12.10.26
La Legge 29 settembre 2026, n. 169, recante «Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile», è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2026.
Il provvedimento – nato dal disegno di legge di iniziativa governativa (C. 2669), già approvato dalla Camera e via via perfezionato fino all’ok definitivo del Senato lo scorso 23 settembre 2026 (A.S. 1924) – conferisce ora ufficialmente all’Esecutivo il mandato per la definizione di una nuova e organica disciplina sulla produzione di energia da fissione e fusione (inclusi i piccoli reattori modulari e le applicazioni avanzate).
La legge entrerà in vigore il 15 ottobre 2026.
Nell'articolo
La delega punta a strutturare il quadro normativo necessario a valutare e disciplinare l’impiego delle tecnologie nucleari di nuova generazione e dell’energia da fusione.
L’intero impianto si colloca nel più ampio contesto delle politiche europee per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica entro il 2050, perseguendo al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti, l’indipendenza energetica del Paese e il contenimento dei costi per i clienti finali domestici e industriali.
Trasmesso inizialmente alla Camera dei deputati nell’ottobre 2025, il testo è stato assegnato alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive), che ne hanno avviato l’esame il 21 gennaio 2026. Durante l’istruttoria è stata abbinata la proposta di legge C. 1742 e si è dato spazio a una vasta serie di audizioni informali che hanno coinvolto rappresentanti del mondo del lavoro, associazioni, operatori industriali ed esperti del settore.
Dopo l’approvazione con emendamenti da parte dell’Assemblea della Camera il 4 giugno 2026, il provvedimento è passato al Senato (Atto Senato n. 1924), dove ha concluso l’iter con l’approvazione definitiva dell’Assemblea il 23 settembre 2026, assorbendo i disegni di legge connessi.
L’iter si è concluso con la promulgazione e la successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2026 come Legge 29 settembre 2026, n. 169.
L’articolo 1, al comma 1, conferisce al Governo la delega per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, da esercitare entro il termine di un anno dall’entrata in vigore della legge. La futura normativa dovrà muoversi nel rigoroso rispetto degli obblighi europei e internazionali.
Il comma 2 stabilisce una complessa procedura per l’adozione dei decreti legislativi attuativi. Essi dovranno essere adottati su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con gli altri Ministeri competenti. Sarà tassativa l’acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza unificata, del parere del Consiglio di Stato e dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Il comma 3 introduce, infine, la possibilità di emanare decreti correttivi ed integrativi entro due anni dall’entrata in vigore dei decreti attuativi.
L’articolo 2 mappa nel dettaglio i temi che il Governo dovrà normare. I decreti dovranno definire un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione, prevedendo l’adeguamento alla disciplina dell’UE e agli accordi internazionali in materia.
Per i tecnici del settore ambientale, gli ambiti di maggiore rilevanza riguardano la disciplina di:
La delega estende l’impiego del nucleare anche al settore navale e marittimo e prevede il riordino della disciplina sulla sicurezza, sulla vigilanza e sul controllo, anche valutando l’istituzione di un’autorità amministrativa indipendente, ferme restando le competenze del Comando dei carabinieri per la tutela ambientale e la sicurezza energetica.
L’articolo 3 declina i criteri direttivi della delega, orientati alla sostenibilità ambientale e all’adozione delle migliori tecnologie disponibili per minimizzare i rifiuti radioattivi.
Si dispone che il programma coinvolga anche il sistema universitario e degli enti pubblici di ricerca, e che abbia ad oggetto gli obiettivi per l’inserimento del nucleare sostenibile e della fusione nel mix energetico italiano coerentemente con le finalità di perseguimento della strategia di decarbonizzazione e sicurezza degli approvvigionamenti, l’indipendenza e la resilienza energetica. Sotto il profilo dei procedimenti autorizzatori per l’installazione e l’esercizio degli impianti, si evidenzia la necessità di creare processi che assicurino certezza del diritto, sicurezza, speditezza e siano ispirati alla semplificazione senza pregiudicare i livelli di sicurezza.
Di assoluto rilievo gli aspetti di tutela della sicurezza ambientale e paesaggistica, di valorizzazione del territorio, contestualmente alla più generale sicurezza nella gestione degli impianti.
Prevista una disciplina relativa alla localizzazione degli impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti radioattivi, nonché del combustibile esaurito che preveda la possibilità di autocandidature e che garantisca specifiche procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), garantendo trasparenza e partecipazione pubblica.
Mentre l’articolo 4 tutela le prerogative delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano tramite una specifica clausola di salvaguardia, l’articolo 5 definisce la copertura finanziaria della riforma. Per l’attuazione degli investimenti previsti dalla delega, vengono stanziati 20 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2027, 2028 e 2029, a valere sulle risorse assegnate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Il provvedimento stanzia inoltre risorse dedicate (1,5 milioni per il 2026 e 6 milioni per il 2027) per le campagne di informazione e comunicazione istituzionale rivolte ai cittadini sui temi della sicurezza e della sostenibilità nucleare.
L’evoluzione della normativa energetica e le sfide del nucleare sostenibile richiedono competenze tecniche avanzate e una gestione rigorosa della sicurezza.
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