L’Entry/Exit System europeo sta ridisegnando il controllo dei cittadini extra-UE ai confini Schengen. I primi mesi di operatività hanno però mostrato quanto sia complesso conciliare le nuove procedure con la continuità dei flussi. Per progettisti e gestori aeroportuali diventa quindi fondamentale integrare identificazione, biometria, sicurezza fisica e gestione dei passeggeri in un unico processo affidabile. I varchi di Gunnebo Italia Entrance Control, e in particolare ImmSec HS, sono progettati per inserirsi in questa nuova architettura del controllo automatizzato.
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Dal 10 aprile 2026 l’Entry/Exit System (EES) è pienamente operativo in tutti i punti di attraversamento dei confini Schengen. Istituito dal Regolamento UE 2017/2226, il sistema sostituisce il tradizionale controllo basato sul timbro manuale del passaporto con la registrazione elettronica degli ingressi e delle uscite dei cittadini di Paesi terzi che effettuano soggiorni di breve durata. Acquisiscei dati del documento di viaggio insieme a informazioni biometriche quali immagine del volto e impronte digitali. L’obiettivo è rendere più efficace il controllo delle frontiere, individuare automaticamente eventuali soggiorni oltre i termini consentiti e rendere più difficile l’utilizzo di identità o documenti fraudolenti.
Non si tratta più, peraltro, di uno scenario futuro. Secondo i dati diffusi il 27 luglio 2026 dalla Direzione generale Migrazione e Affari interni della Commissione europea, dalla sua introduzione l’EES aveva già registrato oltre 145 milioni di ingressi e uscite.Un dato che restituisce immediatamente la dimensione operativa della trasformazione in corso.
La sua introduzione ha tuttavia evidenziato anche alcune criticità nella gestione dei flussi aeroportuali. IATA ha segnalato aumenti significativi dei tempi di attesa in alcuni scali europei. Nel settembre 2026, ha chiesto di estendere anche alla stagione invernale la possibilità di sospendere parzialmente l’EES nei momenti di maggiore congestione. L’associazione, pur ribadendo il proprio sostegno al nuovo sistema, indica fra le condizioni necessarie per la sua piena applicazione sistemi affidabili, chioschi self-service completamente operativi e controlli automatizzati di frontiera, oltre a un’adeguata disponibilità di personale.
La questione, quindi, non riguarda soltanto quanto controllare, ma come farlo: l’efficacia dell’EES dipende anche dalla capacità delle diverse componenti tecnologiche e fisiche di lavorare insieme senza trasformare le nuove procedure in colli di bottiglia. Ed è proprio in questo punto di incontro fra identificazione, automazione e gestione del passaggio che il varco assume un ruolo centrale.
L’EES riguarda i punti di attraversamento dei confini Schengen e trova quindi applicazione negli aeroporti, nei porti e alle frontiere terrestri. Nel trasporto aereo, tuttavia, la necessità di conciliare un elevato numero di controlli con la continuità dei flussi rende particolarmente evidente l’impatto del nuovo sistema sulla progettazione degli spazi e delle infrastrutture.
Il controllo fisico del passaggio non può più essere considerato separatamente dall’identificazione del viaggiatore. Occorre creare percorsi nei quali lettura del documento, acquisizione e verifica dei parametri biometrici e autorizzazione al transito siano parte di una sequenza coordinata. Il varco diventa così uno degli elementi attraverso cui il processo digitale produce un risultato fisico inequivocabile: una persona identificata viene autorizzata ad attraversare il confine, mentre il passaggio viene impedito fino al completamento delle verifiche previste.
L’aumento dell’automazione non elimina quindi la necessità del controllo fisico, ma ne modifica profondamente il ruolo. Affidabilità nella rilevazione del passaggio, capacità di gestire una persona alla volta, integrazione con differenti tecnologie di identificazione e continuità operativa diventano requisiti determinanti per evitare che un controllo più rigoroso si traduca in una riduzione della capacità di gestione dei passeggeri.
La sicurezza dei percorsi aeroportuali richiede inoltre di mantenere una separazione efficace fra aree pubbliche e zone riservate, impedendo movimenti in direzione contraria a quella prevista. Un tema tornato all’attenzione anche dopo il tragico episodio avvenuto l’8 luglio 2025 all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, dove un uomo proveniente dall’esterno riuscì a raggiungere il piazzale attraverso l’area arrivi e una porta di emergenza, perdendo poi la vita a contatto con il motore di un aereo in rullaggio. Il caso, sul quale ENAC avviò immediatamente verifiche, ha ricordato quanto sia delicato il confine fisico fra lato terra e lato volo e quanto sia importante governare correttamente tutti i percorsi che li collegano.
È un tema sul quale Gunnebo lavora da tempo con un’offerta specificamente sviluppata per gli aeroporti. La gamma comprende, fra le altre, soluzioni come:
AFL Compact e AFL Ultra Compact, studiate per automatizzare differenti punti del percorso del passeggero e integrabili con dispositivi di lettura e tecnologie biometriche. AFL Ultra Compact consente, ad esempio, di realizzare corridoi con larghezza libera da 600 a 1.200 mm anche dove lo spazio disponibile è limitato, mantenendo elevati standard di sicurezza e continuità operativa nei punti più congestionati dell’aeroporto.
Per ulteriori informazioni sulle soluzioni Gunnebo Italia Entrance Control per il controllo degli accessi, potete contattare l’azienda all’indirizzo entrancecontrol.it@gunnebo.com, telefonare al numero +39 02 898 494 50 o visitare il sito www.gunneboentrancecontrol-italia.it
Gunnebo Italia Entrance Control S.p.A.
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