Accountability e rendicontazione di sostenibilità: cosa prevede la norma UNI 11919-2:2025

Accountability e rendicontazione di sostenibilità: cosa prevede la norma UNI 11919-2:2025

La UNI 11919-2:2025 fornisce un metodo operativo per sviluppare un processo di rendicontazione di sostenibilità coerente con la UNI EN ISO 26000. Pur nel contesto del rinvio degli obblighi CSRD, la norma rappresenta un riferimento volontario per organizzazioni che intendono pianificare, misurare e comunicare le proprie performance ESG.

  1. Il nuovo scenario della rendicontazione di sostenibilità dopo il rinvio della CSRD
  2. Perché la UNI 11919-2:2025 rappresenta un riferimento per la rendicontazione volontaria
  3. Il legame tra UNI 11919-2:2025 e UNI EN ISO 26000
  4. Reporting e rendicontazione di sostenibilità: due concetti diversi
  5. Governance e strategia di sostenibilità secondo la UNI 11919-2:2025
  6. L’analisi di materialità nella UNI 11919-2:2025
  7. Indicatori ESG e KPI: come costruire la rendicontazione
  8. Perché la UNI 11919-2:2025 rappresenta un’opportunità per le organizzazioni
  9. Approfondisci il tema della sostenibilità in azienda
  10. La UNI 11919-2:2025 in sintesi: contenuti e obiettivi
  11. Domande frequenti sulla UNI 11919-2:2025 e sulla rendicontazione di sostenibilità
    • La UNI 11919-2:2025 è obbligatoria?
    • A chi si applica la UNI 11919-2:2025?
    • Quali indicatori propone la norma?

Il nuovo scenario della rendicontazione di sostenibilità dopo il rinvio della CSRD

Il fermento di questi ultimi mesi sul tema della rendicontazione di sostenibilità induce riflessioni critiche ma anche suggestioni per trovare soluzioni concrete. L’opportunità di disciplinare a livello comunitario il processo di rendicontazione societaria della sostenibilità tramite la Direttiva 2022/2464/UE (cosiddetta CSRD), come noto ha avuto uno stop con la connessa Direttiva UE 2025/794, chiamata Direttiva “Stop the Clock”. A cascata, a livello nazionale, il decreto-legge 95/2025, modificando il decreto legislativo 125/2024 - di recepimento della Direttiva CSRD - ha posticipato di due anni gli obblighi precedentemente previsti.

È sempre bene evidenziare che aver ridefinito i tempi di pubblicazione, con uno slittamento temporale importante, ha procrastinato l’obbligo di rendicontazione di sostenibilità per quelle imprese italiane soggette alla CSRD, ma ciò non comporta che aziende ed organizzazioni tutte non possano volontariamente continuare, o avviare, un proprio percorso di rendicontazione di sostenibilità e pubblicizzarlo attraverso un proprio report di sostenibilità.

Perché la UNI 11919-2:2025 rappresenta un riferimento per la rendicontazione volontaria

In Italia in un percorso volontario che ciascuna organizzazione, indipendentemente da dimensione, attività, collocazione pubblica o privata, scegliesse di intraprendere per costruire, e rendicontare, un proprio percorso di sostenibilità, possono essere valido riferimento le norme UNI 11919-1:2023 e UNI 11919-2:2025:

  • la parte 1, edita nel 2023, indica come realizzare un processo interno di sostenibilità, avendo a riferimento la norma UNI EN ISO 26000:2020;
  • la parte 2, la cui pubblicazione è del settembre 2025, indica come realizzare un coerente processo di rendicontazione di sostenibilità.

La redazione di un report di sostenibilità, sotto forma di attestazione documentale e documentata, può quindi essere realizzata conseguentemente, in maniera coerente e conforme al processo di sostenibilità e di rendicontazione di sostenibilità che ciascuna organizzazione avrà definito, seguendo le indicazioni presenti nelle norme citate.

È ben evidente che le due norme, che in Italia costituiscono riferimenti solidi e significativi, nell’essere assolutamente autoportanti e dunque applicabili in maniera indipendente l’una dall’altra, abbiano però un filo logico di spessore: è il riferimento su cui si basano, la norma internazionale UNI EN ISO 26000:2020, a tutt’oggi unica norma riconosciuta a livello internazionale che tratti a tutto tondo il tema della responsabilità sociale delle organizzazioni (RSO), affinché le organizzazioni stesse possano contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

Il quadro sinottico della norma (cfr. Figura 1) rende evidente questo approccio, indicando come output di tutti i processi il contributo che ciascuna organizzazione dà, quota parte, per concorrere ad un modello di sviluppo sostenibile.

Figura 1. Quadro sinottico della norma UNI EN ISO 26000:2020.

Il legame tra UNI 11919-2:2025 e UNI EN ISO 26000

Nella piena consapevolezza che non sia facile avvicinarsi ad un approccio così trasversale, che impatta in maniera olistica sulla organizzazione, la norma 11919-2 affronta il tema della rendicontazione come processo a valle, che giunge a dare evidenza e riscontro del valore aggiunto prodotto da ciascuna organizzazione dal proprio essere socialmente responsabile.

La norma 11919-2:2025 sviluppa un ragionamento logico che deriva dalla trasformazione della Prassi di riferimento UNI/PdR 18:2016, prassi che rappresenta esegesi e riferimento nel panorama della normazione tecnica italiana dedicata al tema RSO, nonché primo e uno dei rari documenti presenti a livello europeo di aiuto nella applicazione della UNI EN ISO 26000. Si aggiunga che la stessa UNI/Pdr 18/2016 è stata anche oggetto di adattamento specifico, portando a ulteriori PdR che, come modelli applicativi puntuali della UNI EN ISO 26000, hanno prodotto documenti specifici per settore (UNI/PdR 49:2018) o per dimensione aziendale (UNI/PdR 51:2018).

La norma 11919-2 che non intende definire requisiti, ma solo indicazioni e soluzioni per facilitare e semplificare l’impegno delle organizzazioni nelle attività di rendicontazione di sostenibilità, si focalizza sulla definizione dei processi interni di reporting, rendicontazione e accountability, come processi, sì, di resoconto ma anche di previsione di politiche, azioni ed attività ragionate e costruite sulla base di assunti valoriali e di governance di sostenibilità.

Reporting e rendicontazione di sostenibilità: due concetti diversi

Rammentando la differenza che la norma applica fra processo di reporting di sostenibilità e processo di rendicontazione di sostenibilità, solo apparentemente esclusivamente dottrinale, è certo meritevole di attenzione l’approfondimento offerto, che meglio fa comprendere il processo interno che l’organizzazione deve intraprendere per giungere ad essere accountable[1].

  • Di fatto il processo di reporting di sostenibilità tende ad essere associato al processo di raccolta, analisi e divulgazione di dati e informazioni relativi alla sostenibilità,
  • Mentre, la rendicontazione di sostenibilità è molto più ampia, ricomprendendo certamente il concetto del reporting, cui somma i processi di valutazione interna, accanto allo sviluppo di strategie di sostenibilità.

Va dunque oltre la semplice comunicazione di esiti e risultati, per ricomprendere anche l’analisi critica e la pianificazione strategica.

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