09.10.26 - Redazione InSic
Il percorso di aggiornamento della direttiva 2004/37/CE (CMRD) sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione compie un passo decisivo. Il Parlamento europeo ha infatti approvato in via definitiva la sesta revisione della direttiva, confermando l’introduzione di nuovi e più stringenti valori limite di esposizione professionale (OEL) sulla base dei dati scientifici più aggiornati, l’ampliamento del campo di applicazione all’Allegato I (con l’inclusione dei fumi di saldatura) e prescrizioni rafforzate sull’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI).
L’obiettivo primario è innalzare i livelli di sicurezza nei settori chimico, siderurgico, tessile e delle batterie, riducendo drasticamente le patologie professionali correlate.
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La sesta revisione conferma l’introduzione di nuovi valori limite di esposizione professionale (Occupational Exposure Limits – OEL) per alcune sostanze considerate prioritarie.
Come evidenziato dal Consiglio dell’Unione europea, oltre ai nuovi limiti vengono previste specifiche annotazioni destinate a segnalare eventuali vie di esposizione aggiuntive, come l’assorbimento cutaneo, e la necessità di adottare ulteriori misure di protezione quando richiesto.
La direttiva 2004/37/CE (CMRD) è la normativa europea che stabilisce misure di protezione per i lavoratori esposti a sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. La sesta revisione introduce ora valori limite più stringenti per l’esposizione dei lavoratori.
Il cobalto, ampiamente utilizzato nella produzione di batterie e magneti, viene ora regolamentato con limiti molto stringenti:
Sono previsti valori transitori più alti per un periodo di sei anni, così da consentire alle industrie di adattarsi senza compromettere la competitività.
Per gli IPA, presenti soprattutto nei settori siderurgico e metallurgico (in particolare nella produzione di acciaio, ferro e alluminio) e nei fumi di saldatura, è stato proposto un nuovo valore limite di 0,00007 mg/m³. Per agevolare l’adeguamento, per sei anni sarà applicato un limite transitorio pari al doppio del valore definitivo.
Sostanza utilizzata nei processi chimici e tessili, oltre che in alcuni detergenti per la casa, il 1,4-diossano sarà soggetto a un limite generale di 7,3 mg/m³ e un limite di esposizione a breve termine di 73 mg/m³. È raccomandato anche un limite biologico per monitorare l’esposizione attraverso analisi cliniche.
La direttiva stabilisce inoltre un valore limite di esposizione professionale a lungo termine per l’isoprene, idrocarburo utilizzato nell’industria chimica e della gomma e classificato come cancerogeno.
Tra i punti di maggiore attenzione della sesta revisione figura la gestione dei fumi di saldatura e delle sostanze pericolose ad essi associate (come composti di cromo, nichel e cadmio).
Il testo approvato dal Parlamento europeo impegna formalmente la Commissione europea a valutare la necessità di stabilire ulteriori e specifici valori limite per le sostanze presenti in tali fumi, rafforzando gli obblighi di prevenzione, i controlli ambientali e l’adozione di idonei sistemi di aspirazione e protezione per i lavoratori esposti.
Qualora non sia possibile ridurre l’esposizione al di sotto dei valori limite previsti, il testo approvato introduce importanti disposizioni pratiche riguardanti:
La direttiva sottolinea l’importanza di una formazione adeguata per i lavoratori che sono o potrebbero essere esposti a sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, compresi i medicinali pericolosi, ossia sostanze farmaceutiche che, se non manipolate o utilizzate correttamente, possono nuocere ai lavoratori del settore sanitario.
I datori di lavoro dovranno garantire ulteriori misure di protezione per i vigili del fuoco e il personale degli altri servizi di emergenza, che nel corso del loro lavoro possono entrare in contatto con diverse sostanze pericolose.
Con il voto favorevole del Parlamento europeo, il testo della sesta revisione della direttiva CMRD compie l’ultimo fondamentale passaggio formale prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.
Una volta completata la pubblicazione, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire le nuove disposizioni nei rispettivi ordinamenti nazionali, adeguando di conseguenza i requisiti di tutela previsti dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08.
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