La sicurezza come conoscenza condivisa: comunità di pratica e apprendimento collettivo tra RLS del settore ferroviario

La sicurezza come conoscenza condivisa: comunità di pratica e apprendimento collettivo tra RLS del settore ferroviario

Nel settore ferroviario, il ruolo degli RLS può assumere una dimensione strategica anche nella costruzione e condivisione della conoscenza sulla sicurezza. Il confronto tra rappresentanti di imprese diverse può infatti favorire l’apprendimento collettivo, la diffusione delle buone pratiche e una maggiore capacità di riconoscere criticità comuni.

Gli RLS come osservatori privilegiati della sicurezza

Nel settore ferroviario, come in tutti i sistemi ad alta affidabilità (High Reliability Organizations), la sicurezza dipende in larga misura dalla capacità delle organizzazioni di apprendere dall’esperienza operativa, individuare tempestivamente segnali di criticità e trasformare le conoscenze maturate sul campo in miglioramenti concreti dei processi di lavoro (Weick & Sutcliffe, 2015).
In questa prospettiva, la sicurezza non rappresenta una condizione statica da raggiungere una volta per tutte, ma un processo dinamico di apprendimento continuo che coinvolge tutti gli attori del sistema (Reason, 1997; Hollnagel, 2014).

Tra questi, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza occupano una posizione peculiare e particolarmente significativa. Grazie alle funzioni attribuite dalla normativa e al costante contatto con il lavoro reale, gli RLS costituiscono infatti uno degli osservatori privilegiati delle condizioni operative, delle criticità organizzative e delle difficoltà che emergono quotidianamente nei contesti produttivi.
Ogni RLS accumula nel tempo un patrimonio di conoscenze che deriva:

  • dall’analisi degli eventi,
  • dall’osservazione delle attività lavorative,
  • dal confronto con i lavoratori,
  • dalla partecipazione ai processi di prevenzione aziendale.

Si tratta di una conoscenza spesso pratica, contestuale e talvolta difficilmente formalizzabile, ma estremamente preziosa per comprendere come la sicurezza venga effettivamente costruita nelle attività quotidiane. Tuttavia, tale patrimonio conoscitivo tende frequentemente a rimanere confinato all’interno delle singole organizzazioni.

Le occasioni di confronto tra RLS appartenenti a imprese differenti risultano infatti limitate e spesso affidate a iniziative episodiche o a relazioni personali sviluppate nel corso della propria esperienza professionale. Ne deriva il rischio che molte conoscenze utili alla prevenzione, così come numerose buone pratiche sviluppate localmente, non riescano a diffondersi oltre i confini aziendali nei quali sono nate.

L’apprendimento come fattore di sicurezza

Negli ultimi decenni (Argyris & Schön, 1996; Senge, 2006) le teorie dell’apprendimento organizzativo e della resilience engineering hanno progressivamente evidenziato come la sicurezza non dipenda soltanto dalla capacità di evitare l’errore, ma anche dalla capacità dei sistemi di apprendere dalle proprie esperienze (Hollnagel, 2014).
Secondo questa prospettiva, ogni organizzazione produce continuamente informazioni utili alla prevenzione: quasi incidenti, anomalie operative, adattamenti organizzativi, soluzioni sviluppate dai lavoratori, criticità emergenti e buone pratiche sperimentate sul campo rappresentano una fonte preziosa di conoscenza.
Il valore di tali informazioni, tuttavia, dipende dalla capacità di renderle condivisibili e trasformarle in apprendimento collettivo.

Come evidenziato dagli studi sul sensemaking organizzativo, la sicurezza non dipende esclusivamente dalla disponibilità di informazioni, ma anche dalla capacità degli attori di attribuire loro un significato condiviso attraverso processi di confronto e interpretazione collettiva (Weick, 1995).

Una conoscenza che non circola è una conoscenza che il sistema non riesce ad apprendere. Una conoscenza che rimane isolata all’interno di un singolo reparto, di una singola azienda o addirittura di una singola persona produce inevitabilmente un beneficio limitato. Al contrario, quando le esperienze vengono condivise, confrontate e discusse, esse possono contribuire al miglioramento dell’intero sistema.
In questo senso, la sicurezza può essere interpretata non soltanto come il risultato di procedure efficaci, ma anche come il prodotto di una comunità professionale capace di apprendere continuamente dalla propria esperienza.

L’isolamento professionale degli RLS

Nel corso di confronti informali sviluppati negli ultimi anni con altri rappresentanti dei lavoratori appartenenti a diverse realtà ferroviarie, è emerso un elemento ricorrente: molti RLS svolgono il proprio ruolo in condizioni di significativo isolamento professionale.
In alcuni casi, perfino i percorsi di aggiornamento periodico vengono svolti individualmente o all’interno di gruppi molto ristretti, talvolta organizzati esclusivamente a livello aziendale. Sebbene tali modalità soddisfino pienamente gli obblighi previsti dalla normativa, esse rischiano di ridurre una delle principali potenzialità della formazione continua: il confronto tra rappresentanti che operano in contesti differenti.
Questa esigenza di confronto appare particolarmente rilevante nel settore ferroviario, nel quale imprese diverse condividono frequentemente infrastrutture, procedure operative e processi di coordinamento, pur mantenendo differenti assetti organizzativi.

Ogni RLS osserva infatti una porzione diversa del sistema produttivo. Ciascuno sviluppa, attraverso l’esperienza quotidiana, competenze, intuizioni e modalità di lettura dei rischi che difficilmente possono essere trasmesse esclusivamente attraverso contenuti didattici standardizzati. È proprio il dialogo tra queste esperienze differenti che consente di ampliare la capacità di interpretare i problemi, riconoscere criticità comuni e individuare soluzioni che, nate in una determinata realtà aziendale, possono rivelarsi utili anche in contesti diversi.

La formazione e l’apprendimento, infatti, non coincidono necessariamente. La prima può essere erogata anche in modo prevalentemente trasmissivo, attraverso l’esposizione di contenuti tecnici e normativi; il secondo richiede invece confronto, riflessione critica e costruzione condivisa della conoscenza.
Per un ruolo come quello dell’RLS, che opera quotidianamente all’intersezione tra aspetti tecnici, organizzativi e relazionali, questa dimensione assume un’importanza particolarmente rilevante.

Le comunità di pratica come strumento di apprendimento

Nel campo degli studi organizzativi, il concetto di comunità di pratica è stato sviluppato da Jean Lave ed Etienne Wenger per descrivere quei gruppi di persone che condividono una medesima attività professionale e che apprendono attraverso il confronto continuo sulle esperienze maturate nella pratica quotidiana (Lave & Wenger, 1991).

A differenza della formazione tradizionale, fondata prevalentemente sulla trasmissione di conoscenze da un soggetto esperto a un discente, le comunità di pratica si basano sull’idea che una parte significativa del sapere professionale venga costruita attraverso l’interazione tra pari (Wenger, 1998). In tali contesti, la conoscenza non viene semplicemente trasferita, ma continuamente rielaborata e arricchita attraverso il confronto tra prospettive differenti, l’analisi di problemi concreti e la condivisione di soluzioni sperimentate sul campo (Wenger, McDermott & Snyder, 2002).

Questo approccio risulta particolarmente rilevante nei sistemi complessi e ad alta affidabilità, dove molte delle criticità più significative non derivano dall’assenza di regole, bensì dalla necessità di interpretare e applicare tali regole in contesti operativi caratterizzati da elevata variabilità (Dekker, 2011; Hollnagel et al., 2006). Da questo punto di vista, gli RLS rappresentano una comunità professionale potenziale particolarmente interessante. Pur operando in organizzazioni differenti, essi condividono infatti un insieme di funzioni, responsabilità e problematiche che trascendono i confini aziendali e che spesso si manifestano con caratteristiche analoghe in contesti diversi.

Temi quali l’organizzazione del lavoro, la gestione della fatica, le interferenze operative, il lavoro isolato, la comunicazione tra operatori, la formazione, la partecipazione dei lavoratori ai processi di prevenzione o la gestione delle differenze individuali rappresentano esempi di questioni che interessano trasversalmente gran parte del settore ferroviario. In tale prospettiva, il confronto tra RLS può essere interpretato non come un’attività accessoria rispetto alle funzioni previste dalla normativa, ma come una possibile modalità di rafforzamento delle competenze e della capacità di lettura dei rischi da parte degli stessi rappresentanti.

Questa prospettiva appare peraltro coerente con alcuni elementi già presenti nell’ordinamento italiano in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il D.Lgs. 81/2008, pur non prevedendo forme generalizzate di collaborazione tra RLS appartenenti a imprese diverse, riconosce infatti, nei siti produttivi caratterizzati dalla presenza di più aziende, la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza di sito produttivo (art. 49), cui è attribuito anche il compito di favorire il coordinamento tra i rappresentanti operanti nel medesimo contesto. Sebbene tale previsione riguardi realtà organizzative specifiche, essa evidenzia come il coordinamento tra RLS non costituisca un elemento estraneo al sistema prevenzionistico delineato dal legislatore, ma rappresenti già, in determinati contesti, uno strumento riconosciuto di integrazione delle attività di prevenzione.

Esperienze italiane di reti e comunità tra RLS

Negli ultimi anni, in diversi contesti territoriali e settoriali, sono state sviluppate iniziative finalizzate a favorire il confronto e la collaborazione tra Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Tali esperienze, pur differenziandosi per modalità organizzative e ambiti di intervento, condividono un presupposto comune: la convinzione che la prevenzione possa essere rafforzata attraverso la circolazione delle conoscenze, lo scambio di esperienze e la costruzione di reti professionali tra soggetti che operano quotidianamente nei processi di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Tra le esperienze più significative può essere ricordata la rete degli RLS promossa dalla Regione Toscana, che individua nella collaborazione tra rappresentanti uno strumento per sostenere la formazione, la diffusione delle informazioni e il rafforzamento delle competenze connesse al ruolo. Il protocollo regionale riconosce esplicitamente il valore del confronto e dell’apprendimento reciproco come elementi funzionali al miglioramento delle attività di prevenzione.

Analoga attenzione emerge dall’esperienza della Casa degli RLS, nata con l’obiettivo di offrire uno spazio di incontro e discussione per rappresentanti che spesso operano in condizioni di isolamento professionale. L’iniziativa si fonda sull’idea che il racconto delle esperienze e il confronto tra pari possano contribuire alla crescita della cultura della prevenzione e al rafforzamento delle competenze dei singoli rappresentanti. Particolarmente interessante risulta inoltre il progetto ReteRLS, sviluppato nel settore agricolo. Tra gli obiettivi dichiarati figurano:

  • il miglioramento delle competenze degli RLS,
  • la creazione di reti di interconnessione,
  • la diffusione di buone pratiche
  • e la costruzione di strumenti permanenti di confronto e collaborazione.

Il progetto nasce dalla constatazione che molti rappresentanti avvertano l’esigenza di confrontarsi con colleghi che affrontano problematiche analoghe e che la possibilità di condividere esperienze possa costituire una risorsa concreta per l’esercizio del ruolo.

Un ulteriore esempio è rappresentato dal Servizio Informativo per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (SIRS), che aveva promosso il collegamento tra diverse reti territoriali di RLS con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze, metodologie di lavoro e materiali documentali prodotti nelle diverse realtà regionali. L’iniziativa evidenziava come il valore delle reti non risiedesse soltanto nella possibilità di comunicare, ma soprattutto nella costruzione di un patrimonio condiviso di conoscenze accessibile a tutti i rappresentanti coinvolti.

L’esperienza degli RLS nel settore ferroviario

Un’esperienza che merita inoltre di essere ricordata riguarda il settore ferroviario. Pur in una modalità più informale rispetto ai progetti istituzionali sopra richiamati, da alcuni anni è attiva la rete Errellesse, basata su una mailing list dedicata (rls@ancorainmarcia.it), attraverso la quale RLS appartenenti a diverse realtà ferroviarie possono condividere informazioni, porre quesiti e confrontarsi su tematiche di interesse comune.
Pur non configurandosi come una struttura formalizzata, questa esperienza testimonia come anche nel comparto ferroviario sia emersa nel tempo l’esigenza di mantenere uno spazio stabile di comunicazione tra rappresentanti della sicurezza appartenenti a organizzazioni differenti.

La presenza di iniziative di questo tipo suggerisce che il bisogno di confronto tra pari non rappresenta un’esigenza teorica, ma una necessità percepita dagli stessi soggetti chiamati quotidianamente a svolgere funzioni di prevenzione nei contesti operativi.
Nel loro insieme, queste esperienze mostrano come il confronto tra RLS non rappresenti una semplice opportunità relazionale, ma possa costituire un vero e proprio strumento di apprendimento organizzativo e di promozione della cultura della sicurezza. Pur sviluppandosi in contesti differenti, esse evidenziano la presenza di bisogni ricorrenti: ridurre l’isolamento professionale, favorire la circolazione delle conoscenze e sostenere la crescita delle competenze dei rappresentanti.

Proprio la ricorrenza di questi bisogni in contesti tanto diversi suggerisce che il valore delle reti tra RLS non risieda tanto nella loro forma organizzativa, quanto nella funzione che esse svolgono: trasformare la conoscenza prodotta dall’esperienza in patrimonio condiviso e favorire l’apprendimento collettivo.

La specificità del settore ferroviario

Se tali esperienze appaiono utili in numerosi comparti produttivi, il loro potenziale risulta particolarmente interessante nel settore ferroviario.
Le imprese ferroviarie operano raramente come sistemi completamente autonomi. Le attività quotidiane si sviluppano infatti attraverso una fitta rete di interazioni tra imprese ferroviarie, gestore dell’infrastruttura, imprese di manutenzione, terminal, officine e numerosi altri soggetti che concorrono alla realizzazione del servizio. In questo contesto, problematiche apparentemente circoscritte a una singola realtà aziendale possono in realtà rappresentare manifestazioni locali di fenomeni più ampi e trasversali all’intero comparto.

Un RLS che osserva criticità legate alla gestione della fatica, alle interferenze operative, ai processi comunicativi o alla formazione dei lavoratori potrebbe trovarsi di fronte a problematiche analoghe a quelle riscontrate da rappresentanti operanti in altre imprese ferroviarie. Ciò che in una singola impresa può apparire come un problema locale può quindi rappresentare il sintomo di una criticità sistemica, comune a più organizzazioni che operano nello stesso ecosistema ferroviario.
Tuttavia, in assenza di adeguate occasioni di confronto, tali esperienze rischiano di rimanere isolate, limitando la possibilità di trasformarle in apprendimento collettivo.

Da questo punto di vista, la sicurezza ferroviaria presenta una caratteristica peculiare: molte delle criticità che influenzano il livello di sicurezza non si sviluppano esclusivamente all’interno di una singola organizzazione, ma emergono spesso nelle interazioni tra organizzazioni differenti, nei processi di coordinamento e nelle attività che coinvolgono una pluralità di soggetti. Per questa ragione, la capacità di condividere osservazioni, esperienze e buone pratiche potrebbe rappresentare una risorsa particolarmente preziosa per l’intero sistema.

Comunità di pratica tra RLS: una risorsa per la sicurezza ferroviaria

La sicurezza ferroviaria è spesso associata a tecnologie, procedure, sistemi di gestione e controlli operativi. Tutti elementi indispensabili, ma che da soli non sono sufficienti a spiegare la capacità di un’organizzazione di mantenere nel tempo elevati livelli di affidabilità.
Come anticipato, la letteratura sui sistemi complessi e ad alta affidabilità mostra infatti come la sicurezza dipenda anche dalla capacità di apprendere dall’esperienza, riconoscere i segnali deboli e trasformare la conoscenza maturata sul campo in occasioni di miglioramento (Reason, 1997; Hollnagel, 2014; Weick & Sutcliffe, 2015).

Le esperienze sviluppate in diversi territori e settori dimostrano come il confronto tra RLS possa rappresentare un’importante opportunità di crescita professionale e culturale, favorendo:

  • la diffusione di buone pratiche,
  • l’individuazione di problematiche comuni,
  • la costruzione di una più ampia consapevolezza dei rischi.

Nel settore ferroviario, caratterizzato da elevata complessità organizzativa, forte interdipendenza tra soggetti differenti e rilevanza del fattore umano ai fini della sicurezza, tali esigenze appaiono particolarmente attuali.
Per questa ragione, potrebbe essere utile interrogarsi sulla possibilità di favorire occasioni di confronto tecnico e volontario tra RLS appartenenti a imprese diverse, non con l’obiettivo di creare nuove strutture formali, ma con quello di valorizzare uno dei principali strumenti della prevenzione: la condivisione della conoscenza.
In questa prospettiva, il confronto tra rappresentanti potrebbe essere interpretato come una vera e propria comunità di pratica, capace di promuovere apprendimento reciproco, riflessione critica e crescita professionale.

Se la sicurezza è una capacità collettiva di apprendere dall’esperienza, allora creare le condizioni affinché coloro che osservano quotidianamente il lavoro reale possano dialogare tra loro rappresenta una delle possibili risorse strategiche del sistema di prevenzione. In definitiva, interrogarsi sulla possibilità di promuovere comunità di pratica tra RLS non significa proporre nuovi livelli organizzativi né sovrapporre strutture a quelle esistenti. Significa piuttosto riconoscere che la prevenzione non dipende esclusivamente dalla qualità delle regole, ma anche dalla capacità delle persone che le applicano di apprendere insieme. In un settore complesso come quello ferroviario, valorizzare questa dimensione potrebbe rappresentare uno degli investimenti più efficaci per rafforzare la cultura della sicurezza nel lungo periodo.

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Consulta di seguito gli altri articoli pubblicati dall’autore: studi e ricerche, spunti critici e strumenti utili per chi opera nel settore.

Bibliografia

  • Reason, J. (1997). Managing the Risks of Organizational Accidents. Ashgate.
  • Hollnagel, E. (2014). Safety-I and Safety-II. The Past and Future of Safety Management. Ashgate.
  • Hollnagel, E., Woods, D. D., & Leveson, N. (2006). Resilience Engineering: Concepts and Precepts. Ashgate.
  • Dekker, S. (2011). Drift into Failure: From Hunting Broken Components to Understanding Complex Systems. Ashgate.
  • Weick, K. E., & Sutcliffe, K. M. (2015). Managing the Unexpected: Sustained Performance in a Complex World (3rd ed.). Wiley.
  • Senge, P. M. (2006). The Fifth Discipline: The Art and Practice of the Learning Organization (Revised Edition). Doubleday.
  • Argyris, C., & Schön, D. A. (1996). Organizational Learning II: Theory, Method and Practice. Addison-Wesley.
  • Lave, J., & Wenger, E. (1991). Situated Learning: Legitimate Peripheral Participation. Cambridge University Press.
  • Wenger, E. (1998). Communities of Practice: Learning, Meaning, and Identity. Cambridge University Press.
  • Wenger, E., McDermott, R., & Snyder, W. M. (2002). Cultivating Communities of Practice. Harvard Business School Press.
  • Ipsen, C., & Karanika-Murray, M. (2026). The workplace wasn’t designed for humans – and it shows. The Conversation.
  • Regione Toscana. Protocollo per la rete dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
  • Casa degli RLS. Repertorio Salute. La Casa degli RLS.
  • ReteRLS. Progetto nazionale per la promozione delle reti tra Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.
  • Servizio Informativo per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (SIRS). Documentazione di progetto.
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.