La Scheda di dati di sicurezza come documento sorgente del sistema HSE

La Scheda di dati di sicurezza come documento sorgente del sistema HSE

La Scheda Dati di Sicurezza (SDS) viene spesso considerata un documento da acquisire, verificare e conservare. In realtà, le informazioni contenute nelle sue 16 sezioni possono incidere su una parte molto più ampia del sistema HSE: valutazione del rischio chimico, controllo dell'esposizione, scelta dei DPI, procedure operative, stoccaggio, primo soccorso, prevenzione incendi, gestione degli sversamenti, aspetti ambientali, rifiuti e formazione.L'approccio più efficace consiste quindi nel considerarla non come un documento passivo da archiviare, ma come un documento sorgente, dal quale estrarre le informazioni pertinenti e trasferirle, dopo averle contestualizzate, nel sistema aziendale.

  1. Dalla SDS al sistema HSE
  2. Le 16 sezioni come mappa delle possibili ricadute aziendali
  3. Dalla SDS alle decisioni operative
    • Controllo dell’esposizione e DPI
    • Procedure, manipolazione e stoccaggio
    • Primo soccorso, incidenti ed emergenze
    • Informazione, formazione e sorveglianza sanitaria
  4. Antincendio e reattività
  5. La dimensione ambientale della SDS
  6. Rifiuti e prevenzione degli scarichi impropri
  7. SDS estese e scenari di esposizione
  8. La prevenzione può iniziare prima dell’acquisto
  9. Quando cambia la SDS: dalla revisione documentale alla gestione del cambiamento
  10. Una checklist per le SDS nuove o revisionate
  11. Da documento da conservare a informazione da utilizzare
  12. Strumenti e risorse per l’approfondimento
  13. Approfondimenti a cura dell’autore
  14. Riferimenti normativi e tecnici essenziali

Dalla SDS al sistema HSE

Quando una sostanza o una miscela entra in azienda, insieme al prodotto entra un insieme strutturato di informazioni che può interessare salute, sicurezza e ambiente.Il formato e i contenuti della Scheda di dati di sicurezza (SDS) sono disciplinati dall'art. 31 e dall'Allegato II del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH), quest'ultimo modificato dal Regolamento (UE) 2020/878.La SDS, nei casi in cui è prevista, è articolata in 16 sezioni che comprendono: identificazione, pericoli, composizione, primo soccorso, misure antincendio, rilascio accidentale, manipolazione e stoccaggio, controllo dell'esposizione e DPI, proprietà fisico-chimiche, stabilità e reattività, tossicologia, ambiente, smaltimento, trasporto e informazioni regolamentari.

Nel sistema italiano di tutela della salute e sicurezza sul lavoro il collegamento con la valutazione del rischio è esplicito: l'art. 223 del D.Lgs. 81/2008 include le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal fornitore attraverso la SDS fra gli elementi che il datore di lavoro deve prendere in considerazione nella valutazione dei rischi derivanti dagli agenti chimici. Quelle informazioni devono però essere rapportate alle effettive condizioni di impiego: quantità utilizzate, livello, modo e durata dell'esposizione, frequenza delle operazioni, caratteristiche degli ambienti, misure tecniche presenti, lavoratori coinvolti e altre sostanze utilizzate.La SDS descrive le condizioni per l’uso sicuro del prodotto; l'organizzazione deve conoscere come quel prodotto viene realmente utilizzato. Il percorso è pertanto il seguente:

SDS > condizioni reali di utilizzo > valutazione > misure di prevenzione e protezione > procedure e controlli operativi.

Le 16 sezioni come mappa delle possibili ricadute aziendali

Una lettura operativa della SDS può partire da una domanda: quali parti del sistema HSE aziendale potrebbero essere interessate dalle informazioni contenute in ciascuna sezione?

Sezione SDS Informazioni principali Possibili ricadute nel sistema HSE
1 - Identificazione Prodotto, fornitore, usi identificati e sconsigliati, contatti di emergenza Inventario chimico, approvazione dei prodotti, verifica degli usi aziendali, gestione delle emergenze
2 - Identificazione dei pericoli Classificazione CLP, elementi dell'etichetta, altri pericoli Valutazione del rischio chimico, informazione, procedure, schede operative
3 - Composizione Componenti, concentrazioni, identificatori, classificazioni Valutazione dell'esposizione, individuazione di sostanze particolarmente critiche, verifica di agenti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione
4 - Primo soccorso Misure per inalazione, cute, occhi e ingestione, sintomi ed effetti Organizzazione del primo soccorso, istruzioni di emergenza
5 - Misure antincendio Mezzi di estinzione, pericoli specifici, prodotti della combustione, protezione degli addetti Valutazione del rischio incendio, procedure di emergenza, informazione degli addetti antincendio
6 - Rilascio accidentale Precauzioni personali e ambientali, contenimento e bonifica Procedure per gli sversamenti, spill kit, emergenze ambientali
7 - Manipolazione e stoccaggio Precauzioni d'uso e condizioni di deposito Istruzioni operative, depositi, segregazione, controlli operativi
8 - Controllo dell'esposizione/DPI Valori limite, DNEL/PNEC ove pertinenti, controlli tecnici, protezioni individuali Valutazione dell'esposizione, monitoraggi, aspirazioni, matrice DPI
9 - Proprietà fisiche e chimiche Stato fisico, pH, infiammabilità, punto di infiammabilità, tensione di vapore ecc. Esposizione, incendio/esplosione, modalità d'impiego e stoccaggio
10 - Stabilità e reattività Condizioni da evitare, incompatibilità, reazioni e decomposizioni pericolose Stoccaggio, miscelazioni, procedure ed emergenze
11 - Informazioni tossicologiche Vie di esposizione, effetti acuti e cronici, sensibilizzazione, CMR ecc. Valutazione del rischio per la salute, formazione, informazioni utili alla sorveglianza sanitaria
12 - Informazioni ecologiche Ecotossicità, persistenza, bioaccumulo, mobilità, altri effetti Analisi degli aspetti ambientali, prevenzione dei rilasci, controlli ambientali
13 - Considerazioni sullo smaltimento Gestione del prodotto e dei contenitori a fine vita Gestione dei rifiuti e dei residui contaminati, prevenzione dello smaltimento improprio attraverso la rete fognaria
14 - Trasporto Numero ONU/ID, classe, gruppo di imballaggio e altre informazioni Verifica dell'eventuale applicabilità della disciplina sul trasporto di merci pericolose
15 - Regolamentazione Disposizioni specifiche relative a salute, sicurezza e ambiente Autorizzazioni e restrizioni REACH, eventuali disposizioni Seveso, VOC o altra normativa specifica applicabile
16 - Altre informazioni Revisioni, fonti, abbreviazioni e altre indicazioni Gestione documentale, formazione, analisi delle modifiche
Tabella 1. Dalle sezioni della SDS alle principali applicazioni nel sistema HSE.

L'Allegato II del REACH prevede, in particolare, che la sezione 15 riporti le disposizioni in materia di salute, sicurezza e ambiente specifiche per la sostanza o miscela, comprese, ove pertinenti, le informazioni relative ad autorizzazioni e restrizioni REACH. Per la sezione 13 richiede inoltre informazioni sui metodi appropriati di trattamento dei rifiuti e, quando pertinente, indicazioni volte a scoraggiare lo smaltimento attraverso la rete fognaria.La Tabella 1 non implica che ogni SDS determini automaticamente l'aggiornamento di tutti gli elementi indicati. Costituisce piuttosto una mappa delle verifiche potenzialmente necessarie.

Dalla SDS alle decisioni operative

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