22.06.26 - Redazione InSic
Con la pubblicazione del Regolamento (UE) 2026/405, l’Unione Europea ridisegna le regole per l’immissione sul mercato di detergenti e tensioattivi. Se la riforma poggia su sostenibilità e digitalizzazione – come visto nell’analisi sulle novità del Regolamento UE 2026/405 – la sua applicabilità dipenderà dalla solidità dei dati tecnici.
Una nota di Accredia interviene nel dibattito per ricordare che l’efficacia del nuovo quadro normativo e del futuro Passaporto Digitale di Prodotto richiederà il supporto fondamentale dei laboratori di prova accreditati. A consolidare questo percorso verso la digitalizzazione si aggiunge la pubblicazione dei primi standard europei sviluppati dal CEN, che definiscono l’architettura tecnica e i protocolli informatici del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP).
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La nota di Accredia evidenzia come la corretta applicazione delle nuove disposizioni europee richieda il supporto di laboratori di prova qualificati.
Il Regolamento (CE) 765/2008 su accreditamento e vigilanza del mercato viene richiamato come riferimento essenziale per la valutazione della conformità. In particolare, l’accreditamento ISO/IEC 17025 dei laboratori di prova, rilasciato da Enti nazionali firmatari degli Accordi EA MLA come Accredia, rappresenta uno strumento consolidato per garantire il riconoscimento reciproco dei risultati tra gli Stati membri. Per le imprese, questo significa disporre di prove tracciabili e verificabili nei diversi Stati dell’Unione.
Il cuore operativo della riforma si concentra sulla struttura dei dati. L’obbligo di introdurre un Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) per i prodotti destinati all’utilizzatore finale impone alle aziende una profonda riorganizzazione dei flussi informativi lungo la filiera. Il passaporto dovrà infatti garantire l’accesso a dati certi sulle caratteristiche del prodotto, inclusi i requisiti di biodegradabilità dei tensioattivi, il rispetto dei limiti sui fosfati e i criteri di sicurezza per i detergenti contenenti microrganismi.
Come evidenziato da Accredia, il DPP non è una mera formalità documentale. Le informazioni digitali saranno l’oggetto principale dell’attività di vigilanza del mercato. Le aziende dovranno dimostrare la coerenza tra quanto dichiarato nel passaporto e i dati analitici reali: una validazione che richiede il supporto di prove eseguite da laboratori accreditati, necessarie per assicurare la trasparenza dei dati e il loro riconoscimento a livello internazionale ai sensi del Regolamento (CE) 765/2008.
Se la conformità del dato chimico e biologico è garantita dai laboratori accreditati, la modalità con cui queste informazioni devono essere digitalizzate, archiviate e trasmesse lungo la filiera è stata delineata dal CEN (European Committee for Standardization). L’organismo di normazione ha infatti pubblicato i primi standard europei sviluppati dal comitato CEN/CLC/JTC 24 “Digital Product Passport”, che definiscono i requisiti tecnici per rendere operativo il sistema DPP nell’ambito del Regolamento Ecodesign (ESPR). Si tratta di norme tecniche “orizzontali”, ovvero standard universali che definiscono l’infrastruttura informatica del DPP per tutti i settori industriali (dall’abbigliamento all’elettronica). Tuttavia, questi standard acquisiscono immediata rilevanza per il settore chimico, poiché tracciano i binari tecnici e i protocolli digitali a cui dovrà obbligatoriamente conformarsi anche il Passaporto Digitale previsto dal Regolamento Detergenti.
I nuovi standard europei tracciano le linee guida per sei aspetti in particolare:
A livello nazionale, le attività sul tema sono seguite da vicino dal mirror committee UNI/CT 536 “Digital Product Passport” di UNINFO (ente federato a UNI). I testi tecnici saranno successivamente recepiti anche da UNI.
Per i responsabili della conformità aziendale, l’impiego di prove accreditate costituisce lo strumento per attestare la corrispondenza dei prodotti ai nuovi parametri di sicurezza e biodegradabilità richiesti a livello europeo, riducendo il rischio di contestazioni sulla veridicità delle informazioni fornite. I laboratori di prova saranno chiamati a supportare questo passaggio, fornendo i dati necessari ad alimentare i sistemi informativi associati al Passaporto Digitale di Prodotto.
Anche se la piena applicazione del Regolamento (UE) 2026/405 è fissata al 23 settembre 2029 (data in cui verrà abrogato il Regolamento CE 648/2004), la complessità legata alla riorganizzazione dei flussi informativi, all’adozione dei nuovi standard digitali e alla definizione delle prove tecniche suggerisce di pianificare per tempo le attività analitiche con i laboratori accreditati, al fine di garantire la continuità della conformità lungo la catena di fornitura.
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