La raccolta sistematica e lo studio dei near miss costituiscono strumenti importanti per migliorare la capacità di prevenzione aziendale. Questi episodi, pur non avendo prodotto conseguenze dannose, forniscono indicazioni preziose sulle vulnerabilità presenti nei processi di lavoro.Esaminarne le cause consente di individuare tempestivamente le criticità tecniche e organizzative e di intervenire prima che possano verificarsi infortuni.
- Near miss: il quadro normativo e gli obblighi del D.Lgs. 81/2008
- In cosa consiste l’obbligo aziendale?
- Comunicazione dei near miss: la novità 2026
- Impatto sui documenti aziendali: DVR e ISO 45001
- Cosa devono fare subito le aziende?
- Near miss: responsabilità e conseguenze per il datore di lavoro
- La prevedibilità dell’evento infortunistico
- Mancato aggiornamento del DVR: quando si applicano le sanzioni
- Near miss e responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001
- Riduzione del tasso medio di tariffa INAIL: near miss e modello OT23
- Gestione near miss: procedure e ISO 45001
- Strumenti e risorse per l’approfondimento
- Approfondimenti a cura dell’autore
Near miss: il quadro normativo e gli obblighidel D.Lgs. 81/2008
Prima del 2025, il D.Lgs. 81/2008 non riportava una definizione espressa di near miss, pur prevedendo obblighi generali di segnalazione delle situazioni di pericolo. Un'importante evoluzione è stata introdotta dal D.L. 31 ottobre 2025, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198, che ha previsto specifiche disposizioni per la rilevazione e la comunicazione dei dati relativi agli incidenti mancati. Questa nuova legge ha introdotto:
- L’obbligo di tracciamento e comunicazione: le aziende devono registrare, analizzare e trasmettere all'INAIL i dati aggregati relativi ai mancati infortuni e le conseguenti azioni correttive che intendono introdurre.
- La soglia dimensionale: l'obbligo strutturato scatta per tutte le imprese con più di 15 dipendenti. Le aziende con 15 o meno dipendenti sono attualmente esonerate dall'obbligo di comunicazione formale, anche se l'analisi dei quasi-incidenti resta una buona pratica consigliata per il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Vale la pena di ricordare che un precedente intervento legislativo, la Legge 215/2021, era intervenuto pesantemente sui compiti del preposto, obbligandolo a segnalare e interrompere le "condizioni di pericolo", un concetto molto ampio che, nella pratica, per un attento lettore includerebbe anche le dinamiche dei quasi-incidenti.
Inoltre, ai sensi dell’art. 20, comma 2, lett. e) del D.Lgs. 81/08, i lavoratori devono segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto qualsiasi condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, compresi quindi i quasi incidenti.Ora, con l’intervento del dicembre 2025 (L. 198/25), è stata formalmente istituita l’introduzione dei near miss nell’ordinamento della normativa prevenzionale.
In cosa consiste l'obbligo aziendale?
Le aziende rientranti nella soglia sopra citata (più di 15 dipendenti) devono provvedere “all’identificazione, tracciamento e analisi dei mancati infortuni”. A questo scopo devono implementare un processo strutturato diviso in quattro fasi:
- Identificazione e segnalazione: ciò comporta stabilire in cosa consiste un mancato infortunio e creare canali (digitali o cartacei), affinché i lavoratori e i preposti possano segnalare tempestivamente quell’evento che ha rischiato di causare un danno (es. un attrezzo che cade da un'impalcatura senza colpire nessuno).
- Registrazione: le segnalazioni vanno raccolte in un apposito registro dei near miss, da creare anche se spesso è già integrato nei software gestionali di sicurezza.
- Analisi delle cause: il Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), in collaborazione con il Medico Competente e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), deve analizzare perché l'evento è accaduto.
- Azioni correttive: a seguito dell’analisi, è necessario intervenire tempestivamente sulle cause che hanno determinato il mancato infortunio, individuando e applicando gli interventi necessari a eliminare o ridurre i rischi, così da evitare che una situazione analoga possa provocare danni alle persone in futuro.
Comunicazione dei near miss: la novità 2026
Accanto alla gestione dei mancati infortuni all'interno dell'azienda, viene introdotto un ulteriore adempimento: comunicare i dati riepilogativi delle segnalazioni ricevute e degli interventi di prevenzione e correzione adottati.Le informazioni raccolte dalle aziende contribuiranno ad alimentare un Sistema nazionale di analisi dei mancati infortuni (a cura di INAIL e Ministero del Lavoro). L'elaborazione dei dati permetterà di individuare le criticità ricorrenti nei diversi comparti produttivi e di orientare interventi di prevenzione e formazione più mirati, con l'obiettivo di ridurre il rischio di incidenti sul lavoro.
Impatto sui documenti aziendali: DVR e ISO 45001
La gestione dei near miss deve essere integrata nel sistema aziendale di valutazione e prevenzione dei rischi. Le segnalazioni raccolte vanno analizzate per verificare l'efficacia delle misure esistenti e individuare eventuali necessità di revisione del DVR, in conformità alle condizioni previste dalla normativa e richiamate dall’art. 29 del Testo Unico di Sicurezza, laddove un mancato infortunio possa evidenziare la necessità di riesaminare i rischi e le misure preventive adottate. Nelle organizzazioni che adottano un sistema di gestione conforme alla UNI EN ISO 45001, i mancati infortuni possono inoltre contribuire al monitoraggio proattivo delle prestazioni di salute e sicurezza, attraverso indicatori adeguati e coerenti con gli obiettivi di miglioramento continuo.
Cosa devono fare subito le aziende?
L'articolo 15 della Legge n.198/2025, come detto, prevede per le imprese con più di 15 dipendenti l'identificazione, il tracciamento e l'analisi dei mancati infortuni.La norma specifica anche che, in attesa delle regole formali di prevista emanazione dal Ministero, si deve fare riferimento ai modelli standardizzati sviluppati dall'INAIL in collaborazione con gli organismi paritetici e le associazioni di categoria e che le procedure INAIL già elaborate a questo scopo[i] restino utilizzabili fino al loro eventuale aggiornamento. Da ciò non discende automaticamente un obbligo generale di formalizzare una specifica procedura interno-aziendale, ma è consigliabile che le aziende “sopra soglia” predispongano procedure interne per documentare questi eventi e i relativi interventi correttivi in attesa dell'adozione delle previste disposizioni attuative della comunicazione di tali dati all’apposita piattaforma che gli Enti di competenza devono realizzare.
Si segnala inoltre che nel corso di verifiche ispettive da parte degli Organismi di Vigilanza, l'eventuale mancata considerazione di situazioni pericolose già manifestatesi può assumere rilievo qualora ciò evidenzi carenze nella valutazione dei rischi o nell'attuazione delle misure di prevenzione previste dalla normativa.
Near miss: responsabilità e conseguenzeper il datore di lavoro
La mancata analisi dei near miss può esporre l'azienda a conseguenze economiche, legali e/o reputazionali che non derivano automaticamente dalla mancata gestione di un near miss, ma possono verificarsi quando questa omissione si accompagna a una violazione di obblighi prevenzionistici, a un danno o ad altre condizioni rilevanti sul piano giuridico.Concretamente, si possono immaginare conseguenze legali e penali in base alle assunzioni di seguito riportate.