16.03.26 - Redazione InSic
In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Inail ha pubblicato il Dossier Donne 2026, la consueta analisi dettagliata sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali che coinvolgono le lavoratrici italiane.
Il documento, elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, offre una panoramica basata sui dati provvisori del biennio 2024-2025 e su quelli consolidati relativi al quinquennio 2020-2024.
Tra gli obiettivi del documento, quello di realizzare interventi di prevenzione sempre più efficaci e calibrati sulle esigenze delle persone.
Nell'articolo
I dati preliminari del 2025 mostrano un incremento delle denunce di infortunio complessive (+1,0%) rispetto all’anno precedente. In particolare, gli infortuni in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) hanno registrato un aumento del 3,5% per ciò che concerne la componente femminile.
L’analisi del periodo 2022-2024 conferma che le lavoratrici risultano più vulnerabili agli infortuni in itinere rispetto ai colleghi uomini: si è passati infatti dal 17,2% del 2022 al 26,6% del 2023, per arrivare fino al 27,3% nel 2024.
Anche per le denunce con esito mortale, l’incidenza tra le lavoratrici nel 2024 è più elevata, pari al 38,1%; al contrario, per gli uomini la quota scende al 23,7%.
Se si considerano anche gli infortuni “fuori azienda”, che raggruppano gli infortuni in itinere e quelli in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto, la quota di incidenti tra le donne sale ulteriormente, raggiungendo il 29,2% del totale (contro il 19,7% degli uomini).
Le lavoratrici tra i 55 e i 59 anni risultano le più esposte agli infortuni, rappresentando il 15,5% del totale nel 2024. Ampliando l’analisi all’ultimo quinquennio si nota, inoltre, che le denunce per le lavoratrici tra i 65 e i 69 anni sono aumentate del 19,4%, a fronte di un incremento del 15,8% per il genere maschile.
Un altro aspetto critico evidenziato dal Dossier Donne Inail 2026 riguarda gli episodi di aggressione e violenza sul lavoro. Nel 2024, i casi di aggressioni o violenze hanno raggiunto una percentuale pari al 5,5% degli infortuni femminili riconosciuti dall’Inail. Le lavoratrici più esposte appartengono al settore sanitario e assistenziale (44% dei casi), seguite – a distanza – dalle professioniste dell’educazione e della formazione, dalle insegnanti di scuola primaria e dalle impiegate postali.
Dal punto di vista geografico, la maggior parte delle denunce dei casi di violenza proviene dal Nord Italia.
Dai dati provvisori riferiti al 2025 si è registrato un aumento dell’11,3% delle denunce di malattia professionale rispetto all’anno precedente. La crescita riguarda sia gli uomini (+12%), che le donne (+9,2%).
Le malattie professionali più frequenti tra le donne riguardano il sistema osteo-muscolare e il tessuto connettivo, che insieme a quelle del sistema nervoso rappresentano oltre l’86% delle denunce. Tuttavia, l’incidenza di queste patologie è maggiore tra le lavoratrici, per le quali raggiungono il 95,3% delle denunce, rispetto agli uomini (83,8%). Le tre patologie più comuni sono:
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