citati, a titolo esemplificativo:
Accanto alla scheda è stata inoltre resa disponibile l’infografica “SLIC WG EMEX – Postura prolungata seduta/in piedi al lavoro”, che sintetizza i principali messaggi del documento e può rappresentare un utile supporto informativo per sensibilizzare aziende e lavoratori.
Come ricorda efficacemente la stessa pubblicazione, il principio da tenere presente è semplice quanto significativo: il contrario dello stare seduti non è stare in piedi, ma muoversi. Ed è proprio l’alternanza tra postura seduta, posizione eretta e movimento a rappresentare l’approccio che la scheda individua come riferimento per un’organizzazione del lavoro più attenta alla salute dei lavoratori.
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