13.10.26
La nuova edizione del report ENISA NIS360 evidenzia progressi significativi nella maturità della cybersicurezza dei settori critici dell’Unione europea. Tuttavia, sanità, trasporti e pubbliche amministrazioni continuano a presentare livelli di esposizione che richiedono attenzione e investimenti mirati.
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La cybersicurezza dei settori critici europei compie un passo avanti. È quanto emerge dall’edizione 2026 del rapporto NIS360 pubblicato da ENISA, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, che analizza il livello di maturità e criticità dei comparti soggetti alla direttiva NIS2.
Secondo il report, la maturità complessiva dei settori essenziali e importanti continua a migliorare grazie all’attuazione del quadro normativo europeo, all’aumento degli investimenti e a una crescente attenzione politica verso la resilienza digitale. Per il direttore esecutivo di ENISA, Juhan Lepassaar, i risultati rappresentano un segnale incoraggiante dell’impatto positivo della NIS2 sul rafforzamento delle infrastrutture critiche europee.
L’analisi NIS360 combina due dimensioni fondamentali: la criticità del settore e il suo livello di maturità cyber. Dall’incrocio di questi indicatori emerge la cosiddetta “risk zone”, che identifica i comparti in cui la preparazione alla gestione dei rischi informatici non è ancora proporzionata alla loro rilevanza strategica.
Nel 2026 rientrano in questa area la sanità, il trasporto ferroviario, il settore marittimo, i servizi di gestione ICT, lo spazio, le pubbliche amministrazioni, l’acqua potabile e il trattamento delle acque reflue. Rispetto agli anni precedenti, alcuni comparti sono entrati nella fascia di rischio a causa dell’evoluzione del contesto e dell’innalzamento degli standard medi di maturità. Un segnale positivo riguarda invece il settore del gas, che mostra un progressivo allontanamento dalla zona critica grazie a una migliore collaborazione e condivisione delle informazioni.
La classifica della criticità rimane sostanzialmente stabile. I comparti considerati più strategici sono quello bancario, l’energia elettrica, l’aviazione e i servizi digitali essenziali, tra cui telecomunicazioni, cloud e data center.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca il settore spaziale, che entra nel gruppo dei più critici. La crescente dipendenza di numerosi servizi e infrastrutture dalle tecnologie spaziali aumenta infatti l’impatto potenziale di eventuali interruzioni o attacchi informatici. Anche il settore ferroviario registra un incremento della criticità, legato sia all’aumento delle minacce cyber sia al suo ruolo sempre più rilevante nella logistica militare.
Sul fronte della maturità cyber, tre comparti – servizi fiduciari, aviazione e infrastrutture dei mercati finanziari – raggiungono la fascia di maturità elevata. Progressi significativi si registrano anche nei settori gas, trasporto stradale, marittimo e sanitario.
Secondo ENISA, l’evoluzione normativa rappresenta uno dei principali motori di questo miglioramento. Le organizzazioni stanno infatti rafforzando capacità, processi e governance della cybersicurezza per adeguarsi ai requisiti della NIS2 e rispondere a un panorama delle minacce sempre più complesso. Persistono tuttavia differenze significative tra settori e tra organizzazioni, dovute a carenza di competenze specialistiche, caratteristiche operative specifiche e dimensioni aziendali.
Guardando al futuro, ENISA prevede che l’ulteriore implementazione della normativa europea e il consolidamento degli investimenti consentiranno a un numero crescente di settori di uscire dalla “risk zone”, rafforzando la resilienza digitale complessiva dell’Unione europea.
Consulta il comunicato stampa sul sito di ENISA