Arco elettrico: perché la Arc Flash Analysis è indispensabile negli impianti moderni

Arco elettrico: perché la Arc Flash Analysis è indispensabile negli impianti moderni

L’arco elettrico rappresenta uno dei rischi più gravi negli impianti elettrici moderni. La Arc Flash Analysis consente di valutare l’energia incidente, individuare le distanze di sicurezza, scegliere i DPI più idonei e ridurre il rischio per gli operatori secondo le più recenti metodologie internazionali.

Il rischio arco elettrico: una minaccia spesso sottovalutata

Nel mondo degli impianti elettrici industriali esiste un fenomeno tanto rapido quanto devastante: l’arco elettrico, noto a livello internazionale come Arc Flash. Tale fenomeno, in pochi millisecondi può generare temperature superiori a quelle della superficie del sole, produrre onde di pressione violentissime e liberare enormi quantità di energia termica.

Per anni il rischio elettrico è stato associato quasi esclusivamente al contatto diretto o indiretto con parti in tensione. Oggi, invece, la crescente complessità degli impianti industriali, l’aumento delle potenze disponibili e la diffusione di sistemi elettronici di conversione hanno reso necessario affrontare con maggiore attenzione anche il rischio da arco elettrico. L’Arc Flash Analysis nasce proprio con questo obiettivo: comprendere quanto possa essere pericoloso un guasto d’arco e definire le corrette misure di protezione per gli operatori.

Che cos’è un arco elettrico e come si genera

Un arco elettrico è una scarica ad altissima energia che si sviluppa tra due punti a differente potenziale elettrico. In pratica, l’aria normalmente isolante diventa improvvisamente conduttiva, permettendo il passaggio di correnti molto elevate. Il fenomeno può essere innescato da:

  • errori umani durante le manovre;
  • utensili accidentalmente introdotti nei quadri;
  • degrado dell’isolamento;
  • polvere o contaminanti;
  • connessioni allentate;
  • guasti interni alle apparecchiature.

Gli effetti dell’arco elettrico

Quando l’arco si sviluppa, gli effetti possono essere devastanti:

  • temperature superiori a 19.000 °C;
  • vaporizzazione dei metalli;
  • emissione di plasma;
  • proiezione di materiale fuso;
  • onde di pressione;
  • radiazioni termiche intense.

Anche senza contatto diretto con parti in tensione, un operatore può subire ustioni gravissime semplicemente trovandosi nelle vicinanze dell’evento.

Perché oggi si parla tanto di Arc Flash?

Negli ultimi anni il tema è diventato centrale nel settore elettrico per diversi motivi. Gli impianti moderni sono sempre più potenti e interconnessi. Le correnti di corto circuito disponibili risultano spesso elevate e, di conseguenza, anche l’energia liberabile durante un arco elettrico aumenta. Inoltre, stanno crescendo rapidamente:

  • impianti fotovoltaici;
  • sistemi di accumulo BESS;
  • UPS industriali;
  • data center;
  • infrastrutture di ricarica;
  • convertitori elettronici di potenza.

Molti di questi sistemi introducono anche componenti in corrente continua, dove l’arco risulta particolarmente persistente e difficile da interrompere. La sicurezza elettrica non può quindi limitarsi alla sola protezione contro il contatto elettrico: è necessario analizzare anche gli effetti termici e meccanici di un eventuale Arc Flash.

Cos’è e cosa valuta una Arc Flash Analysis

La Arc Flash Analysis (analisi del rischio da arco elettrico) è lo studio tecnico che valuta gli effetti di un possibile arco elettrico sugli operatori, determinando l’energia incidente, le distanze di sicurezza e i DPI necessari. Una corretta analisi Arc Flash permette di determinare:

  • quanta energia termica può investire l’operatore;
  • quanto tempo permane il guasto;
  • a quale distanza il rischio diventa accettabile;
  • quali DPI devono essere utilizzati;
  • quali apparecchiature risultano più critiche;
  • come ridurre il rischio mediante interventi tecnici.

L’obiettivo finale non è soltanto rispettare una norma, ma costruire un sistema di lavoro realmente sicuro.

Lo standard IEEE 1584-2018: il riferimento internazionale

Il riferimento internazionale più importante per il calcolo dell’energia incidente è oggi lo standard IEEE 1584-2018. Questa guida rappresenta il risultato di migliaia di test sperimentali eseguiti su differenti configurazioni di quadri elettrici e apparecchiature. Rispetto alle precedenti versioni, l’edizione 2018 introduce un approccio molto più realistico, considerando:

  • la geometria del quadro;
  • la posizione degli elettrodi;
  • la direzione del plasma;
  • le dimensioni dell’involucro;
  • la configurazione interna dell’apparecchiatura.

In altre parole, non tutti gli archi elettrici vengono trattati allo stesso modo.

La configurazione degli elettrodi e l’energia incidente

Uno degli aspetti più innovativi della IEEE 1584-2018 riguarda proprio la classificazione delle configurazioni degli elettrodi. Ad esempio:

  • elettrodi verticali;
  • elettrodi orizzontali;
  • configurazioni in aria;
  • configurazioni all’interno di quadri.

Questa distinzione è fondamentale perché il plasma generato dall’arco può essere diretto verso l’operatore oppure disperso in modo differente. Le configurazioni con elettrodi orizzontali, ad esempio, tendono a proiettare maggiormente il plasma frontalmente, aumentando l’energia incidente percepita dall’operatore. È proprio questo uno dei motivi per cui due quadri apparentemente simili possono presentare livelli di rischio completamente differenti.

Il metodo semplificato per gli impianti in bassa tensione: il Rapporto Tecnico CEI 78-25

Negli ultimi anni è stato sviluppato anche un metodo semplificato per applicazioni in corrente alternata e bassa tensione (Rapporto Tecnico CEI 78-25), pensato per rendere più accessibile la Arc Flash Analysis in ambito industriale. Il metodo recepisce le principali ipotesi della IEEE 1584-2018 ma semplifica alcune procedure di calcolo, mantenendo comunque un buon livello di accuratezza tecnica. Questo approccio risulta particolarmente utile per:

  • quadri di distribuzione BT;
  • MCC;
  • power center;
  • quadri industriali;
  • sistemi UPS;
  • impianti civili complessi.

Uno dei principali vantaggi consiste nella possibilità di ottenere rapidamente:

  • energia incidente;
  • corrente d’arco;
  • distanza di sicurezza;
  • classificazione dei DPI;
  • etichettatura delle apparecchiature.

Energia incidente e Arc Flash Boundary: i parametri fondamentali

Quando si parla di Arc Flash, il parametro più importante è senza dubbio l’energia incidente. Si tratta della quantità di energia termica che raggiunge una superficie posta a una determinata distanza dall’arco. Maggiore è l’energia incidente, maggiore sarà il rischio di ustioni per l’operatore. Il valore viene generalmente espresso in:

  • cal/cm²;
  • oppure J/cm².

Nella pratica tecnica si considera spesso 1,2 cal/cm² come soglia di possibile ustione di secondo grado. Da questo dato derivano:

  • scelta dei DPI;
  • distanze operative;
  • definizione delle procedure di lavoro.

La distanza di sicurezza: Arc Flash Boundary

Un altro concetto fondamentale è quello di Arc Flash Boundary. Si tratta della distanza dalla sorgente d’arco oltre la quale l’energia incidente scende sotto il livello considerato pericoloso. All’interno di questo limite:

  • l’accesso deve essere controllato;
  • i DPI diventano obbligatori;
  • le procedure operative devono essere rigorose.

La definizione corretta della distanza di sicurezza rappresenta uno degli elementi più importanti nella gestione del rischio elettrico.

DPI e arco elettrico: come scegliere la protezione corretta

Quando si parla di protezione contro l’arco elettrico, spesso si pensa genericamente a “indumenti ignifughi”. In realtà i DPI Arc Flash sono dispositivi altamente specializzati. La scelta corretta dipende direttamente dai risultati dell’analisi effettuata. Tra i principali DPI troviamo:

  • indumenti arc-rated;
  • visiere protettive;
  • caschi specifici;
  • guanti isolanti;
  • sottocaschi;
  • calzature certificate.

Ogni indumento possiede un valore prestazionale chiamato ATPV (Arc Thermal Performance Value), che indica il livello massimo di energia termica sopportabile. Il DPI deve sempre avere una capacità protettiva superiore all’energia incidente prevista.

Arc Flash in impianti in media tensione e in corrente continua

Per gli impianti in media tensione il calcolo diventa più complesso. In questi casi viene spesso utilizzato il metodo di Ralph H. Lee, richiamato anche dalla NFPA 70E. Si tratta di un approccio più conservativo ma ancora molto diffuso per:

  • cabine MT;
  • switchgear;
  • celle di media tensione;
  • sistemi oltre 15 kV.

La media tensione introduce infatti problematiche differenti:

  • archi più estesi;
  • maggiori energie disponibili;
  • effetti meccanici più severi;
  • distanze operative differenti.

Corrente continua: una nuova sfida

L’espansione delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo ha riportato grande attenzione anche sull’Arc Flash in corrente continua. A differenza dei sistemi AC, in corrente continua manca lo zero naturale della corrente. Questo rende l’arco molto più persistente e difficile da estinguere. Per tali applicazioni vengono utilizzati modelli specifici come:

  • il metodo di Daniel Doan;
  • il metodo Ammerman/Wilkins.

Questi approcci consentono di stimare il comportamento dell’arco nei sistemi:

  • fotovoltaici;
  • BESS;
  • UPS;
  • data center;
  • infrastrutture DC industriali.

Come ridurre il rischio da arco elettrico: ridurre l’energia incidente

L’utilizzo dei DPI rappresenta soltanto l’ultima barriera di protezione. La strategia più efficace consiste nel ridurre direttamente l’energia incidente attraverso:

  • protezioni più rapide;
  • relè Arc Flash dedicati;
  • sistemi ottici di rilevazione;
  • selettività logica;
  • manutenzione preventiva;
  • remote racking;
  • corretta progettazione dei quadri.

Anche pochi millisecondi di riduzione del tempo di intervento possono abbattere drasticamente il livello di rischio.

Data sheet Arc Flash e gestione operativa della sicurezza

Una buona Arc Flash Analysis non si conclude con il semplice calcolo. I risultati devono essere organizzati in schede tecniche (data sheet) chiare e immediatamente utilizzabili dal personale operativo. I data sheet includono generalmente:

  • dati dell’apparecchiatura;
  • corrente di corto circuito;
  • corrente d’arco;
  • tempo di intervento;
  • energia incidente;
  • distanza di sicurezza;
  • categoria DPI;
  • configurazione degli elettrodi.

Queste informazioni diventano fondamentali per:

  • etichettatura dei quadri;
  • formazione del personale;
  • audit HSE;
  • procedure operative;
  • gestione della manutenzione.

Le nuove tecnologie per la sicurezza elettrica

L’Arc Flash Analysis sta evolvendo rapidamente grazie alle nuove tecnologie. Oggi iniziano a diffondersi:

  • digital twin degli impianti;
  • simulazioni avanzate;
  • protezioni intelligenti;
  • monitoraggio in tempo reale;
  • sistemi predittivi basati su AI.

La sicurezza elettrica si sta quindi trasformando da semplice obbligo normativo a vero elemento strategico nella gestione degli impianti industriali.

Conclusioni

L’arco elettrico rappresenta uno dei rischi più critici negli impianti elettrici moderni. La sola protezione contro il contatto elettrico non è più sufficiente.

La Arc Flash Analysis permette di comprendere il livello reale di esposizione degli operatori, definire le corrette distanze di sicurezza e scegliere adeguatamente i DPI.

Arc Flash Analysis: i concetti chiave

TemaCosa prevede
Arco elettricoScarica ad alta energia tra punti a differente potenziale
Rischio principaleUstioni, onde di pressione, proiezione di metalli fusi
StandardIEEE 1584-2018
Parametro principaleEnergia incidente (cal/cm²)
Distanza di sicurezzaArc Flash Boundary
ProtezioniDPI arc-rated e procedure operative
ObiettivoRidurre l’energia incidente e proteggere gli operatori

Domande frequenti su Arco elettrico e Arc Flash

  1. Qual è la differenza tra arco elettrico, arc flash e arc blast? Sono la stessa cosa?

    No. I tre termini sono collegati, ma indicano fenomeni diversi.
    1. Arco elettrico (electric arc): è il fenomeno fisico della scarica elettrica che si innesca attraverso un mezzo isolante, come l’aria, tra due punti a differente potenziale. È l’evento di origine.
    2. Arc flash: è il violentissimo rilascio di energia termica e luminosa prodotto dall’arco elettrico. Genera temperature elevatissime, intensa radiazione luminosa e metallo vaporizzato, causando ustioni gravi anche senza contatto diretto con le parti in tensione.
    3. Arc blast: è l’onda di pressione (effetto esplosivo) provocata dall’espansione rapidissima dei gas e del metallo vaporizzato durante un arc flash. Può proiettare frammenti, provocare danni all’udito, traumi da sovrappressione e far perdere l’equilibrio agli operatori.
    In sintesi, l’arco elettrico è la causa, mentre arc flash e arc blast rappresentano i principali effetti, rispettivamente termico-luminoso e meccanico/esplosivo, dello stesso evento.

  2. Che cos’è la Arc Flash Analysis?

    La Arc Flash Analysis è lo studio tecnico che consente di valutare il rischio derivante da un possibile arco elettrico all’interno di un impianto. L’analisi determina l’energia incidente sviluppabile durante un guasto, individua la distanza di sicurezza (Arc Flash Boundary) e fornisce le informazioni necessarie per scegliere i DPI idonei, definire le procedure operative e predisporre la corretta segnaletica di sicurezza.

  3. Come vengono scelti i DPI per il rischio Arc Flash?

    I DPI contro il rischio Arc Flash vengono selezionati sulla base dei risultati della Arc Flash Analysis o, in assenza di uno studio specifico, mediante le metodologie previste dalle norme tecniche applicabili. La scelta tiene conto dell’energia incidente prevedibile nel punto di lavoro e del livello di protezione offerto dagli indumenti e dagli altri dispositivi di protezione. Oltre all’abbigliamento certificato contro l’arco elettrico, possono essere necessari casco con visiera, guanti isolanti, protezioni per il viso e calzature idonee, da individuare nell’ambito della valutazione dei rischi aziendale.

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