01.10.26
02.10.26 - Redazione InSic
Con il decreto n. 78 del 22 giugno 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato attuazione alla modifica introdotta dall’articolo 29 del decreto-legge n. 19/2024 e ha individuato le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro per cui non è possibile accedere ai benefici normativi e contributivi previsti dalla legge.
Il provvedimento introduce un criterio di proporzionalità, graduando la durata dello stop alle agevolazioni in base alla gravità degli illeciti accertati.
Nell'articolo
Il Decreto ministeriale n. 78 del 22 giugno 2026 individua le infrazioni che, se accertate con provvedimenti definitivi (quali sentenze passate in giudicato o ordinanze-ingiunzioni divenute definitive), determinano l’esclusione dai benefici per un periodo che va da tre a ventiquattro mesi.
La durata massima dell’esclusione (24 mesi) è riservata alle fattispecie più gravi, ovvero:
È invece stabilita un’esclusione di 18 mesi per le lesioni personali colpose gravi o gravissime derivanti dalla violazione delle disposizioni in materia di sicurezza (art. 590, comma 3, c.p.).
L’allegato al decreto non ricomprende solo i reati più gravi, ma traccia un perimetro dettagliato che comprende specifiche violazioni del Testo Unico Sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008) e irregolarità nei rapporti d’impiego:
Il decreto stabilisce espressamente che le cause ostative non sussistono qualora il procedimento penale si sia estinto a seguito di prescrizione obbligatoria (ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.Lgs. n. 758/1994 e dell’art. 15 del D.Lgs. n.124/2004) oppure di oblazione (artt. 162 e 162-bis del codice penale).
Questa previsione evita che fattispecie regolarizzate ed estinte sul piano penale possano produrre automaticamente effetti pregiudizievoli e punitivi anche sul fronte dei benefici normativi e contributivi.
La stretta sui benefici contributivi legata al rispetto delle norme prevenzionali rende ancora più cruciale un monitoraggio costante degli adempimenti aziendali.
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