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16.12.24 - Antonio Mazzuca
L’uso di sistemi digitali intelligenti sul luogo di lavoro può aumentare la sicurezza e la salute sul lavoro EU-OSHA ha pubblicato un interessante, ma presentano anche rischi e sfide che gli sviluppatori di sistemi e i loro utenti – datori di lavoro e lavoratori – devono ancora considerare, fra le quali trova spazio anche la tutela dei dati raccolti da questi Sistemi.
Per questa ragione Eu-OSHA ha pubblicato una ricerca su nove casi di studio che hanno sviluppato o implementato sistemi digitali intelligenti, indicando come possono prevenire o evitare danni, in modo proattivo e/o reattivo.
La ricerca fa parte della vasta raccolta scientifica di Eu-OSHA sui sistemi digitali intelligenti di cui l’Agenzia ha condotto anche una panoramica della ricerca e delle pratiche.
Nell'articolo
La maggior parte dei casi di studio sono europei (Francia, Germania, Irlanda, Spagna e Regno Unito) e alcuni al di fuori dell’Europa (Australia, Regno Unito, Stati Uniti).
Le tecnologie/gli utilizzi sono dispositivi indossabili progettati per una migliore ergonomia: ecco i casi di studio presentati dall’Agenzia:
La gamma di rischi coperti dai casi di studio comprende:

Eu-OSHA nel rapporto identifica le Opportunità per la sicurezza dei lavoratori, che derivano da queste nuove tecnologie:

A proposito invece dei rischi, Eu-OSHA, dall’analisi dei 9 casi di studio evidenzia specifici rischi da considerare:

L’analisi dei casi di studio condotti mostra che la chiave per superare queste sfide è il modo in cui i sistemi vengono integrati nei quadri di salute e sicurezza sul lavoro esistenti in azienda.
Integrarli significa trasformare il posto di lavoro in un ambiente ricco di dati e, di conseguenza, le considerazioni principali in termini di rischi riguardano, secondo EU-OSHA, la privacy dei dati dei lavoratori e il potenziale uso improprio di tali dati.
I casi di studio mostrano che, spesso, i sistemi digitali intelligenti, pur contribuendo ad aumentare la sicurezza dei lavoratori e il loro benessere più ampio, sono visti (e venduti) come strumenti di cui il datore di lavoro è l’utente principale. I lavoratori possono essere autorizzati a contribuire in alcune fasi, ad esempio, alla progettazione o all’implementazione dei sistemi in un posto di lavoro, e formati per utilizzare i sistemi, ma la decisione di introdurre un nuovo sistema spetta all’azienda/datore di lavoro.

Eu-OSHA allora sottolinea che l’implementazione di tali sistemi dovrebbe quindi essere accompagnata da procedure per il coinvolgimento dei lavoratori oltre la fase di introduzione; e più invasiva è la raccolta dati e le possibili implicazioni dell’uso del sistema per le operazioni aziendali, maggiore dovrebbe essere il coinvolgimento dei lavoratori.
Le misure e le procedure specifiche dipenderanno sempre dalla logica alla base dell’introduzione del sistema, ma devono anche affrontare quali dati vengono raccolti e come vengono archiviati ed elaborati.
I casi esaminati evidenziano due approcci a queste problematiche:
Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro è necessario considerare la privacy dei dati quando si introducono sistemi digitali intelligenti sul posto di lavoro e sviluppare potenzialmente linee guida o regolamenti che salvaguardino i diritti dei lavoratori. I sistemi digitali intelligenti dovrebbero incorporare funzionalità che diano ai lavoratori il potere di vedere le azioni specifiche dei datori di lavoro sui loro dati e di controllare l’elaborazione dei dati (inclusa l’interruzione) quando l’elaborazione non ha una base legittima o eccede lo scopo dichiarato. Dato lo squilibrio di potere insito nel rapporto lavoratore-datore di lavoro, anche la normativa di diritto del lavoro proteggere i lavoratori che affermano i propri diritti in questo modo. Oltre alla legislazione, c’è anche un ruolo chiaro da svolgere per le ispezioni del lavoro nel modo in cui i nuovi sistemi vengono implementati e utilizzati.
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