Conciliazione vita-lavoro: la certificazione UNI/PdR 192:2026 e gli incentivi per le imprese

Conciliazione vita-lavoro: la certificazione UNI/PdR 192:2026 e gli incentivi per le imprese

La prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026 definisce i requisiti per le organizzazioni che implementano misure volte a favorire la conciliazione tra vita professionale e vita familiare. Progettata per affiancare e integrare le politiche di welfare aziendale e parità di genere (come la UNI/PdR 125), la norma fornisce uno schema pratico per promuovere la tutela della genitorialità, la flessibilità organizzativa e il benessere psicofisico nei luoghi di lavoro.
Con la pubblicazione del Decreto Interministeriale del 15 ottobre 2026 e i primi accreditamenti da parte di Accredia, il quadro si completa ora di importanti leve operative, offrendo alle aziende concrete opportunità di sgravio contributivo e percorsi di certificazione affidati a organismi indipendenti e accreditati.

Perché nasce l’esigenza di conciliazione tra vita familiare e lavoro: contesto e sostenibilità

La UNI/PdR 192:2026 si inserisce nel quadro delle politiche nazionali volte a favorire la partecipazione al mercato del lavoro, il sostegno alla genitorialità e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Secondo il Rapporto CNEL-ISTAT “Il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità” (2025), tra i genitori di età compresa tra 25 e 54 anni con figli minori il tasso di occupazione raggiunge il 91,5% per gli uomini mentre tocca soltanto il 61,6% per le donne, con un divario di quasi trenta punti percentuali. A questo si aggiunge il progressivo calo della natalità rilevato da ISTAT, che nel 2025 ha registrato 355 mila nascite, in diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente (circa 15.000 in meno rispetto al 2024).
In questo contesto, la nuova Prassi UNI intende promuovere modelli organizzativi capaci di sostenere concretamente lavoratori, lavoratrici e caregiver attraverso politiche aziendali strutturate e verificabili.

I requisiti e le 7 aree di intervento della UNI/PdR 192:2026

Come detto, la UNI/PdR 192:2026 definisce un Sistema di gestione che consente alle organizzazioni di pianificare e monitorare azioni concrete finalizzate a favorire la conciliazione tra responsabilità familiari e attività lavorativa.
Per ottenere la certificazione, l’azienda deve strutturare un sistema di gestione in grado di misurare le proprie performance attraverso specifici KPI (Key Performance Indicators) suddivisi in 7 macro-aree:

  • Organizzazione del lavoro e flessibilità: lavoro agile, orari flessibili e gestione dei tempi lavorativi.
  • Maternità e paternità: strumenti di supporto prima, durante e dopo il congedo di maternità/paternità.
  • Attività di cura (caregiver): misure concrete a sostegno dei dipendenti con familiari a carico, anziani o disabili.
  • Salute e benessere: iniziative per la salute psicofisica, la prevenzione dello stress lavoro-correlato e la promozione degli stili di vita sani.
  • Sostegno economico e servizi: convenzioni, welfare aziendale e contributi dedicati alle esigenze familiari.
  • Sviluppo professionale e carriera: garanzie di equità nei percorsi di crescita e formazione continua anche al rientro dai congedi.
  • Governance e comunicazione: adozione di una politica formale per la conciliazione e coinvolgimento dei lavoratori.

Il superamento dell’audit prevede il raggiungimento di un punteggio minimo di maturità differenziato in base alla dimensione aziendale.

Esonero contributivo fino a 50.000 euro: il Decreto Interministeriale del 15 ottobre 2026

Il quadro incentivi legato alla UNI/PdR 192:2026 si è arricchito di un tassello fondamentale. Con il Decreto Interministeriale del 15 ottobre 2026 (emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e con il MEF), sono state definite le modalità attuative dell’esonero contributivo per le aziende certificate. Il provvedimento attua l’art. 6 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62 e prevede:

  • Misura dell’agevolazione: un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1%.
  • Tetto massimo: fino a un massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa certificata.
  • Periodo di spettanza: l’esonero è riconosciuto a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge 25 giugno 2026, n.112, di conversione del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 e per tutto il periodo di validità delle certificazioni di cui all’articolo 2 e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2028.
  • Modalità di accesso: l’istanza andrà presentata in via telematica all’INPS secondo i termini e le modalità indicate dall’Istituto con apposite istruzioni.

Accredia: al via i primi accreditamenti per la certificazione UNI/PdR 192

Per consentire alle imprese di ottenere una certificazione valida ai fini legislativi e cogliere gli sgravi contributivi previsti dal Decreto, l’Ente Unico di Accreditamento ha completato l’iter operativo.
In conformità alla Circolare tecnica DC n. 29/2026, Accredia ha annunciato il rilascio dei primi accreditamenti agli organismi di certificazione abilitati a verificare la conformità aziendale alla prassi UNI/PdR 192:2026. Questo garantisce alle aziende l’accesso a verifiche di terzietà imparziali, riconosciute e uniformi su tutto il territorio nazionale.

UNI/PdR 192 e UNI/PdR 125: due sistemi di gestione complementari

La certificazione accreditata per la nuova Prassi riprende l’impostazione già adottata dalla UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere. Entrambi gli schemi richiedono infatti alle organizzazioni certificate di:

  • definire politiche aziendali formalizzate;
  • fissare obiettivi misurabili;
  • pianificare azioni concrete;
  • monitorare specifici indicatori (KPI);
  • effettuare riesami periodici del sistema;
  • perseguire il miglioramento continuo.

La possibilità di svolgere audit integrati su entrambi i Sistemi consente inoltre alle organizzazioni già certificate UNI/PdR 125 di ridurre duplicazioni nelle attività di verifica.

Quali vantaggi offre la certificazione UNI/PdR 192 alle organizzazioni

Secondo Accredia, la certificazione accreditata contribuisce a garantire valutazioni uniformi, affidabili e fondate su evidenze oggettive. Per le organizzazioni, l’adozione del sistema di gestione può rappresentare uno strumento per:

  • valorizzare le politiche di welfare aziendale;
  • migliorare il benessere organizzativo;
  • sostenere la permanenza delle persone nel mercato del lavoro;
  • rafforzare la reputazione aziendale;
  • integrare le politiche ESG e di responsabilità sociale;
  • dimostrare, attraverso verifiche indipendenti, l’efficacia delle misure adottate.

Per approfondire: Leggi la nostra guida completa sul D.L. 62/2026 e le novità sugli incentivi alle imprese per il welfare familiare.

Strumenti e risorse per l’approfondimento

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