10.07.26
Essere coordinatore delle emergenze significa molto più che conoscere un piano di emergenza. Questa figura professionale deve saper assumere decisioni rapide, guidare persone sotto pressione e gestire l’impatto emotivo delle situazioni critiche. Per questo motivo, oltre alla preparazione tecnica, sono indispensabili competenze comportamentali, leadership e una formazione specifica sulla gestione dello stress e delle dinamiche umane.
Nell'articolo
Il coordinatore delle emergenze rappresenta una figura chiave nella gestione della sicurezza aziendale, con un ruolo che va ben oltre la semplice applicazione di procedure codificate.
Vengono infatti richieste abilità psico-attitudinali e una solida leadership operativa, elementi indispensabili per affrontare scenari critici con lucidità ed efficacia.
La sua funzione non si limita alla mera applicazione delle procedure previste nei piani di emergenza, ma si estende alla leadership operativa nei vari e differenti scenari emergenziali, garantendo una risposta strutturata, tempestiva e coerente.
Il coordinatore delle emergenze non è una figura nominata per puro adempimento, che emerge durante l’elaborazione del PEE, ma un attore operativo strategico, selezionato e formato per guidare l’organizzazione nel momento della massima vulnerabilità.
Pertanto, alla luce della centralità della componente emotiva e comportamentale, sarebbe auspicabile che i percorsi formativi per poter ricoprire con co scienza tale ruolo prevedano, oltre alla perfetta padronanza dei contenuti del piano, che deve essere personalizzato e non generico, anche una parte specifica sulla gestione dello stress individuale e collettivo.
La preparazione del coordinatore delle emergenze dovrebbe includere:
L’investimento su questa figura, in termini formati vi, psicologici e organizzativi, specie in realtà complesse e con un elevato numero di lavoratori e/o di utenti, rappresenta un elemento cardine della resilienza aziendale e una best practice ad alto valore aggiunto per l’intera organizzazione.
L’emergenza, per definizione, è imprevedibile nei tempi ma spesso non nei meccanismi. L’unico modo per contenerne gli effetti è essere preparati, e la prontezza si costruisce prima dell’evento, con selezioni efficaci, addestramento reale e capacità umana.
In questo contesto, il coordinatore delle emergenze è – e deve essere – una figura professionale evoluta, capace di guidare, proteggere e decidere. In emergenza, non si improvvisa: si applica ciò che è stato appreso, testato e interiorizzato. Il co ordinatore delle emergenze è, in tal senso, il primo garante dell’efficacia di tale sistema di gestione aziendale.
Un articolo pubblicato sul numero 6/2026 della rivista Antincendio analizza i compiti del coordinatore, con particolare attenzione alle non-technical skills, alla necessità e opportunità di una formazione mirata, all’importanza della conoscenza e dell’utilizzo delle tecnologie di supporto eventualmente in dotazione alla struttura e alla corretta gestione del panico e della componente emotiva nei contesti emergenziali. Vengono inoltre proposti criteri di selezione per poter ricoprire tale ruolo con efficienza ed evidenziata l’importanza e la centralità del concetto di “ridondanza funzionale” per un adeguato sistema di gestione delle emergenze aziendali.
L’articolo affronta:




