Il Garante Privacy interviene sullo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali. L’Autorità chiede maggiore coordinamento con il GDPR e regole più chiare sui controlli e sull’uso dei sistemi automatizzati.
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole, con rilievi, sullo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2024/2831, dedicata al miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore delle piattaforme digitali, con particolare attenzione alla tutela dei rider.
Nel parere n. 624 del 17 settembre 2026, richiamato nella newsletter del 30 settembre, l’Autorità sottolinea la necessità di coordinare le nuove disposizioni con il quadro europeo in materia di protezione dei dati personali. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza nell’impiego dell’intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati utilizzati per gestire e monitorare i lavoratori.
Tra gli aspetti evidenziati dal Garante vi è la necessità di definire con precisione le competenze dell’Autorità e quelle dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Alcuni obblighi previsti dallo schema di decreto, infatti, possono sovrapporsi a quelli già stabiliti dal GDPR, come:
Secondo il Garante, questa sovrapposizione potrebbe determinare un doppio procedimento sanzionatorio per la medesima condotta. Per evitarlo, l’Autorità propone l’introduzione di una clausola di assorbimento, fondata sui principi di specialità e proporzionalità, oppure di un meccanismo di coordinamento tra i procedimenti dell’Ispettorato e quelli del Garante.
Ulteriori osservazioni riguardano la condivisione delle informazioni con le autorità pubbliche. Il Garante chiede una disciplina più puntuale, che individui:
Le indicazioni mirano così a rafforzare le tutele dei lavoratori delle piattaforme, assicurando che l’impiego di sistemi automatizzati e dati personali avvenga nel rispetto delle garanzie previste dalla normativa sulla protezione dei dati.